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Ma cosa è il crowdfunding?

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Il crowdfunding è considerato a livello mondiale lo strumento di finanza agevolata/creativa  che definirà una nuova era, come fu per Internet 20 anni fa, a sostegno e promozione di nuove economie.

Di Federica Fornelli

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Inutile negarlo questa parola capita sempre più spesso di sentirla: ma cosa è il crowdfunding?

La parola è composta di due termini anglosassoni, crowd (persone, folla) e funding (finanziamento). In italiano viene spesso tradotta come “raccolta dal basso”, traduzione alquanto maldestra. Meglio utilizzare il termine inglese riconosciuto in tutto il mondo.

Alcuni erroneamente, usano l’espressione fundraising per indicare anche questa tecnica: nulla di più sbagliato. Il fundraising è un’altra modalità di raccolta, che si basa sul rapporto 1ot1 (cioè personale) ed utilizza strumenti come mailing, lettere a casa, eventi di beneficenza.

Invece per il  crowdfunding si utilizzano esclusivamente i social media, siti web, piattaforme e solo pagamenti digitali che garantiscono la massima trasparenza.

Internet è un punto di forza per questo rivoluzionario strumento, perché rende virali i progetti e soprattutto li fa “volare” oltre i territori in cui nascono, qualsiasi persona nel mondo può partecipare. Per questo motivo viene anche definito finanziamento partecipativo e democratico.

Il crowdfunding è considerato a livello mondiale come lo strumento di finanza agevolata/creativa  che definirà una nuova era, come fu per Internet 20 anni fa, che sosterrà e promuoverà le economie. Le sue applicazioni possono essere infinite, conditio sine qua non, che non sia maiper ripagare posizioni debitorie.

Entrando un po’ più nel dettaglio, dobbiamo però distinguere le sue  tipologie o modelli.

Lending crowdfunding, ovvero una sorta di prestito obbligazionario, dove non si dona ma si acquistano titoli di una società e si verrà remunerati ad un tasso di interesse minore del mercato finanziario classico.

Equity crowdfunding, anche in questo caso non è una donazione, ma la partecipazione dell’individuo ad una società di cui diventa socio a tutti gli effetti. La somma che viene versata lo fa entrare a fare parte dei soci dell’ iniziativa imprenditoriale, partecipando al rischio imprenditoriale. Viene normalmente utilizzato per sostenere la nascita di nuove start up.

Sia il lending che l’equity crowdfunding in Italia sono regolamentati da CONSOB, non solo nelle modalità ma anche rispetto alle società che lo possono proporre, dei veri e propri intermediatori finanziari di cui esiste un Albo http://www.consob.it/documents/46180/46181/reg_consob_2013_18592.pdf/54eae6e4-ca37-4c59-984c-cb5df90a8393

 Ed infine, esiste il civic crowdfunding, se mi si consente, la forma più popolare (e coerente al termine crowd) e democratica, basato sul sistema della donazione o meglio della micro donazione che sostiene progetti di diversa tipologia, come stampare il proprio libro, sostenere le cure mediche, ma anche interventi scolastici (es. acquisto di materiali).

Dico sempre che il suo limite è la fantasia di chi lo propone, per esempio, i vostri figli aspettano l’autobus al freddo? Potete lanciare una raccolta per mettere una pensilina in accordo con il Comune, magari di quelle riscaldate con carica fotovoltaica, che la sera danno anche un po’ di luce per la sicurezza.

Anche in Italia abbiamo già qualche bel progetto realizzato con il civic crowdfunding, che ha creato beneficio per la comunità, come per esempio restauri, interventi scolastici.

Siete curiosi di scoprire di più del civic crowdfunding con cui realizzare i vostri piccoli grandi progetti?

Seguiteci, nel prossimo articolo vi spiegheremo come fare.

Fonte :www.people4funds.com

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