Attualità
Mercatini di Natale: un’usanza europea ormai radicata in tutta Italia
Le culture europee coinvolgono anche noi che nel mese di dicembre frequentiamo i mercatini di Natale che, da anni, spopolano anche in Italia
di Angela Celesti
Anche il Natale 2025 è alle porte, un turbinio di folla si aggira da giorni nelle città colme di macchine, riempiono piazze e stradine adorne di festose luci che illuminano per un po’ la vita degli uomini. Tutti o quasi sono alle prese con la più grande festa – ormai performance – dell’anno, il Natale, in barba alla crisi economica e ai venti di guerra, che oscurano il sorriso anche dei più ottimisti. Ma il momento più magico dell’anno si avvia a fare la sua parte e nella mente di molti di noi si proiettano le immagini dei paesaggi nordici illuminati da mille lucine colorate e tanta, tanta neve. Il tempo sembra rallentare, portando a noi italiani il mood delle usanze e delle antiche tradizioni tipiche dei paesi del Nord Europa che si mescolano al più tradizionale presepio e, se ci va bene, a qualche sopravvissuto zampognaro che nelle vie del centro si confonde con i tanti improbabili Babbo Natale. Un miscuglio di tradizioni si avvicendano tra i piccoli di tutta l’Europa. Nei paesi del Nord come l’Islanda, per esempio, i bambini mettono alla finestra di casa una scarpetta, se sono stati buoni i folletti lasceranno loro dolcetti e doni, altrimenti una patata! Fa ridere vero? Beh, se pensiamo al carbone della più italiana delle befane, la lotta stavolta è pari, ma i loro folletti gironzolano per almeno tutto il mese di dicembre, prima che facciano ritorno sui loro monti. In Italia le tradizioni di San Nicola, il 6 dicembre, e di Santa Lucia il 13 dicembre, sentitissima in Sicilia e santa ufficiale del Natale svedese, sanciscono l’inizio ufficiale del periodo natalizio.
Le culture europee coinvolgono anche noi che nel mese di dicembre frequentiamo i mercatini di Natale che, da anni, spopolano anche in Italia, portando un po’ di aria nuova tra i desueti e consunti addobbi liberandoci dalla purtroppo disinvolta abitudine delle “cineserie” che fagocitano il nostro elegante Made in Italy che va sempre più svanendo. Così gli italiani vengono attratti dagli innumerevoli oggetti di legno, dai folletti e le ghirlande e dalle sfere decorate che hanno il profumo di quei paesaggi nordici che tanto ci piacciono, dai berretti in feltro alle sciarpe morbide e colorate, che ci invadono dolcemente, facendoci immergere in quella cultura nordica, ormai parte integrante della nostre tradizioni. I primi mercatini della storia nacquero in Germania e in Austria nel XIV secolo con lo scopo di fornire ai cittadini i prodotti locali e di artigianato per le festività, il più antico risalirebbe al 1434 a Dresda in Germania, lo “Striezelmarkt”. Poi Vienna con il “mercatino” di Rathausplatz, con le sue 150 bancarelle che offrono dolci, decorazioni e vino caldo; è la volta poi di Strasburgo, in Francia, fino al più iconico di Bolzano risalente al 1991. 500 anni di resistenza, per affermarsi anche in Italia, da sempre molto legata alle proprie tradizioni, soprattutto religiose. Tra i mercatini di Natale, oltre a quello di Bolzano, famoso quelli di Trento risalente al 1993, Verona e Firenze. Resiste, invece, il Sud d’Italia – più tradizionalista e legato alle abitudini gastronomiche – che offre una varietà di leccornie che fanno dimenticare i fasti dell’albero di Natale, sostituendo alle palline colorate ancora qualche pastorello in terracotta, magari comprato a San Gregorio Armeno. Un mondo a parte che attrae folle di turisti, tutti italiani, che per un giorno, in quei vicoli ricolmi di botteghe, pulcinella e tombole, fanno sentire “napoletano”, anche se solo per un giorno, un milanese.

Questo tipo di “cultura”, i mercatini di Natale, portano con sé turismo, scambio culturale e un pizzico di “felicità” a basso costo. E noi, come in una favola, ci godiamo qualche ora di svago lontano da supermercati e centri commerciali, anche se, girato l’angolo, la tentazione del pandoro e del panettone, anche non artigianale, ci riempie il cuore!
