Diritti umani
Morire d’Amore: i segnali ignorati della violenza di genere
In Italia solo nel 2024 sono stati registrati 119 femminicidi, e il trend del 2025 mostra già numeri inquietanti: tra gennaio e marzo si contano almeno 11 femminicidi, mentre a metà anno le vittime raggiungono quota 18.
di Mara Ferragina
La violenza sulle donne in Italia rimane una delle emergenze più drammatiche e radicate, che si manifesta in molteplici forme: fisica, sessuale, psicologica, economica e, sempre più spesso, digitale. Le statistiche nazionali rivelano che oltre il 31 % delle donne ha subito almeno una forma di violenza fisica o sessuale nel corso della propria vita, mentre la violenza psicologica colpisce circa una donna su quattro, spesso all’interno di relazioni affettive.
Solo nel 2024 sono stati registrati 119 femminicidi, e il trend del 2025 mostra già numeri inquietanti: tra gennaio e marzo si contano almeno 11 femminicidi, mentre a metà anno le vittime raggiungono quota 18. Tra i casi più recenti che hanno scosso l’opinione pubblica spiccano l’uccisione della maestra di Grugliasco, accoltellata dal marito davanti alla figlia e il femminicidio di Martina Carbonaro, quattordicenne assassinata dall’ex fidanzato. Altri episodi includono l’omicidio di una donna bulgara di 47 anni a Civitavecchia e quello di una 74enne a Bitonto, uccisa dal marito con un paio di forbici.
A questo quadro già drammatico si aggiunge la violenza digitale: in Abruzzo di recente è scoppiato lo scandalo del gruppo Facebook “Mia Moglie”, con oltre 30 mila iscritti, dove venivano condivise foto intime di mogli e compagne, spesso senza il loro consenso, accompagnate da commenti volgari e sessisti. In molti casi, le immagini erano state scattate di nascosto e diffuse all’insaputa delle protagoniste. La vicenda ha portato alla chiusura del gruppo e all’apertura di indagini da parte della Polizia Postale per diffusione non consensuale di materiale intimo.
Il convegno: “Morire d’Amore. I segnali ignorati”

Per contrastare questa emergenza sociale, il 10 settembre 2025 alle ore 17:00 si terrà in Abruzzo presso la Terrazza Kursaal di Giulianova (TE) un convegno gratuito dal titolo “Morire d’Amore. I segnali ignorati”, dedicato alla violenza psicologica e fisica nelle relazioni affettive.
L’incontro si aprirà con i saluti istituzionali dell’Onorevole Catia Polidori, Coordinatrice Nazionale di Azzurro Donna, e dell’Onorevole Nazario Pagano, Segretario Regionale di Forza Italia, insieme a Valeria Toppetti, Coordinatrice Regionale di Azzurro Donna, Lidia Albani, Assessore alle Politiche Sociali e Pari Opportunità del Comune di Giulianova, Emiliano Di Matteo, Consigliere Regionale di Forza Italia, Rita Ettorre, Segretaria Provinciale di Forza Italia, Emilia M. Valentini, Coordinatrice Provinciale di Azzurro Donna Teramo, e Maristella Urbini, Vice Coordinatrice Provinciale.

A coordinare il dibattito saranno Emilia M. Valentini e Maristella Urbini. Tra i relatori spiccano il Procuratore Capo della Provincia di Teramo Ettore Picardi, che analizzerà l’evoluzione sociale e giuridica della violenza di genere; l’avvocata Laura Di Filippo, docente di Criminologia, che approfondirà la tipologia e la dinamica dell’uomo violento; la sociologa Silvana Di Filippo, che presenterà le metodologie trasversali per la prevenzione e il contrasto; la psicologa clinica Nicoletta Franchi e la psicoterapeuta Monica Leoni, che si concentreranno sulle prospettive psicologiche del maltrattamento e della violenza nelle relazioni; Nicol Andrea Casali, peer educator e operatore sociale, che metterà in luce l’importanza della prevenzione attraverso l’informazione; e la dirigente scolastica Caterina Provvisiero, che illustrerà le iniziative già avviate nelle scuole per contrastare la violenza di genere.
Educare per prevenire

La lotta contro la violenza sulle donne non può fermarsi alla repressione o alle sole leggi: richiede un cambiamento culturale profondo, che parta dalle scuole e arrivi a permeare famiglie, comunità e luoghi di lavoro. Riconoscere i segnali di violenza, anche quelli più sottili e invisibili, è il primo passo per prevenirla.
Eventi come “Morire d’Amore. I segnali ignorati” rappresentano un tassello fondamentale in questa battaglia: accendono i riflettori su storie troppo spesso taciute e ci ricordano che la prevenzione passa dall’educazione, dalla sensibilizzazione e dal coraggio di rompere il silenzio.
