Diritti umani

UNICEF Italia e Associazione San Benedetto Abate riconvertono in opere sociali beni sottratti alla mafia

By 11 Settembre 2019 No Comments

Tutela dei diritti dell’infanzia e progetto di riconversione e riutilizzo sociale dei beni confiscati, UNICEF Italia e Associazione San Benedetto Abate firmano Protocollo d’Intesa

Ieri a Roma è stato firmato un protocollo d’intesa triennale tra l’UNICEF Italia e l’Associazione San Benedetto Abate per l’attuazione del progetto di riconversione e riutilizzo sociale di beni confiscati alla criminalità organizzata volto alla realizzazione dell’Università della Ricerca, della Memoria e dell’Impegno UniRiMI “ROSSELLA CASINI” Limbadi (Vibo Valentia)*.

Alla cerimonia di firma erano presenti il Presidente dell’UNICEF Italia Francesco Samengo e il Presidente dell’Associazione San Benedetto Abate Don Ennio Stamile.

Il Protocollo prevede la realizzazione di azioni culturali, formative e di sensibilizzazione volte alla promozione della tutela dei minori, della giustizia sociale e di una cultura della legalità, della solidarietà e dell’ambiente, basate sui principi della Costituzione e delle fonti internazionali in materia di diritti sui minori, sulla memoria delle persone che hanno operato contro le mafie e sulle storie delle vittime.


Tra le attività previste:

  • realizzare un raccordo proficuo finalizzato alla educazione/formazione continua di bambine, bambini e giovani studenti sui temi dei diritti riconosciuti ai minori, della cultura della legalità, della prevenzione e repressione dei fenomeni mafiosi e della illegalità diffusa, dei diritti umani, della tutela dei minori, della giustizia riparativa rivolta al minore autore di reato;
  • favorire collaborazioni inter-istituzionali, regionali e nazionali, finalizzate ad incentivare l’educazione alla cittadinanza nelle scuole, negli enti e nel contesto territoriale, attraverso la costruzione di percorsi di didattica e ricerca che incentivino la coscienza critica anche con la valorizzazione della memoria delle vittime di mafie;
  • collaborare per far attivare borse e premi di studio che offrano opportunità ai giovani provenienti dal contesto giudiziario minorile onde valorizzarne l’impegno e le finalità specificatamente educative;
  • sostenere iniziative culturali e di approfondimento, compresi percorsi di formazione per i volontari UNICEF, nonché tavole rotonde, convegni, giornate di studio, di carattere interregionale e nazionale.

    “Con il progetto ‘Liberi di Scegliere’ – attuato dal Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria – possiamo aiutare e accogliere madri e minorenni che vogliono uscire dal circuito mafioso; con questo nuovo progetto facciamo un ulteriore passo verso l’applicazione concreta dei principi fondamentali sanciti dalla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia, di cui quest’anno ricorre il 30° anno dall’approvazione, nella quale specificatamente viene riconosciuto ‘il diritto del minore di godere del miglior trattamento possibile […] con particolare attenzione per la tutela e la promozione dei propri diritti’”, ha dichiarato il Presidente dell’UNICEF Italia Francesco Samengo.

    “Esprimo a nome di tutta l’Organizzazione di volontariato San Benedetto Abate, profonda gratitudine nei riguardi di UNICEF Italia e del suo Presidente Francesco Samengo”, ha dichiarato Don Ennio Stamile, Presidente dell’Associazione San Benedetto Abate. “La sottoscrizione del protocollo d’Intesa per la realizzazione dell’Università della ricerca della memoria e dell’impegno dedicata a Rossella Casini, è ulteriore segno d’impegno da parte dell’UNICEF per la formazione delle nuove generazioni ad una cittadinanza attiva e responsabile, che passa necessariamente attraverso la conoscenza e l’approfondimento scientifico dei fenomeni criminali mafiosi e corruttivi, di pratiche per l’educazione alla legalità e di valorizzazione dei beni confiscati”, ha concluso Don Ennio Stamile.

    *L’Associazione di volontariato “San Benedetto Abate” ha partecipato all’avviso pubblico per l’affidamento in concessione di beni confiscati alla criminalità organizzata di proprietà’ del Comune di Limbadi e se l’è aggiudicato.

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