L’UNICEF lancia oggi l’Humanitarian Action for Children per il 2017

UNICEF: necessari 3,3 miliardi di dollari per aiutare 48 milioni di bambini colpiti da conflitti e altre emergenze

L’UNICEF lancia oggi il suo appello per il 2017 a favore di 48 milioni di bambini che vivono in aree del mondo colpite dai peggiori conflitti e da altre emergenze che hanno bisogno di assistenza umanitaria. Si stima che, nella maggior parte dei paesi compresi nell’appello, 7,5 milioni di bambini dovranno affrontare malnutrizione acuta grave, di questi circa 500.000 bambini solo nel Nord est della Nigeria e in Yemen.

Con l’“Humanitarian Action for Children” l’UNICEF lancia un appello per un totale di 3,3 miliardi di dollari USA per il 2017 e fissa i suoi obiettivi: garantire ai bambini accesso ad acqua sicura, nutrizione, istruzione, servizi sanitari e protezione in 48 paesi in tutto il mondo.

Dalla Siria allo Yemen e all’Iraq, dal Sud Sudan alla Nigeria, i bambini sono sotto attacco, le loro case, le scuole e le comunità sono distrutte, le loro speranze e il loro futuro sono in bilico. In totale, almeno 1 bambino su 4 nel mondo vive in un paese colpito da conflitti o disastri naturali.

La parte più consistente dell’appello è per i bambini e le famiglie colpite dal conflitto in Siria, che si appresta ad entrare nel suo settimo anno. L’UNICEF ha bisogno di 1,4 miliardi di dollari per supportare i bambini siriani in Siria e coloro che vivono come rifugiati nei paesi vicini. Quella dei rifugiati siriani rimane la più grande crisi umanitaria dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. I Paesi limitrofi alla Siria stanno ospitando oltre 4,8 milioni di rifugiati siriani registrati, fra cui oltre 2,2 milioni di bambini. Nel 2016, sono arrivati in Europa circa 350.000 rifugiati e migranti. Circa la metà di tutte le persone arrivate via mare in Grecia e in Italia sono bambini.

“In paese dopo paese, guerre, disastri naturali e cambiamento climatico stanno sradicando dalle loro case ancor più bambini, esponendoli a violenza, malattie e sfruttamento,” ha dichiarato Manuel Fontaine, Direttore dei Programmi di Emergenza dell’UNICEF. “La malnutrizione rappresenta una minaccia silenziosa per milioni di bambini. I suoi danni possono essere irreversibili, impedendo ai bambini lo sviluppo del potenziale a livello mentale e fisico. Nella forma peggiore, la malnutrizione acuta può essere letale.”

In totale, lavorando con i suoi partner, le priorità dell’UNICEF per il 2017 sono focalizzate su:

  • garantire accesso ad acqua sicura ad oltre 19 milioni di persone;
  • raggiungere 9,2 milioni di bambini con istruzione di base formale e informale;
  • vaccinare 8,3 milioni di bambini contro il morbillo;
  • garantire supporto psicosociale ad oltre 2 milioni di bambini;
  • curare 3,1 milioni di bambini colpiti da malnutrizione acuta grave.

Nei primi 10 mesi del 2016, l’UNICEF ha:

  • garantito accesso ad acqua sicura a 13,6 milioni di persone;
  • vaccinato 9,4 milioni di bambini contro il morbillo;
  • garantito accesso ad una qualche forma di istruzione a 6,4 milioni di bambini;
  • curato da malnutrizione acuta grave 2,2 milioni di bambini.

“Nel 2016, per quanto concerne i fondi destinati all’intervento umanitario per area tematica, Il Comitato Italiano per l’UNICEF si è posizionato al 9° posto tra i donatori con 3 milioni di dollari”, ha sottolineato il Presidente dell’UNICEF Italia Giacomo Guerrera.

