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Nasce sodalizio tra Rete Fattorie Sociali e Comitato giovani Lidu

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fattorie socialiAccordo Lidu e Fattorie sociali per il recupero delle categorie svantaggiate

di Maria Vittoria Arpaia

Roma, 25 luglio  – “Lo scopo che vogliamo raggiungere mediante l’accordo con Lidu giovani è quello di non lasciare indietro nessuno. Il nostro sodalizio nasce per dare luce a tutte quelle categorie sociali che vivono in disagio e di cui da tempo ci occupiamo con eccellenti risultati”  lo afferma Marco Berardo Di Stefano presidente nazionale della Rete Fattorie Sociali  a margine di un incontro con Comitato giovani Lidu,  che si è svolto oggi nella sede della Lidu in Piazza d’Ara Coeli 12 – Roma. L’appuntamento ha come prima scadenza operativa una tavola rotonda prevista per settembre prossimo nella quale la Lidu giovani vuole mettere a fuoco e costruire progettualità sulle molteplici azioni che le fattorie sociali possono svolgere a favore  di categorie socialmente svantaggiate: diversamente abili, malati psichiatrici o ex detenuti in reinserimento sociale. Lidu giovani in questa direzione intende avvalersi della lunga esperienza di Rete Fattorie Sociali che dal 2005, ha svolto numerose attività di animazione, divulgazione di convegni e seminari sull’agricoltura sociale, partecipa con un proprio rappresentante al Tavolo Nazionale Permanente di Partenariato per lo Sviluppo Rurale, presso il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, e al tavolo Regionale per l’Agricoltura Sociale per la Regione Lazio e presso l’Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio (A.R.S.I.A.L.). stretta-di-manoSi tratta di una nuova forma di welfare che valorizza le specificità e le risorse delle aree rurali con l’integrazione tra l’attività produttiva agricola e l’offerta di servizi culturali, sociali, educativi, assistenziali, sanitari, formativi e occupazionali, a vantaggio di soggetti deboli, in particolare di portatori di handicap, tossicodipendenti, detenuti, anziani, bambini e adolescenti, nonché di aree fragili, in particolare aree agricole urbane e periurbane, territori di collina e di montagna e centri isolati. Tra gli esempi più soddisfacenti in risultati la pet therapy, conosciuta anche come zoo terapia: terapia assistita da animali dotati di una particolare sensibilità, come cavalli, asini, cani e talvolta anche delfini. Ma anche l’ippoterapia  particolarmente indicata per le patologie classiche della paralisi cerebrale infantile, dell’autismo o della sindrome di Down, e nelle patologie acquisite in conseguenza di traumi di infortunistica stradale e sul lavoro. Bisogna considerare che le fattorie sociali hanno una natura imprenditoriale e produttiva ma cercano di riprodurre un modello di economia sociale, mirato a coniugare il profitto dell’azienda con il bene della collettività, in special modo per le fasce sociali svantaggiate.

 

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