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Cinema & Teatro

‘Michael’. Al cinema il commovente e nostalgico film biografico sul Re del Pop

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Dopo anni dalla sua morte nel 2009 (avvenuta pochi giorni prima dall’inizio del tour programmato di This is It), è stato realizzato e rilasciato nelle sale il film biografico dedicato alla vita del Re del Pop.

 di Marvyn Mura

Michael Jackson è stato il più grande cantante e ballerino pop di sempre, Thriller è tuttora l’album più venduto della storia (con stime di vendita totali che vanno dai 100 ai 120 milioni), senza contare tutti gli altri record di vendite degli altri album e dei tour.

Michael è stato un cantante poliedrico e con un grande e innato talento musicale, un musicista in grado di smuovere le masse e portare anche innovazioni nel ballo, con le sue mosse e movenze uniche e irripetibili.

Fare un film su Michael Jackson non è per nulla facile, si tratta di una figura unica nel panorama musicale, con varie sfaccettature ed è diventata una figura controversa nel corso degli anni per via delle accuse di molestie su minori arrivate negli anni novanta e di cui Michael è stato dimostrato innocente nel 2005, quando il tribunale lo assolse di tutti i capi di imputazione (dopo anni di infamia e diffamazioni mediatiche e della stampa).

Ora, dopo anni dalla sua morte nel 2009 (avvenuta pochi giorni prima dall’inizio del tour programmato di This is It), è stato realizzato e rilasciato nelle sale il film biografico dedicato alla vita del Re del Pop. Il biopic su MJ è stato in lavorazione per diversi anni, è stato girato 3 anni fa ma ha subito cambiamenti, tagli e reshoots (per questioni legali e di diritti) che ne hanno fatto slittare l’uscita.

Finalmente è uscito nelle sale il biopic di Michael Jackson, diretto da Antoine Fuqua (Training Day); Michael è un ottimo film biografico, che mette in luce in primis l’umanità di Michael, il suo rapporto complicato con il padre Joseph, la sua voglia di cercare di gestire la sua vita e la sua carriera musicale in maniera autonoma e indipendente, allontanandosi da Jacksons 5 e dalla presenza asfissiante del padre. In Michael vengono anche mostrate le eccentricità (in senso positivo) di MJ, il suo estremo amore per gli animali di tutti tipi anche selvatici (tra cui pitoni, giraffe, lama e scimpanzé), la sua fascinazione per le fiabe di Pinocchio, Il mago di Oz e Peter Pan, per i giochi e per i film comici di Chaplin o dei 3 Marmittoni e viene mostrato anche il suo carattere altruista e genuino quando, per esempio, va a fare visita ai bimbi malati e alle persone vittime di bruciature negli ospedali.

Michael copre il periodo di Michael Jackson che va dal 1966 fino al 1988, ovvero dagli inizi con i Jackson 5 fino al suo periodo d’oro solista, nel film viene mostrato la crescita fisica e caratteriale di Michael durante gli anni, i suoi cambiamenti dovuti alla chirurgia, le sue ambizioni e i suoi sogni; il film ha un tono quasi “fiabesco” nel raccontare gli eventi, ma non scade mai nel didascalismo.

La regia di Antoine Fuqua è sufficientemente solida, con alcuni spunti filmici interessanti (la parte nello studio in cui Michael cerca di scrivere i testi dell’album Thriller è molto bella per esempio), le ricostruzioni degli eventi e delle esibizioni, dei concerti e dei video musicali sono realizzate molto fedelmente; il film ha un ritmo forse un po’ altalenante (anche se non risulta mai noioso) e la terza parte del film soffre forse di frettolosità, giustificabile dal fatto che è stato tagliato tanto materiale girato ed è stato riscritto e rigirato.

Le interpretazioni in Michael sono stupefacenti e il vero punto di forza del film, Juliano Valdi e Jaafar Jackson (il nipote di Michael) rispettivamente nei ruoli di Michael bambino e Michael adulto sono fenomenali, sono riusciti a catturare fedelmente lo spirito e il talento di Michael Jackson, in certi momenti ci si dimentica di vedere degli attori ma sembra di vedere il Michael originale; sono riusciti a fare un lavoro certosino nelle espressioni, nella voce e nelle movenze e non era per niente facile. Bravissimo anche Colman Domingo nel ruolo del padre Joseph “Joe” Jackson, è riuscito a rendere il personaggio parecchio odiabile e minaccioso; mentre Tia Long è la convincente e rassicurante madre Katherine Jackson.

Michael è un film biografico che diverte, che non annoia mai e che fa venire voglia di ballare in quasi ogni scena e fotogramma; da annoverare tra i biopic musicali migliori usciti negli ultimi anni, anche se le diverse scene girate ma poi eliminate (in particolare le scene con Diana Ross, che è stata amica e mentore importante nella vita di Michael) per motivi di diritti negati lasciano un po’ di amaro in bocca.

I titoli di coda del film e le dichiarazioni dei produttori preannunciano già comunque un sequel in cui verrà mostrato l’altra parte di vita di Michael, incassi permettendo ovviamente (che dalle previsioni e dai primi dati sembrano molto incoraggianti).

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