Alla Fiera Agroalimentare di BAKU anche L’Associazione Amici dell’Azerbaigian Centro Sud Italia

Con la Fiera di maggio l’Azerbaigian, in collaborazione con l’italiana Itazercom, entra nel vivo di una nuova era ‘post petrolifera’. Molte le occasioni di scambio con l’Italia anche per merito di associazioni come quella fondata da Domenico Letizia che ha l’intento di aprire nuovi scenari economici e culturali sulla ‘Via della seta’

Cooperazione sociale attraverso la valorizzazione del patrimonio culturale e naturalistico, le tradizioni, il folklore, l’artigianato e l’enogastronomia anche in un’ottica di scambi commerciali e di  sviluppo dei flussi turistici da e per l’Azerbaigian. Sono queste le motivazioni alla base dell’Associazione Amici dell’Azerbaigian Centro Sud Italia fondata e presieduta dal casertano Domenico Letizia, Political Analyst e membro del comitato centrale della Lidu onlus. Una prospettiva di costruzione che in occasione della Fiera Agroalimentare di Baku, Azerbaigian, del 17-19 maggio (11 Edizione – Fiera dell’Agricoltura Caspian Agro 2017 e 22 Edizione – Fiera dell’Industria alimentare Worldfood 2017), vede ancora una volta il forte impegno del gruppo di lavoro messo in piedi da Letizia al fine di offrire ai giovani di entrambi i Paesi occasioni di scambio e di lavoro, sulla scia del prezioso lavoro della Camera di Commercio Italo-Azerbaigiana “Itarzecom”, organizzazione presente da diversi anni sul territorio azerbagiano .

L’Azerbaigian attualmente sta proseguendo sulla via intrapresa della diversificazione economica. La via della differenziazione del suo sistema industriale e della sua economia mira a portare il paese, come ha affermato lo stesso presidente Iham Aliiyev, nell’era “post petrolifera”. In Azerbaigian un ruolo di primo piano spetta anche al settore primario dove è impiegato il 40% della forza lavoro locale (il 47% della popolazione risiede in zone rurali). L’Azerbaigian infatti può vantare una superficie coltivabile pari, secondo dati della Banca Mondiale, al 57,7% della sua estensione totale ed una significativa varietà di aree climatiche compatibili con diversi tipi di colture. In evidenza è soprattutto il grano che, con una quota del 64,1% (pari a oltre 1,8 milioni di tonnellate prodotte in un anno), costituisce il principale segmento produttivo dell’agricoltura azera. Di recente altre coltivazioni hanno acquisito un peso maggiore. È il caso delle patate, la cui produzione in volume nel 2013 è aumenta del 2,5%, della frutta (+5,3%), della barbabietola da zucchero (+3,2%), dell’uva (+2,1%). In Azerbaigian il settore Agroalimentare è in forte sviluppo e costituisce una componente chiave dell’economia non-oil e della politica del Paese.

Nel 2015 si è registrato un aumento del PIL pari al 5.7%, sino ad un totale di 75.2 miliardi di dollari, di cui 660 milioni provenienti dal settore agricolo. La crescita economica del Paese negli ultimi anni ha portato un rapido aumento dei consumi, un’evoluzione dei gusti dei consumatori e la necessità di adeguare e modernizzare l’intero settore Agroalimentare. L’apertura verso l’estero e gli incentivi e programmi governativi volti a favorire importazioni di know-how e investimenti esteri in tecnologia, creano un panorama ricco di opportunità. Il settore agricolo è inoltre completamente libero dai dazi doganali e gode di un regime fiscale molto agevolato. Affidarsi all’esperienza e alla collaborazione della Camera di Commercio Italo-Azerbaigiana “Itarzecom” vuol dire poter contare su ottime competenze e abilità poichè obiettivo è quello di rappresentare il meglio della nostra impresa, il grande valore del know-how italiano e del vero Made in Italy, molto apprezzato e richiesto nella fiorente repubblica caucasica. Anche in virtù della stretta collaborazione con le istituzioni della Repubblica dell’Azerbaigian, la partecipazione alla Fiera Agroalimentare di Baku, Azerbaigian, del 17-19 maggio (11 Edizione – Fiera dell’Agricoltura Caspian Agro 2017 e 22 Edizione – Fiera dell’Industria alimentare Worldfood 2017) costituisce un’occasione privilegiata per acquisire visibilità, aprirsi a collaborazioni per il mercato azerbaigiano e caucasico e internazionalizzare la propria impresa. Un opportunità imperdibile per chi vuole far conoscere le proprie eccellenza nel mercato del Caucaso.