‘Accademia e Accademie’ all’Accademia di Belle Arti della Capitale

Si potrà visitare, sino all’8 febbraio 2017, la mostra “Accademia e Accademie, ricerca, trasmissioni e creazione artistica nei secoli XIX-XXI” nella sala “Colleoni”, Allestita per l’occasione, con un incantevole rivestimento rosso, dell’Accademia di Belle Arti di Roma.

di Rosalba Falzone

Voluta dalla Direttrice Tiziana D’Achille dell’Accademia di Belle Arti di Roma, la mostra”Accademia Accademie, ricerca, trasmissione e creazione artistica nei secoli XIX-XXI” è stata organizzata da Marco Bussagli, Sara Linford e Pietro Roccasecca che hanno curato anche il catalogo che raccoglie gli interventi del Presidente dell’Accademia di Belle Arti di Roma, Mario Alì e di Tiziana D’Achille.
Nella sala sono stati esposi documenti, disegni, dipinti, sculture, fotografie, disegni di anatomia, articoli di giornale che testimoniano la presenza degli artisti durante i 350 anni dell’Accademia di Belle Arti di Roma e dell’Accademia di Francia a Roma. Formazione ed evoluzione degli Artisti operanti da fine ‘800 sino ai nostri giorni nella mostra, allestita da Stefania Teodonio raccoglie opere di diversi artisti come Albert Bernard, Denys Puech, Paul Landowski, Oscar Kokoschka, Pino Pascali, Pierre Chabat, Umberto Coromaldi, Pericle Fazzini sino ad arrivare a Giovanni Albanese.
Scorrono su di un video le immagini di opere di artisti contemporanei che contribuiscono oggi a far grande l’Accademia di Belle Arti di Roma, come Vincenzo Varone e Giuseppe Modica. Tra le opere esposte è notevole il dipinto “Pigmalione” di Giulio Bargellini, un olio di tela, 109,5×148, del 1896, di gusto neoclassico e nello stesso tempo surreale, magnifica la composizione, che si presenta originale, nonostante l’apparente impostazione accademica, note di innovazione emergono insieme alle due figure dipinte, che si presentano anatomicamente perfette e paiono emergere dall’abbagliante sfondo prospettico.
Opera realizzata con sapiente cura del chiaroscuro, della luce e delle ombre, le ombre proprie e le ombre portate fanno rilevare le figure ed i certosini particolari, le pennellate sicure sfidano l’osservatore che rimane incantato e stupito, catturato come se fosse posto ad ammirare veramente dall’interno della stanza, che da dipinta sembra vera, come un trompe-l’oeil, confonde e sconvolge, rimane stupefatto e a tratti confuso, anche perplesso, ma anche attratto, poiché allontanandosi dal dipinto viene voglia di tornarci su e “rivivere” la scena tantissime altre volte. Rosalba Falzone.

‘Accademia e Accademie’ all’Accademia di Belle Arti della Capitale

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Si potrà visitare, sino la giorno 8 febbraio 2016, la mostra “Accademia Accademie, ricerca, trasmissione e creazione artistica nei secoli XIX-XXI” nella sala “Colleoni”, allestita per l’occasione, con un incantevole rivestimento rosso, dell’Accademia di Belle Arti di Roma.

di Rosalba Falzone

Voluta dalla Direttrice Tiziana D’Achille dell’Accademia di Belle Arti di Roma, la mostra”Accademia Accademie, ricerca, trasmissione e creazione artistica nei secoli XIX-XXI” è stata organizzata da Marco Bussagli, Sara Linford e Pietro Roccasecca che hanno curato anche il catalogo che raccoglie gli interventi del Presidente dell’Accademia di Belle Arti di Roma, Mario Alì e di Tiziana D’Achille.

Nella sala sono stati esposi documenti, disegni, dipinti, sculture, fotografie, disegni di anatomia, articoli di giornale che testimoniano la presenza degli artisti durante i 350 anni dell’Accademia di Belle Arti di Roma e dell’Accademia di Francia a Roma. Formazione ed evoluzione degli Artisti operanti da fine ‘800 sino ai nostri giorni nella mostra, allestita da Stefania Teodonio raccoglie opere di diversi artisti come Albert Bernard, Denys Puech, Paul Landowski, Oscar Kokoschka, Pino Pascali, Pierre Chabat, Umberto Coromaldi, Pericle Fazzini sino ad arrivare a Giovanni Albanese.

Scorrono su di un video le immagini di opere di artisti contemporanei che contribuiscono oggi a far grande l’Accademia di Belle Arti di Roma, come Vincenzo Varone e Giuseppe Modica. Tra le opere esposte è notevole il dipinto “Pigmalione” di Giulio Bargellini, un olio di tela, 109,5×148, del 1896, di gusto neoclassico e nello stesso tempo surreale, magnifica la composizione, che si presenta originale, nonostante l’apparente impostazione accademica, note di innovazione emergono insieme alle due figure dipinte, che si presentano anatomicamente perfette e paiono emergere all’abbagliante sfondo prospettico.

