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Arte & Cultura

Libri, ‘Ida’ ultimo racconto di Irène Nemirovsky

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idaUcraina di nascita, Irène Némirovsky fu arrestata dai nazisti in quanto ebrea e deportata nel luglio del 1942 ad Auschwitz, dove morì un mese più tardi di tifo. Anche il marito, Michel Epstein, che aveva cercato di farla liberare, verrà mandato a morte nelle camere a gas nel novembre dello stesso anno ad Auschwitz. Dal 2005 le sue opere cominciano ad essere pubblicate, ultima in ordine di tempo  ‘Ida’(2013).

A cura di Manlio Lo Presti

Roma, 24 settembre – L’attenzione italiana per Irène Nemirovsky è ben riposta. Autrice molto feconda, la sua opera è focalizzata sullo spessore esistenziale dei singoli personaggi. La realtà non è basata sui fatti nudi e crudi, ma si concretizza con le persone che la costruiscono vivendo le proprie vicende. L’ultimo racconto pubblicato dalla casa editrice Elliot, intitolato ‘Ida’, prosegue il percorso spirituale della scrittrice russa vissuta in Francia fin dai primi anni del 1900 e poi morta ad Auschwitz nel 1942. Ida è la protagonista intorno alla quale il racconto si sviluppa, è una donna di spettacolo. Una donna che viene dal nulla la cui caratteristica è una indomabile volontà di andare avanti, di afferrare il successo costi quel che costi. Un atteggiamento tipico delle persone che vengono dalle classi basse della società, da gente che ha visto la fame e l’esclusione sociale. La madre di Ida gestiva una casa di appuntamenti e per questo lei era oggetto di scherno e di sopraffazione negli anni della sua giovinezza. Negli anni Ida cresce, indurisce il suo carattere ed inaridisce la sua parte sentimentale, anche se si sente desiderata quando un suo corteggiatore – al solito negletto – si uccide. Non segue alcun rimorso né pentimento: è semplicemente la vita vista come salita impervia verso il successo economico e del palcoscenico dove lei si esibisce come prima donna del ballo. Viene scritturata nei teatri più famosi e lei diventa sempre più popolare. Una corsa inarrestabile che dura per decenni. All’ultimo la decadenza che si presenta quando lei accetta di far ballare una ragazza dal corpo di farfalla …. Un bel racconto dove Ida viene narrata senza preconcetti moralistici e con la minuziosità di un Dostoewskij, senza indulgere nel pietismo. Lei è il ritratto dell’ambizione senza freni usata come contrappeso di un passato difficile. Il tutto percorso senza amore né la tenerezza che le avrebbe salvato l’anima.

 

Irène Némirovsky, ‘Ida’, Elliot, 2013, pag. 61 – € 7,50

 

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