 

 

Per info :

Dott. Domenico Letizia – Presidente dell’Associazione “Amici dell’Azerbaigian Centro Sud Italia” 3384162841 – do.letizia@gmail.com

Dott. Francesco Della Peruta, membro dell’Associazione “Amici dell’Azerbaigian Centro Sud Italia” 3337821907 – francescohomer@gmail.com

 

Roma: Lo Spiraglio, FilmFestival della salute mentale

7a edizione presso MAXXI – Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo, Roma, 31 marzo, 1 e 2 aprile 2017

di Caterina Taccone

Si svolgerà a Roma dal 31 marzo al 2 aprile 2017 presso il MAXXI – Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo la sesta edizione de Lo Spiraglio FilmFestival della salute mentale, evento di corti e lungometraggi, diretto da Federico Russo e Franco Montini, rispettivamente per la parte scientifica ed artistica. Promosso da ROMA CAPITALE – Dipartimento Salute Mentale, ASL Roma 1 e MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo. Il festival è nato con lo scopo di raccontare il mondo della salute mentale nelle sue molteplici varietà, attraverso le immagini. L’obiettivo è quello di avvicinare un vasto pubblico alla tematica e permettere a chi produce audiovisivi, dedicati o ispirati all’argomento, di mettere in evidenza risorse creative e qualità del prodotto. Presentati in concorso, dagli stessi autori, lungometraggi e cortometraggi: il panorama delle opere selezionate propone viaggi alla scoperta di mondi sconosciuti, indagini su dichiarate patologie, ma anche riflessioni sul disagio psichico, con protagonisti di ogni età e ambientazione. Numerosi gli eventi speciali del festival, dalle proiezioni per le scuole, all’incontro ‘Lacci – legami familiari tra eredità e ribellione‘, previsto per sabato 1 aprile, sul tema ‘genitori e figli’, con l’intervento dello scrittore e sceneggiatoreDomenico Starnone.

Tra i film presentati, il lungometraggio documentario Padiglione 25 – Il diario degli infermieri in un reparto autogestito, di Massimiliano Carboni, con la voce narrante di Giorgio Tirabassi. Un film che dà voce agli infermieri, i soggetti più in ombra nei movimenti che negli anni ’70 hanno contestato il manicomio e cercato di trasformare la psichiatria. Nell’estate del 1975 un gruppo di infermieri del S. Maria della Pietà di Roma, ispirati dal pensiero di Franco Basaglia, decidono di occupare e autogestire uno dei padiglioni del manicomio: il Padiglione 25.
Tra i cortometraggi, in cartelloneSenza occhi, mani e bocca‘, di Paolo Budassi, la storia di Bianca, ragazza senza fissa dimora, il cui incontro con una psicologa in un Centro di accoglienza le farà ricordare un incidente in bicicletta che le ha segnato la vita, avvenuto quando era piccola e del quale non aveva memoria. Altro corto in programma,Salifornia, di Andrea Beluto, girato a Salerno, la storia del pescivendolo Ciacianiello, che, esasperato dai continui schiamazzi e raggirato da un imprenditore senza scrupoli, vuole far chiudere il negozio di dischi, punto di ritrovo dei ragazzi del quartiere, adiacente alla sua pescheria. Frizzy, eccentrico proprietario del negozio di dischi e Fravaglio, fratello minore di Ciacianiello ma di mentalità più aperta, provano a farlo rinsavire…

