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Trump nega visto diplomatico ai compagni dei consoli stranieri gay non uniti da vincolo matrimoniale

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D’ora in poi i funzionari d’ambasciata omosessuali dovranno contrarre regolare matrimonio con il proprio partner per permettergli di seguirli negli USA.

di Vito Nicola Lacerenza

I funzionari d’ambasciata, dell’ONU e dell’ FMI (Fondo Monetario Internazionale)che costituiscono una coppia di fatto con un partner omosessuale sono costretti a sposarsi per avere il visto diplomatico familiare degli Stati Uniti, che permette al console di vivere in America insieme alla famiglia. Lo ha deciso da pochi giorni l’amministrazione Trump, che ha giustificato il provvedimento con la necessità di “regolarizzare l’iter burocratico per il rilascio del visto ai parenti dei diplomatici omosessuali”. Durante la presidenza di Obama le coppie di fatto gay godevano degli stessi diritti di quelle sposate. Ma per l’attuale governo statunitense il matrimonio è un requisito indispensabile per poter estendere il visto diplomatico anche ai partner e ai figli, dal momento che solo due coniugi possono dimostrare ufficialmente di essere vincolati l’un l’altro. Si stima che attualmente che negli Stati Uniti vivano 105 ambasciatori gay non sposati accompagnati dalla famiglia. Inoltre ci sono 55 funzionari della NATO e dell’FMI che si trovano nella situazione analoga. Tutti hanno tempo fino a dicembre di quest’anno per sposarsi nel loro Paese, rinnovare il visto diplomatico ed estenderlo ai loro familiari.

Questi ultimi, allo scadere del termine, dovranno lasciare gli USA se il matrimonio non sarà avvenuto. La corsa all’altare è già cominciata. Chi può organizza “matrimoni lampo” per mettersi in regola col la nuova legge. Ma non tutti ci riescono. L’omosessualità è considerata un reato in 71 nazioni e ai funzionari gay, che da queste provengono, risulta impossibile persino dichiarare le proprie tendenze sessuali. Per ovviare a tale inconveniente il governo USA ha previsto alcune eccezioni alla norma, che si basa sul “reciproco rispetto dei diritti diplomatici” tra l’America e le altre nazioni. In pratica significa che gli Stati Uniti estenderanno il visto diplomatico ai coniugi dei funzionari stranieri gay e ai loro figli, soltanto se l’altra nazione si impegnerà a fare lo stesso con gli omologhi americani. Il provvedimento di Trump è stato fortemente criticato dall’associazione LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender) che ha accusato il governo americano di “non riconoscere il fatto che gli omosessuali continuano ad essere perseguitati in tutto il mondo”.

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