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Taglio delle accise, proroga fino al 25 agosto

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Per trovare le risorse si è deciso di usare le cosiddette accise mobili, cioè usare il gettito Iva maggiorato dovuto al maggior costo dei carburanti, Quindi usare il maggiore introito di tasse, per tagliare le tasse stesse.

Di Francesca Fontana

Il Governo ha deciso di prorogare lo sconto di 17 centesimi al litro fino al 25 agosto, misura limitata però solo al diesel per aiutare gli auto trasportatori che usano il carburante per lavorare, trasportare merci che, a cascata, arriveranno sugli scaffali a prezzi maggiorati.

Le strade d’estate hanno il sapore della partenza, ma quest’anno il percorso per le vacanze porta il peso dei tabelloni dei distributori. Chi si mette in viaggio lo nota subito: i numeri salgono giorno dopo giorno, rendendo il pieno un piccolo salasso. Per cercare di contenere l’impatto dei rincari in un momento internazionale ancora turbolento, l’esecutivo ha deciso la proroga del taglio delle tasse.

Un intervento che costa in tutto 245 milioni di euro.

Per trovare le risorse si è deciso di usare le cosiddette accise mobili, cioè usare il gettito Iva maggiorato dovuto al maggior costo dei carburanti, Quindi usare il maggiore introito di tasse, per tagliare le tasse stesse.

Ma non basta, si farà ricorso anche a taglii ai bilanci dei vari ministeri. La Premier Meloni ha ribadito l’impegno del governo nel fare la propria parte per tutelare le famiglie. Ha poi ricordato che, a partire dal 25 agosto, tornerà attivo il meccanismo delle accise mobili, un sistema di compensazione che continuerà a essere monitorato per capire se e come intervenire di nuovo.

Sulla questione è intervenuto anche il Ministro dei Trasporti Salvini, definendo la misura fondamentale ma suggerendo un’idea più a lungo termine: attingere a una parte degli utili delle grandi banche italiane per poter abbassare i prezzi non solo per un paio di settimane, ma per un anno intero.

Finora le risorse messe in campo sono state ingenti. Da marzo a oggi il Governo ha stanziato ben due miliardi di euro per calmierare il costo dei carburanti, eppure i listini continuano la loro corsa verso l’alto, finendo per rendere quasi invisibile il beneficio percepito dagli automobilisti. La realtà di chi si ferma alla pompa parla chiaro: la media nazionale in modalità self service sulla rete ordinaria sfiora i due euro al litro per la benzina e li supera per il gasolio. In autostrada la situazione si fa ancora più pesante, con il diesel che viaggia oltre i due euro e diciassette centesimi.

A complicare il quadro economico contribuiscono le tensioni geopolitiche internazionali che si riflettono direttamente sul prezzo del greggio. Proprio nelle stesse ore è arrivata la notizia di un nuovo attacco nel Mar Rosso: i ribelli Houthi dello Yemen, sostenuti dall’Iran, hanno dichiarato di aver colpito la petroliera saudita Wafa al largo delle coste di Yanbu utilizzando diversi missili balistici. Si tratta dell’ottava nave finita nel mirino dall’inizio del blocco marittimo proclamato dal gruppo. Episodi come questo mantengono instabili le rotte commerciali mondiali e il mercato dell’energia, riflettendosi inevitabilmente sulla vita quotidiana e sulle tasche di chi, carta di credito alla mano, deve fare rifornimento prima di entrare in autostrada.

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