Nella serata finale del festival, una Giuria composta da addetti ai lavori appartenenti all’ambito sociale, psichiatrico e cinematografico assegnerà il Premio “Fausto Antonucci” di 1.000 euro al miglior cortometraggio e il Premio “Jorge Garcia Badaracco – Fondazione Maria Elisa Mitre” di 1.000 euro al miglior lungometraggio. Il festival, inoltre, consegnerà il Premio Lo Spiraglio – Fondazione Roma Solidale onlus al regista Paolo Virzì, quale cineasta particolarmente sensibile e interessato ai temi legati al mondo della salute mentale. Nelle edizioni passate sono stati premiati Sergio Rubini, Sergio Castellitto, Carlo Verdone, Alba Rohrwacher, Marco Bellocchio e Giulio Manfredonia.

Angelo Todaro( RCN): bando di gara europeo per l’editoria è uno schiaffo alla storia delle nostre agenzie

Il presidente di Rete Civica Nazionale critico sulla scelta del Governo a favore di un bando di gara europeo per l’assegnazione dei contratti di servizio con le agenzie di stampa nazionali

di Romolo Martelloni

“Ci chiediamo se il governo abbia valutato fino in fondo le gravissime ripercussioni occupazionali e industriali con una gara europea che potrebbe consegnare ad agenzie di stampa francesi, tedesche o spagnole la parte più” grossa del finanziamento pubblico. E’ una Strada pericolosa e impervia per regolamentare le forniture di servizi informativi. Peggio non si poteva scegliere. Qui sono in gioco migliaia di posti di lavoro”. Lo scrive, in una nota, il presidente di Rete Civica Nazionale, Angelo Todaro dopo la decisione del governo, su indicazione dell’Anac, di procedere ad una gara europea per i servizi giornalistici delle agenzie di stampa.

” Non possiamo permetterci questo sgarbo alla nobile storia dell’Ansa, poi dell’Agi voluta da Enrico Mattei o dell’Adn di fanfaniana memoria e della Kronos di Pietro Nenni che fondendosi hanno formato la terza agenxia di stampa del Paese. Ma neanche dimentichiamo – conclude il prof. Todaro – le varie medie e piccole agenzie le prime ad essere spiazzate da un simile provvedimento. Vedi se i francesi fanno cose del genere? Loro no, preferiscono fare shopping da noi ma se una nostra azienda come Fincantieri mette sul piatto soldi freschi per rilevare i cantieri di Saint Nazaire, allora mettono davanti l’interesse nazionale. Forse anche noi dovremmo avere un po’ di attributi e cominciare a salvaguardare le nostre aziende strategiche”, ha concluso il presidente di Rete Civica Nazionale.

Immigrazione:dal cibo alla musica, quei cambi e scambi inevitabili

L’immigrazione fa paura, si ha timore delle nuove lingue, dei nuovi cibi che vediamo  nei supermercati, dei nuovi modi di vestirsi e cosi via. In realtà l’incontro tra diverse culture è solo teatro di arricchimento culturale

di Gianni Pezzano

 

Da decenni in Australia per la Festa della Mamma molte famiglie con giardini grandi vendono fiori ai loro vicini. Nei primi anni della grande immigrazione italiana in quel paese molti noi figli di italiani compravamo i fiori da portare alla mamma. In molti casi la reazione delle mamme non era esattamente quel che i ragazzi si aspettavano. Per gli australiani il fiore dell’occasione è il crisantemo che ha un altro significato per noi italiani non proprio adeguato con la festa…

Ora ci ridiamo sopra, ma queste incomprensioni sono inevitabili quando due culture si incontrano. Non ero tra quei ragazzi sfortunati, ma ognuno di noi ha avuto momenti di sconforto causati dalle differenze tra noi e i nostri vicini, o i compagni di scuola.