 Opera realizzata con sapiente cura del chiaroscuro, della luce e delle ombre, le ombre proprie e le ombre portate fanno rilevare le figure ed i certosini particolari, le pennellate sicure sfidano l’osservatore che rimane incantato e stupito, catturato come se fosse posto ad ammirare veramente dall’interno della stanza, che da dipinta sembra vera, come un trompe-l’oeil, confonde e sconvolge, rimane stupefatto e a tratti confuso, anche perplesso, ma anche attratto, poiché allontanandosi dal dipinto viene voglia di tornarci su e “rivivere” la scena tantissime altre volte.

Il concorso ‘Art Hug – Abbraccio d’arte’ alla Moschea di Roma ha il suo vincitore: è Giovanni Casellato con l’opera ‘Finestra di luce’

Decretati dalla giuria anche il secondo e terzo classificato rispettivamente Madina M’Bodji e Egidio Scardamaglia. Per l’artista Giovanni Casellato la possibilità di esporre una selezione di proprie opere in Marocco. La mostra concorso, organizzata dall’associazione ArtisticaMente, è stata possibile grazie al supporto di S.E. Hassan Abouyuob ambasciatore del Marocco

di Tiziana Primozich

La giuria presieduta da Turi Sottile, Alex Mezzenga e Lucrezia Rubini ha decretato i vincitori del premio  ‘Art Hug – Abbraccio d’arte’, mostra concorso alla sua terza edizione, che quest’anno si è tenuta presso la Grande Moschea di Roma dal 25 al 28 gennaio. Si tratta di Giovanni Casellato con l’opera ‘Finestra di luce’ che come primo classificato si aggiudica la possibilità di esporre alcune sue opere in Marocco. Madina M’Bodji  nata in Marocco è la seconda classificata con l’opera ‘Madre Terra’ e terzo Egidio Scardamaglia con ‘Attesa’. “Sapientemente interpretato dai 46  artisti partecipanti  il tema della mostra, l’abbraccio” ha detto nel suo intervento Lucrezia Rubini, critico d’arte, che ha dato lettura dei tre vincitori subito dopo la consegna dell’attestato di partecipazione agli artisti della mostra, organizzata dall’associazione ArtisticaMente di Carmine Perito con il supporto di S.E.Hassan Abouyuob ambasciatore del Marocco.

“L’abbraccio tra i popoli e l’arte, – ha spiegato Lucrezia Rubini –  è un tema che coniuga il concetto di abbraccio con quello di arte, in stretta osmosi.  Abbraccio è darsi all’altro, e ne vediamo un esempio tangibile nella ’hug terapy’ una tecnica che diminuisce l’ansia grazie all’effetto di complessi meccanismi biochimici, che intervengono durante un semplice abbraccio tra esseri umani.  Anche nell’opera d’arte avviene una trasmissione tra chi guarda e chi l’ha prodotta. L’artista è un sensore sensibile di tutto ciò che ci circonda e che proietta in un opera d’ arte. Poi quanto è stato proiettato a livello di pathos nell’opera d’arte fa appello a chi guarda, ed è per questo che come in un abbraccio c’è questa circolarità, questo dialogo, questa trasmissione di energia  in termini di pathos, che fa appello all’intuito, esprime una universalità, un dialogo tra i popoli. L’opera d’arte va al di là del logos e fa appello al pathos e quindi diventa integrazione tra popoli”.

Ed è proprio questo l’intento di ‘Art Hug – Abbraccio d’arte’, aprire una finestra sul mondo per vedere oltre i pregiudizi e ampliare i propri orizzonti. In un momento storico davvero pieno di contraddizioni l’associazione presieduta da Carmine Perito, che già da tre anni organizza l’evento affiancato da Anna Carla Merone e Irena Pavlyschyn, ha come preciso intento quello dell’abbraccio tra popoli al di là del credo religioso o della differenza etnica. Intento che ha incontrato il parere favorevole dell’Ambasciatore del Marocco e che ha spianato la strada sulla scelta della Grande Moschea di Roma come location espositiva inedita. Si tratta infatti della prima mostra all’interno della struttura di culto islamico, un primo passo verso l’abbattimento di barriere intrise di pregiudizio, un evento artistico che unisce tutti i partecipanti in un vero abbraccio virtuale.

