Salute & Benessere

Piscine, palestre, docce: attenzione alle verruche

By 28 Agosto 2013 No Comments

medicoI consigli dell’esperto per prevenirle e trattarle.

Roma, 28 agosto – Piscine, palestre, docce sono i principali siti in cui possono annidarsi le verruche, fastidiose nemiche della pelle. Ecco i consigli dell’esperto per proteggersi.
“Si tratta di manifestazioni virali frequenti, esistenti sin dagli albori dall’umanità che, nelle loro diverse forme, possono interessare tutte le superfici corporee – spiega il dottor Antonio Ascari Raccagni, direttore dell’U.O. di Dermatologia dell’Ausl di Forlì – la singola verruca è un piccolo tumore benigno che altera la capacità delle cellule cutanee di riprodursi e determina piccoli nodulini che, nelle piante dei piedi e nel palmo delle mani, le zone di solito più colpite, risultano dolorose, un po’ come un sassolino nella scarpa. Nulla di pericoloso, comunque”.

Per evitare tali rischi, la prima raccomandazione è evitare il contatto diretto con le superfici umide. “La prevenzione non sempre è facile- prosegue l’esperto-tuttavia è bene considerare che le fonti d’infezione più comuni sono il bordo piscina e le docce, pertanto, bisogna calzare sempre un paio di ciabatte, osservare una corretta igiene dei sanitari della doccia, e servirsi solo di un asciugamano personale; ugualmente, se utilizzati in precedenza da persone già affette, le verrucche possono albergare negli attrezzi ginnici, ad esempio i manubri, o nell’impugnatura delle racchette; in questi casi, si consiglia rispettivamente l’ausilio di guanti o tovagliette, e la sostituzione del grip”. Fino a un certo livello, tali manifestazioni virali risultano asintomatiche, e generano dolore solo dopo aver superato una certa soglia di grandezza. “Nelle fasi iniziali sono efficaci i comuni rimedi da banco- spiega Ascari Raccagni- quando, invece, i nodulini plantari e/o palmari iniziano a diventare più spessi, occorre l’intervento del medico, necessario, in primo luogo, a evitarne la diffusione e la conseguente manifestazione di elementi plurimi”. Particolare attenzione devono prestare i pazienti debilitati e affetti da disturbi del sistema immunitario, maggiormente soggetti alla diffusione delle verruche. “La tendenza odierna è privilegiare terapie il più possibile dolci e poco dolorose – prosegue il dermatologo – i cherolitici risultano quasi sempre risolutivi; se non danno risultati, spesso, la responsabilità è del paziente, che non li applica con la necessaria continuità. Nei rari casi in cui ciò non basti, si procede all’asportazione completa attraverso crioterapia con azoto liquido, diatermocoagulazione mediante bisturi, o laser; tali rimedi, tuttavia, sono più dolorosi, anche se tutti eseguiti a livello ambulatoriale”.
Nessun pericolo di contrarre verruche, invece, in spiaggia, tranne che sui pavimenti, se umidi, degli stabilimenti balneari, e nelle docce, dove vale la stessa precauzione di munirsi sempre di ciabatte. “Al mare, un problema emergente è rappresentato dalle meduse, la cui incidenza dipende dalle condizioni delle acque e varia, dunque, di anno in anno – dichiara il direttore – si tratta di esseri planctonici privi di mobilità, che si lasciano trascinare dalle correnti; non hanno difese, ad eccezione di tentacoli con estremità urticanti in grado di provocare vere e proprie ustioni chimiche”. Per evitare spiacevoli conseguenze, la prima avvertenza, naturalmente, è evitare il contatto. “Bisogna cercare di stare attenti quando si nuota – conferma il dottor Ascari Raccagni – qualora si venga comunque punti dai tentacoli, bisogna subito lavare accuratamente la superficie cutanea colpita con acqua di mare, ancor meglio con acqua dolce e sapone, in modo tale da eliminare le sostanze urticanti. Nel caso di danni alla pelle, si deve evitare, per qualche giorno, di esporre al sole la sede interessata, così da scongiurare cicatrici più evidenti; sarà poi il medico a valutare, eventualmente, la necessità, di un trattamento locale o sistemico, a base di cortisonici, steroidi e antinfiammatori”.

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