Nel mio caso, ed è probabilmente il caso più comune in giro per il mondo, si trattava del pranzo che portavo a scuola che era radicalmente diverso da quello degli altri. Insaccati nuovi per gli australiani in pane tagliato in modo massiccio, magari con sottaceti di casa, oppure con frittata e altri ingredienti italiani.

Non era insolito per noi oriundi scambiare qualcosa con i compagni australiani con i loro sandwich tagliati in modo preciso in triangoli sottili con uno strato di prosciutto cotto e una sottiletta. Inevitabilmente chiedevamo alla mamma di fare sandwich simili a quelli, con ingredienti che non conoscevano, come il “fritz” australiano, un insaccato di origine tedesco simile a un grandissimo wurstel, anche questo il risultato di una precedente ondata di immigrazione nel paese.

Il messaggio di queste lezioni gastronomiche è semplice, ogni incontro tra culture porta a cambi in ognuna. Ossia, gli immigrati cambiano la cultura dei loro vari paesi di residenza come i nuovi paesi cambiano la loro.

Un caso divertente viene dalla Francia in un’occasione tragica. Dopo la sconfitta di Napoleone, truppe russe erano arrivate in Francia e spesso andavano al ristorante. Questi soldati conoscevano solo poche parole del francese e allora avevano difficoltà a farsi capire dai camerieri. Quasi sempre i soldati  mangiavano di fretta e finivano di ordinare il pranzo o la cena con un parola in russo per dire di fare presto.

In quel modo la parola “bistro” entrò nel vocabolario francese e di conseguenza ora si trova in tutto il mondo per descrivere una forma di ristorante. Allo stesso modo le truppe napoleoniche portarono a Napoli il dolce polacco che i napoletani perfezionarono e ora chiamiamo il babà.

Ora vediamo questa realtà anche in Italia e sempre con uno sfondo gastronomico.

Da qualche anno in alcune zone c’è stata resistenza all’introduzione del kebab considerato un prodotto straniero e dunque non facente parte della cultura italiana. Ma questa battaglia era già persa prima di iniziare perché il precedente non era di un prodotto che fa parte della tradizione greca, o libanese, o egiziana, a seconda di quale versione del kebab mangi, ma di un prodotto americano: l’hamburger.

Quella volta il mezzo di scambio culturale non era solo il frutto  di usi provenienti da immigrazione, bensì il risultato di un immagine veicolata dal cinema e soprattutto dalla televisione. Così, in Italia molti hanno accolto con piacere Halloween, una festa di origini europee che risale a ben prima della scoperta delle Americhe di Colombo, come anche le feste dell’addio al nubilato e al celibato e le altre feste anglosassoni che vediamo in giro per il paese.

Poi, artisti come Renato Carosone, Fred Buscaglione e Adriano Celentano hanno avuto grandissimo successo con cover italiane di brani americani e inglesi, ma hanno anche avuto il genio di creare un genere italiano ispirato da questa musica straniera.

Senza l’ispirazione di questi pionieri quasi sicuramente non avremmo avuto le generazioni di cantautori esplose nel periodo del ‘68  che ora sono considerate il caposaldo della musica leggera italiana. Una musica poi scoperta a sua volta dagli artisti stranieri che fa continuare gli scambi culturali eterni.

Tristemente per molti l’immigrazione fa paura, hanno timore delle nuove lingue, dei nuovi cibi che vediamo ora nei supermercati, dei nuovi modi di vestirsi e cosi via. La paura del nuovo e l’ignoto è la paura più comune in giro per il mondo, come possono testimoniare gli emigrati italiani che hanno sofferto discriminazioni dai loro nuovi concittadini.