I nomi dei partecipanti alla mostra:

Maria Chiara Arconte, Moussa Abdayem, Amhed Beshr, Ugo Bongarzoni,Anna Maria Borsatti, Giorgia Botticelli, Barbara Calcei ( Bake), Bouchra Charik, Ester Campese, Isabel Carafi, Giovanni Casellato, Maria Pia Corvanese, Livia Cucchi, Barbara De Cubellis, Daniela Delle Fratte, Luigi De Santo, Antonella Di Renzo, Laura Donato, Mimmo Emanuele, Carlo Esposito, Tony Esposito, Fabio Falciani, Yasmina Heidar, Hassan Elshab Ibrahim, Giulia Iosco, Sevven Kucuk, Loredana Giannuzzi, Mina Larocca, Teresa Matera, Mauro Marabitti, Angiolina Marchese, Francesco Mauro, Renato Mazza, Mumari, Carla Paltoni, Irena Pavlyshyn, Donatello Pentassuglia, Alessandro Piccinini, Giorgio Pugliese, Loredana Raciti, Flora Rucco, Renzo sbolci, Egidio Scardamaglia, Madina Sow Mododji, Nadia Turella.

Anna Coppi e il mondo della pittura

Presso la galleria Stefano Simmi di Roma ho conosciuto la bravissima pittrice Anna Coppi ed ecco cosa ci racconta della sua arte.

di Francesca Rossetti

Chi è Anna Coppi e come nasce la passione per la pittura?
“Chi sia Anna Coppi possono dirlo solo gli altri. Di me posso dire che amo la vita, la natura, la bellezza, tutto il creato e di conseguenza il Sommo Artefice di tutto. La mia passione per la pittura esiste da sempre: è un dono che ho ricevuto dalla nascita.”

Quali sono i suoi soggetti preferiti?
“Non ho particolari preferenze riguardo ai soggetti, anche se penso che la figura dia maggiori possibilità di esprimere in modo più facilmente comprensibile il pensiero, utilizzando anche il linguaggio dei simboli, che permette di esprimere concetti complessi, altrimenti difficilmente condensabili in un’unica opera.
Un’opera non deve essere solo bella, ma deve incuriosire stimolando la riflessione e la ricerca.”

Quali sono i maestri che segue?
“Quando studiavo al corso di pittura dell’ Istituto S. Giacomo di Roma amavo molto i Macchiaioli, ero interessata anche agli Impressionisti ed alla pennellata di Cezanne. Infatti nelle mie prime opere ha grande importanza la pennellata corposa e sintetica.”

Quali premi ha vinto?
“Ho vinto numerosi premi partecipando a concorsi di pittura estemporanea, ma quelli che amo di più sono: il 1° premio borsa di studio come migliore allieva del corso pittorico, ed il premio Canova 2004 al ” Canovaccio ” , partecipando al quale ho vinto una mostra personale nella stessa galleria.”

Quali saranno i prossimi eventi?
“Tra i miei programmi futuri esiste certamente l’allestimento di una mostra personale.”

Cavallaro (CISAL): “Lotta alla pressione e all’evasione fiscale e contributiva per ridare fiducia al mondo del lavoro e rimettere in moto il Paese”

«Un Pil 2016 ancorato allo zero virgola, un deficit (sia pure autorizzato dalla UE) e un debito pubblico in aumento, una spesa pubblica fuori controllo (che fine ha fatto la spending review?), una pressione fiscale solo formalmente ritoccata e, infine, la spada di Damocle delle cosiddette clausole di salvaguardia (aumento dell’Iva), ancora lì a dimostrare l’incertezza e la precarietà dei nostri conti pubblici». È impietoso il quadro generale del Paese illustrato dal segretario generale della CISAL, Francesco Cavallaro, nella sua relazione al Consiglio nazionale della Confederazione Italiana Sindacati Autonomi Lavoratori, riunito al Grand Hotel Salerno della città campana: «Nulla di rassicurante, purtroppo, a cominciare dal lavoro che non c’è, mentre la disoccupazione, specie dei giovani e delle donne, soprattutto nel Mezzogiorno, continua ad essere drammatica».

