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Diritti umani

L’UNICEF riprende le vaccinazioni contro il morbillo nei paesi colpiti dall’Ebola

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Decine di migliaia di bambini sono ancora vulnerabili a malattie mortali ed aumentano i casi di morbillo nei paesi colpiti da Ebola. Senza il vaccino in aumento le morti per morbillo

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Roma, 9 gennaio  – L’UNICEF sta aiutando i governi e le comunità nel riprendere le vaccinazioni contro il morbillo, visto l’aumento dei casi registrati nei paesi colpiti il dall’Ebola, dove i sistemi sanitari sono sovraccarichi e decine di migliaia di bambini sono ancora vulnerabili a malattie mortali. “Il morbillo è la principale malattia killer dell’infanzia e può essere facilmente fermata con un vaccino”, ha dichiarato Manuel  Fontaine, Direttore Regionale dell’UNICEF per l’Africa Occidentale e Centrale. “Ma i tassi di vaccinazione sono diminuiti significativamente, mettendo ulteriormente in pericolo la vita dei bambini”. In Guinea, dove all’inizio del 2014 è stata riscontrata un’epidemia di morbillo – prima dell’Ebola –  secondo l’OMS, il numero di casi di morbillo confermati è quasi quadruplicato, da 59 registrati tra gennaio e dicembre nel 2013 a 215 per lo stesso periodo nel 2014. In Sierra Leone, i dati sono triplicati da 13 a 39 in riferimento allo stesso periodo. In Liberia, paese in cui non erano stati riscontrati casi nel 2013, sono stati confermati quattro casi nella Contea di Lofa, una delle aree più duramente colpite dall’Ebola. L’aumento dei casi di morbillo – una malattia altamente contagiosa – preoccupa particolarmente per l’abbassamento dei tassi di copertura vaccinale che rende i bambini vulnerabili nel periodo in cui tradizionalmente si concentra il picco di trasmissione del virus in Africa Occidentale –  tra dicembre e marzo. I sistemi sanitari sono sotto sforzo per la risposta all’emergenza Ebola, e le persone stanno evitando le strutture sanitarie per paura di contrarre questa malattia. Di conseguenza, i primi dati mostrano chiaramente come quest’anno i tassi di copertura vaccinale siano nettamente calati. In Liberia, per esempio, i dati del governo indicano che la copertura vaccinale mensile per il morbillo è diminuita dal 71% di maggio 2014 al 55% di Ottobre, con solo il 50% delle strutture sanitarie che hanno riportato segnalazioni. Mentre le campagne di vaccinazione di massa sono state sospese, l’UNICEF e i suoi partner stanno intensificando attentamente vaccinazioni di routine guidate per ridurre nel minor tempo possibile il numero di bambini non ancora vaccinati. In Guinea, l’UNICEF sta supportando le attività per le vaccinazioni di routine, la cui fase iniziale – tra fine novembre e inizio dicembre 2014 – ha raggiunto le comunità in cui non erano riscontrati casi di Ebola da 42 giorni. In risposta ai casi in Liberia, l’UNICEF, il Ministero della Salute e altri partner, compreso l’OMS, stanno intensificando periodicamente vaccinazioni di routine per i bambini sotto i 5 anni e garantire loro supplementi nutritivi con vitamina A. Quest’operazione è già stata realizzata in 8 contee, attualmente viene portata avanti in 4 contee e sta per cominciare in altre 3. Coloro che somministrano le vaccinazioni si adoperano per garantire vaccini salvavita e aiutano anche la risposta all’epidemia di Ebola. In conformità alle procedure di prevenzione e controllo delle infezioni e secondo le linee guida OMS sulle vaccinazioni contestualmente all’epidemia di Ebola, l’UNICEF sta garantendo non solo vaccini, ma anche kit che includono guanti e termometri a infrarossi. I vaccinatori sono anche formati sulla prevenzione delle infezioni e sulle misure di controllo, sulle attività di supervisione durante le vaccinazioni, e su come condurre incontri di sensibilizzazione nelle aree in cui non sono stati registrati casi di Ebola da 42 giorni. Per fermare il virus e prevenire la morte di un gran numero di bambini è necessario interrompere il ciclo di trasmissione dell’Ebola e migliorare i servizi sanitari, comprese le vaccinazioni. L’UNICEF sta giocando un ruolo importante nella risposta all’emergenza, promuovendo comportamenti che possono aiutare a fermare il contagio, attraverso i Community Care Centres – dove i pazienti possano essere supportati dalle loro famiglie e dalle comunità con un sistema di rinvio a cure specialistiche per i casi complicati – e attraverso il supporto di aiuti essenziali. L’UNICEF supporta la formazione degli operatori sanitari comunitari, fornisce sostegno psicologico per i bambini colpiti dall’Ebola e assicura l’accesso ad acqua pulita e ai sistemi di smaltimento dei rifiuti, fondamentali per prevenire nuovi contagi. “Il miglior modo per aiutare i bambini è fermare l’Ebola, rafforzando allo stesso tempo i sistemi sanitari,” ha detto Fontaine- “Abbiamo bisogno di ristabilire la fiducia verso il sistema sanitario e offrire alle comunità servizi regolari per i bambini, per garantire loro le vaccinazioni di cui hanno bisogno”. “Gli  operatori sanitari e quelli che somministrano le vaccinazioni impegnati in prima linea hanno bisogno di essere protetti in modo da garantire interventi salva vita nel contesto di questa emergenza ”, ha aggiunto Fontaine.

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