Queste sono lezioni che solo l’esperienza diretta può insegnare e infatti impariamo ogni giorno mentre conosciamo i nostri nuovi vicini di casa provenienti da altri paesi. L’Italia ha sempre avuto stranieri che hanno contribuito alla nostra Cultura e ora continuiamo questa nostra tradizione millenaria per creare una cultura sempre più forte e unica.

 

 

 

 

 

 

 

Il plauso della Cisal all’ipotesi di autoriforma del Cnel

Cnel, Cavallaro (CISAL): “Nella proposta di autoriforma, nuove funzioni e competenze a garanzia di pluralismo e trasparenza”

“Accogliamo con favore e ci impegniamo a sostenere nelle sedi opportune, a partire dalla calendarizzazione al Senato, la proposta di autoriforma approvata all’unanimità dall’Assemblea del CNEL, mirata a restituire al Consiglio nazionale dell’economia e del lavorola sua funzione di promozione e sintesi del dialogo tra parti sociali”. E’ quanto dichiara Francesco Cavallaro, Segretario Generale CISAL, all’indomani dell’iniziativa con cui i consiglieri dell’istituto hanno voluto gettare le basi per il rilancio concreto dell’entemesso in discussione dal referendum del 4 dicembre scorso.

“Particolarmente significative, continua Cavallaro, le proposte in materia di composizione del Consiglio e di definizione dei suoi compiti. Fermo restando il numero dei consiglieri, spiega Cavallaro,il disegno di legge modifica, nel segno del più ampio pluralismo, le regole di rappresentanza dell’Istituto, rendendole idonee a garantire una presenza con funzione consultiva a tutte le confederazioni rappresentative a livello nazionale”.

“Tra i nuovi compiti del CNEL, precisa il Segretario, la redazione di specifici rapporti su mercato del lavoro e BES – benessere equo e sostenibile – e di pareri obbligatori preventivi e non vincolanti su Def e legge di bilancio, e l’attribuzione della funzione di certificazione del grado di rappresentatività nazionale delle organizzazioni sindacali nel settore privato”.

“In sintesi, conclude Cavallaro, il CNEL dimostra di guardare al futuro rivendicando la dignità e il valore di quarto organo di rango costituzionale dello Stato dopo Corte dei Conti, Consiglio di Stato e CSM, e aspirando a ulteriori contenuti in relazione alla propria peculiarità di organo consultivo del Parlamento. Si tratta di una nuova importante tappa di un percorso virtuoso iniziato con la spendingreview interna che dal 2012 al 2016 ha restituito al bilancio dello Stato ben 37 milioni di euro e che porterà la Commissione Speciale per l’Informazione a varare entro il mese di giugno un report sul mercato del lavoro e sulla contrattazione collettiva”.

 

Roma, “Triennale Cult of Art 2017”. Premio della critica a Rosa Pianeta

Una rassegna di arte contemporanea che consente di riflettere sulle mutazioni sociali in corso

di C. Taccone

Organizzata da Sabina Tamara Fattibene, si è aperta il 21 febbraio la “Triennale Cult of Art 2017” presso lo spazio “Plus Art Puls” in viale Mazzini, 1 – Roma, con la partecipazione del Maestro Ennio Calabria e la giornalista televisiva Camilla Nata in qualità di madrina. Molte le personalità del mondo dell’arte e dello spettacolo presenti, tra cui Lando Buzzanca, Mita Medici, Matilde Brandi e la giornalista e blogger Gabriella Sassone.

