Reggio Emilia. Assistenti sociali strappano bambini alle famiglie per denaro. Arrestato il sindaco


Sono 18 gli indagati per aver sottoposto i minori a torture, comprese scosse elettriche, per indurli ad accusare di violenza i veri genitori.

«Non è la sofferenza del bambino ad essere ripugnante di per sé stessa, ma il fatto che questa sofferenza non è giustificata»- ha detto lo scrittore francese Albert Camus. Ma a Bibbiano, in provincia di Reggio Emilia, i fanciulli erano sottoposti a violenze, soprusi e angherie per due scopi ben precisi: arricchire gli assistenti sociali che avrebbero dovuto prendersi cura di loro ed essere violentati. È quanto emerso dall’inchiesta denominata “Angeli e Demoni”, coordinata dal Procuratore di Reggio Emilia Valentina Salvi che, due giorni fa, ha messo fine ad un sistema di adozioni illecite gestito dal “servizio sociale integrato dell’Unione dei Comuni della Val d’Enza”. L’ ente poteva contare su uno staff composto  da psicologi, psicoterapeuti, amministratori pubblici e assistenti sociali per strappare alle famiglie in stato di indigenza quanto avevano di più prezioso, i figli. L’organizzazione, secondo  gli inquirenti, una volta presa di mira la vittima di turno, la allontanava dai  genitori col pretesto di sottoporre il piccolo ad alcuni test. Da quel momento, gli specialisti della “Val d’Enza” effettuavano sui fanciulli lavaggi del cervello per aizzarli contro le loro famiglie.

A quanto emerge i piccoli subivano anche scosse elettriche per far si che cancellassero i ricordi. L’obiettivo di questa macchina degli orrori, secondo gli investigatori, era convincere i bambini di essere vittime di abusi e violenze da parte dei genitori che, seppur innocenti, venivano descritti dai figli come dei mostri ed il giudice affidava i piccoli ai servizi sociali. Per i fanciulli era l’inizio di un vero e proprio calvario, mentre l’ente della Val d’Enza, in virtù del “servizio” prestato, riceveva fondi pubblici per centinaia di migliaia  di euro. Un fiume di denaro alimentato dalla sofferenza dei bambini, che venivano affidati a famiglie che abusavano anche sessualmente dei piccoli. Gli inquirenti ritengono che in questo sistema fosse coinvolto anche il sindaco di Bibbiano, Andrea Carletti, indagato insieme ad altre 18 persone. Il primo cittadino è fra i 6 sospettati per cui sono scattati i domiciliari. La vicenda ha destato enorme scalpore e turbato profondamente l’opinione pubblica e molti si domandano se non sia opportuno riformulare una legge che protegga maggiormente minori indifesi, e soprattutto si chiede un più assiduo controllo del sistema di affido dei minori.

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