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A Natale paese che vai, usanza che trovi

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Tempo di lettura: 6 minuti

Il Natale nel mondo, usi e costumi in ogni posto del globo

 

Di Francesca Rossetti

 

natale_105Roma, 1 dicembre – Da sempre la festa di Natale è l’occasione tanto attesa che riunisce amici e parenti nella più importante ricorrenza dell’anno. Ma come si caratterizza da un Paese all’altro del mondo, quali sono le similitudini e quali le differenze? Abbiamo fatto un breve giro del globo per saperne di più.

Italia

In Italia il Natale va di pari passo con due elementi fondamentali: il presepe e l’albero natalizio.
Il primo presepe vivente si deve  a San Francesco d’Assisi che nel 1223, a Greccio, la notte di Natale volle far rivivere, in uno scenario naturale, la nascita di Gesù. Le prime statuine, in legno, furono scolpite invece da Arnolfo di Cambio nel 1280 (alcune sono conservate a S. Maria Maggiore a Roma), ed in Italia la città del presepe per eccellenza è Napoli, nel quartiere di San Gregorio Armeno, dove è possibile visitare le botteghe artigiane aperte al pubblico che scolpiscono le statuette spesso con le sembianze di personaggi famosi, mentre lungo la strada principale si diramano i mercatini che vendono calze, quadretti, regali e decorazioni di ogni genere. Ad Assisi la notte della vigilia è possibile assistere al presepe vivente proprio in onore di S.Francesco. Da dove proviene invece l’albero decorato con palline, luci e fiocchi di neve? Alla fine dell’Ottocento era di moda nelle corti europee addobbare abeti con decorazioni natalizie e la regina Margherita fece allestire un abete al Quirinale. Ecco quindi che questo simpatico compagno delle feste prese piede nelle case di tutto il mondo, e da sempre è abitudine collocare i doni sotto ed aprirli la sera della viglia. I primi Paesi che però lo hanno adottato come simbolo delle festività natalizie sono state Germania e Scandinavia, poiché in Nord Europa da molti secoli si festeggia il passaggio dall’autunno all’inverno piantando davanti a casa un abete addobbato con alcune ghirlande. Ad esse sono state poi aggiunti  nastri e candele, fino all’Ottocento, quando alcuni artigiani svizzeri e tedeschi crearono decorazioni in vetro soffiato. In Italia il cenone della vigilia è normalmente composto da pesce, salsicce di maiale alle lenticchie oppure tacchino ripieno con castagne. In molte regioni il primo è a base di tortellini in brodo oppure cotechino,  mentre i dolci più comuni sono panettone, torrone e panforte, tutti a base di noci e mandorle  poiché le noci sono simbolo di fertilità della terra e contribuiscono a incrementare la famiglia e la vita lavorativa.

Germania

Nei Paesi germanofoni il periodo di festa inizia l’ 11 novembre, il giorno di San Martino, in cui i  bambini sfilano in processione con delle lanterne fatte a mano che indicano la luce della stella cometa seguita dai Re Magi. Il 6 dicembre San Nicola porta in dono dolci che lascia nelle calze posizionate fuori dalle finestre, e secondo la leggenda arriva nottetempo sul suo cavallo alato e prende la biada ed il fieno che gli vengono lasciati in cambio dei regali che porterà. Nel periodo dell’Avvento sul tavolo della cucina vengono  posizionate delle corono di fiori a ghirlanda con candele  durante le quattro domeniche precedenti il Natale. La sera delle vigilia si addobba l’albero e a mezzanotte due persone delle famiglia o amiche si travestono da  Christkind (il Bambino Gesù) e Babbo Natale per  consegnare  i regali ai bambini buoni. La cena è composta da carne di maiale, insalata di maccheroni, salsicce bianche e altre specialità regionali. Come dolci marzapane, tavolette aromatizzate e una specie di pane con frutti canditi.

Albania

La popolazione albanese è in maggioranza musulmana e come da Corano non mangia carne bensì verdure, minestre vegetali, pesce e frutta. La minoranza cristiana segue invece i dettami consueti: la sera del 24 ci si scambiano i regali, mentre il pranzo del 25 vede sempre la presenza fissa del tacchino ripieno. La portata principale è il dessert: il dolce tipico è la baklava risalente all’epoca bizantina e composto da noci e miele. Si dice fosse il dolce dei Sultani e ad oggi risulta essere un potente afrodisiaco. Nel centro di Tirana viene decorato un enorme albero ed organizzati giochi per i bambini nella piazza principale.

Francia

Nella notte di Natale, Gesù Bambino passa nelle case a distribuire i regali, riponendoli nelle scarpe dei bambini. Appende anche dolci e frutta all’albero di Natale. Il cenone si svolge dopo la Messa di mezzanotte ed è denominato “le reveillon”, con menu a base di  anatra, dolci di farina di grano saraceno e panna acida, tacchino con castagne. A Parigi sono d’obbligo  ostriche e Foie Gras. La torta chiamata “La bouche de Noel” a forma di tronco d’albero viene servita a fine cena e ricorda il ceppo che un tempo veniva acceso per riscaldare Gesù Bambino nel presepe. I presepi francesi più belli sono quelli provenzali, con le statuine d’argilla e decorazioni illuminate, il tutto rigorosamente fatto a mano da bravissimi artigiani locali.