Tra tutte spicca l’attrice Rosa Pianeta, presente all’evento in veste di pittrice, che si è aggiudicata il premio della critica di questa terza edizione con l’opera “Soldati”. Delle dimensioni di 1 metro per 1 metro il quadro della Pianeta, che attraverso l’arte racconta i sentimenti di separazione tra i popoli e la mancanza d’amore, vuole descrivere la guerra che invade l’Europa, un nuovo nazismo che avanza, rappresentato da militari in file per sei, uomini oscuri, in bianco e nero, sfumati, quasi senza anima, interrotti solo da muri immaginari, cancelli bianchi che sono quasi delle trincee, immagini di una guerra imminente e di cui non siamo affatto consapevoli. “ La suddivisione dei soldati per file di sei elementi ciascuna non è casuale”, spiega Rosa Pianeta “ nell’Apocalisse di Giovanni il sei è l’emblema del male, nel mio quadro rappresenta l’evolversi verso il male, la guerra, il non amore”.

La Triennale di Roma CulT ArT, patrocinata dalla Regione Lazio e dal Comune di Roma, nasce come un festival dell’Arte, con l’intento di unire insieme artisti contemporanei che spaziano  dalla Pittura alla Scultura alla Fotografia alla Grafica,  con partecipanti da tutta Italia e dall’estero. Si tratta di una rassegna che consente di riflettere sulle mutazioni sociali in corso,  grazie ad opere che aprono nuovi orizzonti. In questa edizione 2017 sono 53 gli artisti che hanno esposto le loro opere.  Quest’anno anche il gruppo “Pizzoli Arte per l’Aquila”, cittadina devastata come l’Abruzzo dal terremoto: con le loro opere Grazia Alloggia, Mimmo Emanuele, Valeria Ferrarese e Simona Pesce, esprimono un gesto di dolore ma al tempo stesso di speranza per una rinascita.

Gli artisti di questa edizione sono: Anna Aglirà, Stefania Ambrosini, Lucia Amadio, Antonio Ariaudo, Giuseppe Ascari, Rossana Bartolozzi, Angelo Bottaro, Paolo Camiz, Ester Camprese, Valentino Carboni, Franco Cola, Roberto Del Fabbro, Fabrizio De Santis, Gianfranco Di Bernardini, Olympia Dotti, i fratelli Caterina e Pier Alberto Faina, Maurizio Falcocchio, Giacomo Fierro, Massimo Fodonipi, Patricia Glauser, Giocampo, Paola Grillo, Marida Iacona, Kimiko Ishibashi, Mario La carruba, Fabrizio Loiacono, Malisa Longo, Sery Mastropietro, Lina Morici, Lilli Nardi, Paolo Paoletti, Ettore Petrangeli, Pasquale Protesio, Mirella Rossomando, Umberto Romano, Isabelle Salari, Maria Carmen Salis, Mario Salvo, Fernando Terracina.

Le opere scelte sono state selezionate da una  Commissione di Esperti tra cui  il prof Egidio M. Eleuteri (critico e gallerista d’arte), Guerrino Mattei (giornalista e critico d’arte), Mara Ferloni (critica d’arte), Pino Reggiani(pittore di fama), Fattino Tedeschi (critico d’arte), Maria Rosaria Sangiulo(giornalista e critica d’arte).

L’esposizione sarà in mostra sino al 27 febbraio

 

UNICEF/Siria: 10 milioni di bambini subiscono le conseguenze della guerra

Da inizio anno, almeno 20 bambini sono stati uccisi in attacchi e molti di più feriti;  2 milioni di bambini sono tagliati fuori dall’assistenza umanitaria. Fino ad ora quest’anno, solo tre missioni inter-agenzie hanno raggiunto i bambini nelle aree sotto assedio. Dichiarazione di Geert Cappelaere, Direttore regionale dell’UNICEF per Nord Africa e Medio Oriente

“Le strazianti immagini di un bambino che urla chiedendo di suo padre subito dopo aver perso entrambe le gambe in un assalto ad Idlib, la settimana scorsa, rappresentano un altro terribile monito che ci ricorda come i bambini in Siria continuino a vivere sotto attacchi a causa del conflitto.