In materia di “equità previdenziale”, ha ricordato Cavallaro, chiara la ricetta della CISAL: «reale e definitiva separazione tra previdenza ed assistenza affinché le prestazioni di natura assistenziale (ovvero non coperte da versamenti contributivi) siano a totale carico della solidarietà generale (fisco); ripristino, sia pure graduale, di un sistema di aggancio delle pensioni all’andamento delle retribuzioni dei lavoratori attivi; eliminazione di ogni disparità di trattamento fiscale sulle prestazioni dei Fondi complementari pubblici rispetto a quelle dei Fondi privati, con contestuale recupero del danno provocato ai lavoratori pubblici dal colpevole ritardo del legislatore (1996-2012) per il mancato esercizio della delega; studio, nell’ambito dell’auspicata riforma fiscale, di una diversa tassazione del redditi da pensione».

E parlando della “Non Riforma Fiscale”, Cavallaro ha puntato l’indice su «un Paese che sopporta da troppo tempo uno dei fenomeni più odiosi per una società democratica fondata sul lavoro: l’evasione fiscale e contributiva. Circa un terzo della ricchezza prodotta (circa 570 miliardi) annualmente sfugge, infatti, ad ogni tipo di imposta sottraendo all’erario, dai 130 ai 170 miliardi di euro che potrebbero essere, invece, impiegati a sostegno delle Riforme (a partire da quella fiscale) per uscire dal tunnel ed imboccare finalmente la strada della crescita, dello sviluppo e quindi dell’occupazione e del lavoro».

«La proposta di riforma fiscale della CISAL – ha ricordato Cavallaro – intende introdurre strutturalmente nel sistema fiscale il cosiddetto “contrasto di interessi”. Una proposta che parte dalla constatazione che oggi chiunque effettui una spesa subisce, in realtà, una doppia tassazione. Infatti, la quota di reddito impiegata per una spesa, oltre all’imposizione indiretta applicata all’atto del pagamento (Iva), ha già subito (nei numerosissimi casi di ritenuta alla fonte) o comunque subirà, all’atto della dichiarazione dei redditi, un’ulteriore tassazione derivante dall’imposizione diretta (Irpef). In definitiva: chi consuma paga due volte. Ne consegue che effettuare una spesa o ricevere una prestazione in nero si traduce in un risparmio per il contribuente, ma anche nel doppio guadagno a vantaggio dell’evasore».

Passaggio importante della relazione del segretario generale della CISAL è stato, infine, quello sulla riforma della giustizia e le misure anticorruzione: «Una giustizia che funzioni – ha sottolineato Cavallaro – rappresenta sicuramente uno dei più efficaci deterrenti contro il malaffare in genere, la corruzione in particolare. Naturalmente – ha aggiunto – servono le leggi, ma le lungaggini procedurali e processuali, unitamente alla mancanza di certezza della pena, ammesso che si arrivi in tempi utili a sentenza definitiva, finiscono quasi sempre per renderle inefficaci.

Tutto questo non certo per negare la necessità della Riforma, (eravamo e siamo favorevoli ad esempio alla responsabilità dei giudici), quanto per auspicarne la capacità di affrontare e indicare soluzioni che abbraccino a 360 gradi la complessa materia della legalità (dai reati comuni a quelli della criminalità organizzata, dai reati contro la pubblica amministrazione a quelli contro il patrimonio, l’ambiente, le donne, il terrorismo e le tante forme di schiavitù). Un vero piano strategico, insomma, che non trascuri le croniche disfunzioni organizzative e funzionali delle strutture giudiziarie, consenta di avere quel minimo di certezze che possano sostenere le speranze, la voglia di fare, di intraprendere, di operare nella legalità. È questa – ha detto ancora Francesco Cavallaro – una delle condizioni indispensabili che, purtroppo, mancano a questo Paese, anche per attrarre capitali di investimento. Siamo garantisti, naturalmente, ma siamo anche stufi – ha concluso il segretario generale della CISAL – di essere costretti a restare in perenne apnea prima di conoscere la verità, specie se giudiziaria».

Da Itri 15 nuovi Assaggiatori pontini di Olio Vergine ed Extravergine d’Oliva

Consegnati gli Attestati di Idoneità Fisiologica all’Assaggio al termine del corso di 1° livello organizzato dal Capol e riconosciuto dalla Regione Lazio. Alle lezioni tenute da esperti del settore hanno partecipato operatori diversi della filiera olivicola ed olearia del sud pontino.

