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Arte & Cultura

Quando l’artista diventa strumento: Geometra Mangoni on tour L’Anticiclone delle Azzorre Live (+)

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Parte l’11 dicembre da Massa Carrara il tour “aumentato” del Geometra Mangoni, il primo live dove l’artista diventa strumento

2_colorMassa Carrara, 9 dicembre – Parte venerdì 11 dicembre 2015 dal Theremin Live Music di Massa Carrara (via Stradella 547, ingresso libero, ore 22) il tour di presentazione de “L’Anticiclone delle Azzorre”, album del Geometra Mangoni uscito il 12 ottobre per Qui Base Luna (QBL), l’ecosistema musicale che ha dato recentemente alle stampe l’ultimo, acclamato album di Cristina Donà (Così Vicini).  Il Live (+) sarà “aumentato”, ovvero verranno utilizzati sensori di spazialità e strumenti modificati che interagiranno con la performance, trasformando per la prima volta l’artista in strumento. Da non cercare alla voce emergenti, Il Geometra Mangoni, al secolo Maurizio Mangoni, artista toscano, già voce e chitarra dei MURIéL, vincitore nel 2011 del premio “Ernesto De Pascale”, con all’attivo collaborazioni importanti (Paolo Benvegnù, Tommaso Cerasuolo dei Perturbazione e Serena Altavilla dei Blue Willa e Mariposa, tra gli altri), porta così per la prima volta in musica il concetto di realtà aumentata. Dopo Massa Carrara, il tour proseguirà all’Antico Caffè Boglione di Bra (CN) il 19 dicembre 2015, al Capanno Black Out di Prato il 2 gennaio 2016, al FAQ Live Music Club di Grosseto il 6 gennaio 2016, per concludersi il 3 febbraio 2016 al Klamm di Roma. L’Anticiclone delle Azzorre, coprodotto da Maurizio Mangoni con Stefano Castagna (Ritmo&Blu Studio) e Saverio Lanza (per il brano “Un altro inverno”), è stato anticipato dal singolo “Un altro inverno”, il cui video ha superato in pochi giorni le 1.760 visualizzazioni su YouTube. Le nove tracce che compongono l’album parlano d’amore, pur non essendo canzoni d’amore. È un diario minimo questo “Anticiclone”, fatto di storie normali, difficili, meravigliose: un disco pensato, scritto e suonato in un’epoca di passaggio che però non passa mai. Sonorità atipiche che guardano al nord Europa (Apparat, Efterklang, Notwist) si fondono a una scrittura sottile che traccia un ponte tra la poesia lieve di cantautori come Sergio Endrigo e Bruno Lauzi, e la contemporaneità. Da “La danza della formica”, brano che racconta la necessità di uscire dalla massa, dal distinguersi per salvarsi, il Geometra Mangoni tocca temi grandi, pur rimanendo nella quotidianità del racconto: l’incertezza della sua generazione (“È tutto qui”), la possibilità di guardare avanti (“Ci lasceremo”), la trappola del conformismo (“Fra giorni e poesia”).

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