Questa settimana, mentre continuano a Ginevra gli sforzi per mettere insieme tutte le parti coinvolte nel conflitto in Siria – giunto ormai al sesto anno di guerra – per tentare di arrivare ad una pace, noi lanciamo un appello a tutti loro di mostrare una leadership coraggiosa per i diritti dei bambini. E noi chiediamo a ciascuno di loro di rispondere a questa domanda: e se fossero i tuoi bambini?

Dall’inizio di quest’anno, almeno 20 bambini sono stati uccisi in attacchi e molti di più feriti, compresa una bambina nata solo da un giorno ferita quando la sua casa è stata bombardata nella Damasco Rurale. Inoltre, circa 2 milioni di bambini sono ampiamente tagliati fuori dall’assistenza umanitaria urgentemente necessaria.

Questi dati rappresentano un terribile indicatore secondo cui l’annunciata cessazione delle ostilità, nello scorso dicembre, deve ancora tradursi in reale protezione e nell’assistenza umanitaria per tutti i bambini in Siria. Fino ad ora quest’anno, solo tre missioni inter-agenzie hanno raggiunto i bambini in aree sotto assedio e difficili da raggiungere.

Il costo, non commensurabile, delle vite e delle sofferenze dovrebbe essere motivo di vergogna per il mondo e spingerlo ad intraprendere azioni immediate per trovare soluzioni, a livello politico, alla guerra. Ricordiamo a tutte le parti in conflitto i loro obblighi secondo il diritto internazionale umanitario a proteggere i bambini in ogni momento, ovunque essi siano e non importa sotto quale controllo essi vivano.

In tutto il paese i bambini continuano a soffrire per le costanti e diffuse violenze e per la mancanza delle necessità di base necessarie per salvare e supportare le loro vite. Le parti in conflitto devono garantire accesso immediato, incondizionato e costante a tutti i bambini che hanno bisogno di aiuto in tutto il paese. Gli assedi devono finire. La rimozione di aiuti salva vita dai convogli è inaccettabile, così come l’utilizzo dell’acqua come arma di guerra.

Tutte le parti in conflitto e tutti coloro che possono avere un’influenza devono agire secondo un estremo senso di urgenza per mettere, finalmente, a tacere le armi. È giunto il momento per tutte le parti e coloro che hanno a cuore i bambini della Siria, di parlare di questi bambini.

Gli oltre 10 milioni di bambini siriani che subiscono direttamente e quotidianamente le conseguenze di questo feroce conflitto vogliono solamente una cosa: che arrivi la pace e che possano riavere indietro la propria infanzia. Le parti in conflitto e tutti coloro che le supportano devono tutto questo ai bambini della Siria e devono porre fine a questa guerra una volta per tutte”.

La Lidu onlus in prima linea con Mobility of Young Adults

Il 1 Marzo 2017 alle ore 10:00 presso la sede della LIDU onlus Lega italiana dei Diritti dell’Uomo sita in Piazza d’Ara Coeli 12 in Roma, si terrà la conferenza stampa conclusiva del progettoErasmus+Mobility of Young Adults

Il progetto dal titolo Mobility of Young Adults  ha coinvolto ragazzi universitari dai 22/24 anni, Italiani, Romeni e Portoghesi residenti in Italia, in Romania ed in Portogallo, scelti tra coloro che si trovano in situazione di disagio sociale ma fortemente motivati ad un rapporto costrutti paesi. I giovani studenti hanno avuto l’opportunità di sperimentare un periodo di integrazione con altre culture, al di là del buon rendimento universitario e dei loro mezzi economici.

Lo scambio ha avuto la durata di 3 settimane e ha consentito ai ragazzi di avvicinarsi alle culture dei paesi coinvolti mediante seminari informativi incontri con realtà sociali locali e attività creative e ricreative.

La Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo ha aderito all’iniziativa proposta dalla LOAD ( Libera Organizzazione Assistenza e Diritti) insieme alla Liga Portuguesa dos Direitos Humanos Civitas( Lega portoghese dei Diritti Umani) e all’ Asociatia Pro Democratia Romena.

