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UNICEF/UNFPA su Giornata Internazionale per la Tolleranza Zero sulle Mutilazioni Genitali Femminili 2017

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Oggi 6 febbraio ricorre la Giornata Internazionale per la Tolleranza Zero sulle Mutilazioni Genitali Femminili 2017. Unicef ed Unfpa dicono stop a tale pratica che danneggia in modo permanente i corpi delle ragazze

Oggi, in occasione della Giornata Internazionale per la Tolleranza Zero sulle Mutilazioni Genitali Femminili 2017, il Direttore generale dell’UNICEF Anthony Lake e il Direttore generale dell’UNFPA Babatunde Osotimehin hanno rilasciato la seguente dichiarazione:“Danneggiano in modo permanente i corpi delle ragazze, infliggendo un dolore lancinante. Causano gravi traumi emotivi che possono durate per tutta la vita. Aumentano il rischio di complicazioni potenzialmente mortali durante la gravidanza, il lavoro e il parto, mettendo a repentaglio la vita della madre e del bambino. Negano alle ragazze la loro autonomia e violano i loro diritti umani. Sono le Mutilazioni Genitali Femminili. E nonostante tutti i progressi fatti per abolire questa violenta pratica, milioni di ragazze – molte delle quali sotto i 15 anni – saranno costrette a subire questa pratica quest’anno. Purtroppo, si aggiungeranno alle circa 200 milioni di ragazze e donne che in tutto il mondo hanno già subito la pratica delle Mutilazioni Genitali Femminili – e le loro comunità sono già colpite dall’impatto della pratica sulle donne. Nel 2015, gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile hanno riconosciuto lo stretto collegamento tra le Mutilazioni Genitali Femminili/Escissione, diseguaglianza di genere e sviluppo – e riavviato un’azione globale per porre fine alle Mutilazioni Genitali Femminili/Escissione entro il 2030”.

“Nel 2016, oltre 2.900 comunità, che rappresentano oltre 8,4 milioni di persone che vivono in paesi in cui l’UNFPA e l’UNICEF lavorano congiuntamente per porre fine alle MGF/E, hanno dichiarato di aver abbandonato la pratica. Nel 2017, dobbiamo chiedere azioni più veloci per far progredire questo risultato. Questo significa chiedere ai Governi di attuare e rafforzare le leggi e le politiche per la protezione dei diritti delle ragazze e delle donne e prevenire le MGF/E. Significa creare un più ampio accesso per supportare i servizi per tutte le persone a rischio di MGF/E e coloro che sono sopravvissute. Significa far fronte ad una richiesta più grande per i servizi a cui queste donne e ragazze possono accedere, garantire informazioni alle famiglie e alle comunità sulle cause delle MGF/E – e i benefici che può dare porre fine a questa pratica. Infine, significa che le famiglie e le comunità possano agire e impedire alle ragazze di subire la violenza delle MGF/E. Lasciamo che questa generazione abolisca le MGF/E una volta e per tutti – e nel farlo, aiutiamoli a creare un mondo migliore per tutti”.

Secondo i dati dell’UNICEF e dell’UNFPA, nel mondo, oggi, almeno 200 milioni di ragazze e donne in 30 paesi hanno sofferto di una qualche forma di mutilazione genitale.

  • Le ragazze fino ai 14 anni sono 44 milioni del totale delle vittime di mutilazioni. La più alta incidenza di casi in questa fascia di età si registra in Gambia (56%), in Mauritania (54%) e in Indonesia, in cui circa la metà delle ragazze fino a 11 anni ha subito la pratica.
  • Metà delle donne e delle ragazze mutilate vive in tre paesi – Egitto, Etiopia e Indonesia.
  • Somalia (98%), Guinea (97%) e Djibouti (93%) sono i Paesi con l’incidenza più alta fra le ragazze e le donne dai 15 ai 49 anni. In gran parte dei paesi la maggioranza delle bambine sono state mutilate prima di compiere cinque anni.
  • La spinta propulsiva per rispondere al problema delle mutilazioni genitali femminili sta aumentando. I tassi d’incidenza fra le ragazze dai 15 ai 19 anni sono diminuiti negli ultimi 30 anni: in Liberia di 41 punti percentuali, in Burkina Faso di 31, in Kenya di 30 e in Egitto di 27.
  • Pur essendo concentrate in Africa, le mutilazioni genitali sono praticate anche in alcune comunità dell’Asia, dell’America Latina e degli Stati arabi. Con la globalizzazione, anche le ragazze che vivono in comunità di emigrati sparse per il mondo sono a rischio.
  • Dal suo avvio nel 2008, il programma congiunto UNFPA-UNICEF contro la mutilazione genitale femminile ha supportato 17 Paesi a intraprendere un approccio olistico e integrato per porre fine alle mutilazioni genitali femminili. Fino ad ora:
    • 13 Paesi hanno attuato politiche, disposizioni giuridiche e stanziamenti di bilancio per combattere le mutilazioni genitali femminili.
    • Oltre 1,6 milioni di ragazze e donne hanno ricevuto aiuti attraverso diversi interventi.
    • Oltre 18.300 comunità, comprese circa 25,5 milioni di persone, hanno ripudiato la pratica.
  • Nel 2016, il programma congiunto UNFPA-UNICEF, lavorando con i governi, la società civile e le comunità, ha raggiunto i seguenti risultati:
    • In 2.906 comunità in 15 paesi e in 10.080 famiglie in Egitto, sono state espresse dichiarazioni pubbliche in favore dell’abbandono della mutilazione genitale femminile, raggiungendo un totale di circa 8,5 milioni di persone.
    • A oltre 730.000 ragazze e donne è stato garantito accesso a servizi di prevenzione, protezione e cure.
    • I responsabili sono stati consegnati alla giustizia ed è stata applicata la legge: sono stati eseguiti 71 arresti e 252 casi di mutilazione genitale femminile sono stati sottoposti a giudizio, ottenendo 72 condanne.

 

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