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Le regole imposte dai social media assumono sempre più un orientamento contro i diritti umani

By 13 Settembre 2019 No Comments

In Italia a insindacabile giudizio di Facebook il servizio viene negato e interrotto a quello o questo partito, o associazione, o persona.

Sono a Cape Code, MA, USA, arrivano segnali preoccupanti dal “bel paese” ma non solo. Mi sembra che si stia avverando la peggiore profezia Orwelliana. Oggi su Facebook sono iscritti 31 milioni di italiani, dai social passa l’80% dell’informazione, sui social si fanno le campagne elettorali. Non può e non dovrebbe essere considerato un “regno privato” dove le regole sono dettate da una multinazionale e più precisamente da un ragazzetto milionario che non ha nessun rimorso dei danni creati e di quelli che queste sue scellerate azioni continuano a creare. Abbiamo visto con le elezioni USA e Cambridge Analitica come le democrazie siano fragili, abbiamo visto FaceBook sperimentare diverse strategie, per esempio in Myanmar offrire internet gratis per aumentare il volume dei suoi affari con il bel risultato di aver alterato la situazione politica e molto realisticamente anche l’insorgenza di ritorsioni razziali. Questa piattaforma non è in grado, nè del resto ha il diritto di gestire a suo piacimento, la legge e gli equilibri globali. Eppure in barba alle costituzioni e alle regole più elementari sui diritti umani agisce discriminando indisturbata. Devo temere? Posso scrivere? parlare?  “posso esistere”? In Italia a insindacabile giudizio di Facebook il servizio viene negato e interrotto a quello o questo partito o associazione o persona.

Poco importa se gli esponenti politici “epurati” fanno parte di organizzazioni che per la legge italiana sono perfettamente legali, e se la nostra Costituzione all’articolo 21 recita “tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”. Zuckerberg puó fregarsene e se ne frega, e nessuno (o quasi) dice nulla se le politiche attuate sono sovversive e incostituzionali, razziste e discriminatorie. Alcuni forse pensano che queste prove di dittatura planetaria siano accettabili, che i diritti umani poco contino, ma è un terribile errore che apre la porta ad immani sciagure, e che sta dilagando come un morbo e infettando la nostra società e vita reale (non che non sia reale su FB e Instagram). Stiamo perdendo il nostro diritto ad “esistere”, presto ci sarà solo moneta elettronica (già oggi senza una carta di credito sei emarginato), si parla di “Cip” elettronico per fini medicali, e del 5G il fantastico internet delle cose. Saremo tutti collegati o scollegati? Saranno “collegati” solo i “buoni”, i figli remissivi, passivi e schiavi di un sistema che non dà scampo. Non ci sarà più il bisogno di prigioni, basterà inviare un segnale e il dato individuo o gruppo, sarà de facto ghettizzato e punito, sarà “fatto fuori”, epurato. Dunque la nostra Costituzione non vale piú? Lo sforzo dei padri fondatori, per quanto perfettibile aveva lo scopo di tutelare tutti, di posare le basi per una crescita condivisibile e la coesistenza. Oggi è giusto alienare le nostre radici, storia, conquiste per sostituirli con contratti elettronici che nessuno legge? 

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