 

Centurion, buon avvio della criptovaluta

Centurion ha avuto un buon avvio con una quotazione vicina ai 10 centesimi di dollari, un risultato notevole per una valuta appena nata

Centurion, la nuova moneta digitale lanciata sul mercato delle criptovalute il 10 febbraio scorso è stata ufficialmente inserita sul sito di riferimento del settore www.coinmarketcap.com  dove si trovano le migliori 500 criptovalute del mondo. Centurion ha avuto un buon avvio con una quotazione vicina ai 10 centesimi di dollari, un risultato notevole per una valuta appena nata. La criptovaluta Centurion, si differenzia dalle concorrenti sia per aspetti tecnici, come la grande velocità di pagamento, e sia per aspetti sociali, visto che Centurion ha già donato ben 5 milioni di monete alla fondazione Centurion4children. Ma è diversa anche per come la community si sta diffondendo. Contrariamente alle criptovalute del settore che godono del sostegno di una community di appassionati e minatori esperti (i minatori sono le persone che tramite noleggio di server o propri pc potenti producono le monete mantenendo sicuro il network), Centurion ha anche il sostegno di una community face to face, che promuove servizi digitali con incontri sul territorio tramite una rete di promotori. Riuscirà questa moneta che da fonti ben informate ci rivelano che parli anche un po’ di italiano (vedi la scelta del nome) ad affermarsi in un mercato così emergente? A giudicare dalle quotazioni pare numerosi investitori di più paesi del mondo si stiano già muovendo sul mercato scambiando la criptovaluta, visto che dopo appena 10 giorni la moneta è sorprendentemente scambiabile sui circuiti www.novaexchange.com, www.excambiorex.com, www.coinexchange.io. Per conoscere meglio il progetto Centurion basta visitare il sito internet ufficiale

Lazio. Green Economy Business Forum

Il prossimo 8 marzo presso Accademia d’Ungheria – Sala Liszt Via Giulia, 1 il “Green Economy Business Forum” un’occasione per promuovere l’incontro tra aziende ungheresi e italiane che operano nel settore dell’industria della green economy e delle soluzioni smart.

 

L’Ambasciata di Ungheria in collaborazione con la Hungarian National Trading House organizza il prossimo 8 marzo il “Green Economy Business Forum”, soluzioni innovative della green economy per il risparmio di energia, di materiali e di acqua nella produzione e nel consumo. Il forum rappresenta un’occasione per promuovere l’incontro tra aziende ungheresi e italiane che operano nel settore dell’industria della green economy e delle soluzioni smart.

Aprirà i lavori Péter Szijjártó, Ministro degli Affari esteri e del Commercio. Al termine degli interventi saranno organizzati business meeting con la partecipazione delle aziende ungheresi attive nei seguenti settori:

riciclo di PFU con pirolisi; riciclo di PFU con acqua ad altissima pressione, colture da biomassa, biogas, bioetanolo, implementazione dei sistemi di gestione dei rifiuti (es. raccolta differenziata), trattamento / stabilizzazione / riciclaggio dei rifiuti non pericolosi; costruzione / risanamento di discariche; trattamento di acque reflue / biogas di fanghi da acque reflue, utilizzo del calore di acque reflue, incenerimento dei fanghi da acque reflue, veicoli e attrezzature  per raccogliere (veicoli elettrici), sistema di monitoraggio dei dati della raccolta dei rifiuti, tecnologie di incenerimento dei rifiuti, protezione ambiente / tecnologie laboratorio, impianto a biomassa (girasole), trasporto pubblico elettrico (bus), “casa passiva” (no-bills) e antisismica, riciclo rifiuti elettronici.

Le aziende che desiderano partecipare all’incontro e prendere parte ai B2B possono iscriversi entro il 1° marzo 2017 attraverso la registrazione on line: www.laziointernational.it/polls.asp?p=109

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