15 nuovi Assaggiatori di Olio Vergine ed Extravergine d’Oliva hanno superato il primo corso professionale dell’anno, riconosciuto dalla Regione Lazio e organizzato dal 14 al 21 Gennaio dal Capol presso il Municipio di Itri, con la collaborazione e il patrocinio del Comune di Itri, della Camera di Commercio di Latina e dell’Aspol, e tenuto da due dei massimi esperti del settore, il Dr. Giulio Scatolini (Capo Panel C.O.I.) e il Dr. Maurizio Servili (Università di Perugia).

Le 7 giornate formative della durata complessiva di 35 ore, hanno consentito ai corsisti di entrare nel mondo dell’olio e conoscere gli olii locali che possono fregiarsi del prestigioso riconoscimento della Denominazione di Origine Protetta (Dop Colline Pontine). Il tutto attraverso prove pratiche di assaggio, lezioni teoriche e utili approfondimenti su tecniche di coltivazione, trasformazione  e  conservazione e  metodi di valutazione sensoriale degli olii.

La cerimonia finale si è svolta presso la Sala Consiliare di Itri. Erano presenti il vice Sindaco Paola Soscia, il consigliere Andrea Di Biase e il Presidente dell’Aspol Cosmo Di Russo. L’Attestato di Idoneità Fisiologica all’Assaggio consegnato ai partecipanti a seguito del superamento delle prove d’esame, permetterà loro di accedere al 2° step di preparazione, dopo il quale ci si potrà iscrivere all’Elenco nazionale di tecnici ed esperti degli oli di oliva vergini ed extravergini.

Siamo molto soddisfatti – ha commentato il Presidente del Capol Luigi Centauri – nel sud pontino registriamo un interesse crescente per l’olivicoltura di qualità. Questo è un segnale incoraggiante perché solo con un’adeguata formazione si possono apprezzare a pieno le caratteristiche degli olii di pregio. Un ringraziamento particolare va all’Amministrazione Comunale di Itri che ha supportato e reso possibile l’iniziativa”.

Assaggiatore per un giorno. Il Consumatore giurato di Qualità dell’Olio delle Colline Pontine

Coloro che pensano di poter giudicare in modo non professionale la qualità di un olio extravergine di oliva possono partecipare il 4 Febbraio al Concorso indetto dal Capol durante il Salone dell’Olio e delle Olive della provincia di Latina.

I consumatori di olio extravergine di oliva che pensano di essere portati a giudicarne la qualità pur non essendo dei professionisti possono partecipare al Concorso ‘Assaggiatore per un giorno’ che si svolgerà sabato 4 Febbraio, dalle ore 17, presso il Consorzio per lo Sviluppo Industriale Roma-Latina (Via Carrara, Latina Scalo).

Eleggeranno i 2 migliori olii delle ‘Colline Pontine’ DOP tra quelli in gara al 12° Concorso provinciale ‘L’Olio delle Colline’. È una delle novità introdotte quest’anno dal Capol nella manifestazione che per due giorni diventerà un Salone dell’Olio e delle Olive della provincia di Latina, ove conoscere gli olivicoltori e degustarne informati i prodotti.

Domenica 5 Febbraio debutteranno anche il Concorso ‘L’Olio delle Colline Pontine al suo Miglior Assaggiatore’, riservato ad assaggiatori iscritti agli elenchi regionali/nazionale di tecnici ed esperti di olii di oliva vergini ed extravergini, e il Concorso ‘Olio Extra Vergine Pontino’ in cui i produttori stessi presenti al Salone valuteranno alla cieca i propri olii.

Il 4 Febbraio inoltre, alle ore 10, le consuete premiazioni, tra un intervento e l’altro del Convegno. I Premi Extravergine ai primi 3 di ogni categoria di fruttato (intenso, medio, leggero), scelti dal Panel riconosciuto dal MIPAAF di assaggiatori professionisti del Capol che opera presso la Camera di Commercio di Latina. Il Premio Olio Biologico ai primi 2 certificati a norma di legge. Il Premio DOP Colline Pontine ai primi 2 che hanno meglio imbottigliato.

Il Premio Migliore Confezione ed Etichetta alle 2 migliori realizzate ex lege, secondo la giuria di esperti. Il Premio Paesaggi dell’Extravergine e Buona Pratica Agricola alle 9 aziende (3 Lepine, 3 Ausone, 3 Aurunche) distinte, tra l’altro, per la tutela delle varietà autoctone e la conservazione delle caratteristiche paesaggistiche.