Russia
La Russia è in maggioranza di fede cristiano- ortodossa e il Natale viene celebrato il 6 gennaio, San Nicola, che è l’equivalente del nostro Babbo Natale. Durante la cena della vigilia di Natalesi mangia  il Kutya, una specie di zuppa di grano e miele, simboli di speranza e felicità. Il Kutya viene mangiato da uno stesso piatto posto al centro del tavolo e rappresenta l’unità della famiglia, per cui ogni membro attinge col proprio cucchiaio personalmente.

Polonia

I cibi tipici del Natale polacco sono pesce e verdura ed i dolci sono cucinati senza zuccheri, olio e grassi vegetali. La vigilia è chiamata Festa della Stella e per  tradizione la cena inizia quando compare la prima stella in cielo.

Danimarca

L’Avvento danese è caratterizzato da gruppi di bambini travestiti da folletti  con abiti rossi e cappello a punta nelle sembianze degli aiutanti di Babbo Natale(Julemann) che fanno piccoli scherzetti in casa e per le strade. Il pranzo della vigilia è composto da  oca arrostita con cavoli, patate nere e come dolce  riso alle mandorle: all’interno viene nascosta una mandorla intera e chi la trova (di solito si fa trovare al bambino più piccolo) riceve un bel regalo.   Dopo cena si balla intorno all’albero, si cantano canzoni natalizie e si scartano i regali.

Finlandia

Nella penisola scandinava,  all’esterno delle case viene preparato un secondo alberello per… gli uccellini: un covone di grano legato ad un palo e addobbato con semi appetitosi. Babbo Natale vive con Mamma Natale e tanti piccoli aiutanti in Lapponia, all’interno di una montagna chiamata Korvatunturi: questa montagna ha tre orecchie, cosicché Babbo Natale può ascoltare i messaggi che gli arrivano da tutto il mondo. La renna preferita di Babbo Natale si chiama Rudolph ed è una renna molto particolare: ha il naso rosso che brilla!

Canada

Il Natale canadese è caratterizzato da neve e laghi ghiacciati, l’ideale per le pattinate sotto grandi alberi addobbati a festa nelle strade cittadine. In ogni  casa le decorazioni tradizionali sono corone di alloro e luci colorate e la settimana prima di Natale i bambini scrivono a Santa Claus per chiedergli i regali che saranno lasciati nelle calze appese fuori dalle finestre (dolci e giocattoli).  In alcuni paesi esiste ancora la tradizione per i bambini di andare a cantare di casa in casa per ricevere in compenso monete, dolcetti o qualcosa di caldo da bere. Il pranzo del 25 è a base di  tacchino ripieno con contorno di patate e salsa di mirtilli, oppure anatra arrosto.

USA

Negli Stati Uniti, il pranzo del 25  è composto da arrosto di manzo oppure tacchino e purea di patate, salsa di mirtillo rosso e verdure come fagiolini verdi o zucchini. Per dessert, poi, gli americani mangiano biscotti e crostate fatte secondo le ricette familiari risalenti ai tempi dei padri pellegrini. L’eggnog è la tradizionale bevanda a base di uova, latte, zucchero e a volte anche rum.
Il piatto più caratteristico è il Lumberjack Pie, una crostata di purea di patate riempita di carne, cipolla e cannella.
Messico

Durante le nove notti che precedono il Natale, viene celebrato il rito de La Posadas, cioè il girovagare di Giuseppe e Maria a Betlemme, in cerca di una locanda ( in spagnolo, “posada”). La processione è composta da un bambino vestito da angelo,  altri due  che portano le statue di Giuseppe e Maria e infine da altri gruppi di bambini. Ogni sera una casa offrirà ospitalità al gruppo e non appena la processione arriva alla casa prescelta sera per sera, i bambini si dividono in due gruppi: uno rappresenta i pellegrini e l’altro i locandieri che rifiutano di dare alloggio agli sposi. Per otto notti si ripete la stessa cerimonia, fino alla notte della vigilia in cui si farà rivivere la nascita del bambino Gesù.
Brasile

Il Brasile è un’ex colonia portoghese e i suoi abitanti,di qualsiasi origine siano,  hanno ereditato le tradizioni del Portogallo: durante la cena del 24 si mangia tacchino, riso, verdura e frutta; poi si va alla messa di mezzanotte. Durante la notte arriva Papai Noel (Babbo Natale), con i pantaloni corti per il caldo!

Argentina

Il giorno più importante del Natale argentino è la vigilia , quando la famiglia si riunisce, si mangia l’asado (carne alla brace) e si brinda con panettone e spumante. Fino a pochi anni fa i regali erano portati dai Re Magi a gennaio e i bambini lasciavano fuori dalla porta una scarpa e un po’ d’acqua e dell’erba per i cammelli. Negli ultimi anni anche qui ci si scambiano i doni personalmente.

Israele

A Betlemme si festeggia il Natale in tre modi: la chiesa cristiana cattolica lo celebra il 25 dicembre, quella ortodossa il 6 gennaio e la chiesa armena lo celebra il 19 gennaio. Qui si trova la chiesa della natività, costruita nel luogo dove si dice che sia nato Gesù.
 

 

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