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Unione Europea, 2020 anno d’arrivo per integrazione Rom

By 8 Settembre 2013 No Comments

rom (1)La Ue punta ad “un’azione decisa, intrapresa sulla base di un dialogo attivo con i Rom, a livello sia nazionale che europeo” per abbattere pregiudizi e discriminazioni della più numerosa minoranza etnica europea

a cura di Maricia Bagnato Belfiore ( membro Aedh)

Roma, 8 settembre – Si dice Rom, si legge gruppi di persone che condividono delle caratteristiche culturali più o meno simili, tra i quali sono presenti: i Roms, le Genti del Viaggio, gli Ashkalis ed i Kalès. Tutti questi gruppi hanno in comune una storia di emarginazione infinita in seno alle società Europee. Per questo motivo la comunicazione della Commissione Europea intitolata ‘Un quadro dell’UE per le strategie nazionali di integrazione dei Rom fino al 2020’, da tempo svolge sondaggi per evidenziare un percorso di integrazione valido per la più numerosa minoranza etnica su territorio europeo. La maggioranza dei Rom che risiedono nell’Unione sono fuoriusciti da uno Stato membro dell’Ue , per cui sono dei cittadini dell’Unione Europea, aventi gli stessi diritti e le stesse responsabilità di un qualsiasi altro cittadino dell’Ue. La Fra( Agenzia dei Diritti Fondamentali) ha il compito di assistere e dare dei consigli, supportati da prove, su tutti i problemi inerenti i Diritti Fondamentali per le Istituzioni e gli organismi dell’Unione Europea o gli Stati membri, al fine di avere un’implementazione alle leggi dell’Unione stessa . L’Agenzia ha ripetutamente identificato i Rom come la minoranza etnica più vulnerabile per la discriminazione e la violazione dei Diritti Umani nell’Ue. La Fra conduce una ricerca sull’accesso dei Rom alla salute, la libertà di movimento, l’istruzione e l’alloggio, ed analizza pure problematiche incontrate dai Rom che includono casi di violenza razzista. I Rom continuano a subire discriminazioni e non hanno una conoscenza sufficiente dei diritti garantiti dalla legislazione dell’Unione europea, ad esempio la Direttiva sull’Uguaglianza Razziale (2000/43/CE). Tra le emergenze in tema di Rom: in media solo un bambino Rom su due frequenta un istituto di istruzione prescolare o la scuola materna; durante l’età dell’obbligo scolastico, ad eccezione di Bulgaria, Grecia e Romania, risulta che nove bambini Rom su dieci di età compresa tra sette e 15 anni frequentano la scuola;  la partecipazione all’istruzione cala notevolmente dopo la scuola dell’obbligo: soltanto il 15 % dei giovani adulti Rom intervistati ha completato il ciclo di istruzione secondaria superiore generale o professionale; in media si riscontra che meno di un Rom su tre svolge un lavoro retribuito ed uno su tre è disoccupato. Sul tema della tutela della salute un Rom su tre, di età compresa tra 35 e 54 anni, riferisce di avere problemi di salute che limitano le sue attività quotidiane; il 20 % circa dei Rom non sono coperti da un’assicurazione sanitaria oppure non sanno se dispongono di una copertura sanitaria.rom Inoltre il 45 % circa dei Rom vive in abitazioni in cui manca almeno uno dei seguenti elementi: cucina, servizi sanitari, doccia o vasca interni, o elettricità. Infine il 90 % circa dei Rom vive in famiglie il cui reddito è inferiore alle soglie di povertà nazionali. All’incirca la metà dei Rom ha subito discriminazioni a causa della propria etnia. Per ridurre il divario tra la situazione della popolazione Rom e non-Rom, le strategie nazionali dovranno essere attuate in maniera efficace. Per monitorare l’efficienza di tali strategie e misurarne i progressi sul campo, sarà necessario elaborare solidi meccanismi di monitoraggio. Durante questo periodo, la Fra collaborerà con gli Stati membri e altri soggetti chiave per elaborare metodi di monitoraggio che permetteranno un’analisi comparativa della situazione della popolazione Rom nell’Unione Europea.


 

 

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