Nel pomeriggio, alle ore 15:30, la Tavola Rotonda sulle prospettive della filiera olivicola pontina. Gli operatori provinciali del settore analizzeranno la situazione locale al fine di individuare le strategie più adatte per la salvaguardia e lo sviluppo del territorio e la valorizzazione dei marchi DOP Colline Pontine e DOP Oliva di Gaeta.

Pietra Pinta di Cori Ambasciatrice all’estero dell’agroalimentare di qualità Made in Italy

L’azienda vitivinicola della famiglia Ferretti a Copenaghen per il Top Italian Food & Beverage Experience e Vini d’Italia Experience. In Danimarca è stata inaugurata la nuova partnership strategica tra Cia – Agricoltori Italiani e Gambero Rosso per la promozione e la valorizzazione dell’eccellenza agroalimentare italiana nel mondo e per contrastare il fenomeno dell’italian sounding.

C’era anche la Tenuta Pietra Pinta della famiglia Ferretti di Cori tra gli ambasciatori del ‘meraviglioso scrigno nascosto dei cibi tradizionali italiani’ il 20 Gennaio alla tappa di Copenaghen del tour Top Italian Food & Beverage Experience Vini d’Italia Experience, nei prossimi mesi a Los Angeles (13.02), Miami (04.04), Vancouver (05.06) e Toronto (08.09).

Nella capitale danese è stata inaugurata la nuova partnership strategica tra Cia – Agricoltori Italiani e Gambero Rosso per la promozione e la valorizzazione dell’eccellenza agroalimentare italiana nel mondo e per contrastare il fenomeno dell’italian sounding, l’attribuzione ad un prodotto di un marchio il cui ‘suono’ evoca un’origine italiana al fine di sfruttare la popolarità del Made In Italy.

L’obiettivo è l’internazionalizzazione delle aziende Cia con la collaborazione di Gambero Rosso, punto di riferimento per imprese e realtà che vogliono esportare quel ‘sistema cibo’ italiano molto apprezzato e richiesto all’estero, nonostante, come dimostrano i dati, gli stranieri non conoscano il 95% dei prodotti di nicchia che potenzialmente varrebbero all’Italia 70 miliardi di euro di fatturato.

Nella vetrina del settecentesco Moltkes Palae, nel centro storico di Copenaghen, erano presenti centinaia di importatori, giornalisti e professionisti del settore, accolti con degustazioni guidate ed informate dei cibi tradizionali del Belpaese. Il Consorzio Nazionale Olivicoltori ha presentato una selezione dei migliori olii extravergine di oliva 100% italiano.

La Tenuta Pietra Pinta di Cori partecipava alla tournée Vini d’Italia Experience di Gambero Rosso con altre etichette che per l’ottimo rapporto qualità/prezzo e l’attenzione alla sostenibilità agricola sono il fiore all’occhiello della viticoltura italiana, il cui export, cresciuto del 500% negli ultimi 30 anni, è in costante sviluppo. La Danimarca, in particolare, è il 7° Paese importatore di vino italiano.

Elezioni: Rete Civica Nazionale si presenta in Sicilia

Il movimento fondato da Angelo Todaro scende in campo alle prossime elezioni amministrative previste in Sicilia

di Romolo Martelloni

”Rete Civica Nazionale ha deciso, nel suo Consiglio Nazionale svoltosi ieri sera a Roma, di partecipare alle prossime elezioni amministrative previste in Sicilia. Tale decisione e’ stata presa all’unanimita”’. Lo si legge in una nota della presidenza di Rete Civica Nazionale, il movimento fondato da Angelo Todaro. ”Siamo interessati, e dopo vari contatti e incontri con molti cittadini e amministratori abbiamo avuto la prova dell’interesse verso il nostro partito, ora strutturato come un un vero partito e non un movimento”, ha spiegato Todaro al termine del Cn. “Noi crediamo nella buona politica fatta esclusivamente per i siciliani. In particolare crediamo che nella nostra amata terra di Sicilia, ci sia bisogno di un cambiamento a 360 gradi che contempli un ricambio generazionale della politica e l’effettiva autonomia economica della regione come hub per tutto il Mediterraneo, una zona franca. Una autonomia – ha ribadito infine Todaro – che non fa bene solo all’ Italia ma a tutta l’Europa”.

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