Italia

La realtà di una Sanità malata non aiuta la lotta contro il covid-19

By 29 Marzo 2020 No Comments

Mentre oggi si affronta una reale emergenza con poche armi a causa degli eccessivi tagli alla Sanità degli ultimi 10 anni, il futuro appare ancor più incerto perché la pandemia avrà per lungo tempo un andamento ciclico. E’ quanto mai urgente ripensare il Sistema Sanitario Nazionale

di Carlo Taccone

Quando   si ignorano, per disattenzione, le piu’ pratiche prospettive   future, in uno scenario di alte probabilita’ temporali,  e non si  riesce  a  prefigurare   l’evolversi  del  nostro  domani, il  miglior  modo  per  recuperare  lucidita’  di  visione nell’analisi  degli  eventi, rimane  il non mai troppo ripetuto “ voltarsi  indietro “ e osservare con un briciolo  di  istintivita’  sagace e riflessiva saggezza, il lento decorrere  della nostra  storia. Prossima o Remota che sia.

Tutte le grandi accelerazioni nell’evoluzione storica della razza umana sono sempre state scatenate da un momento di crisi, un momento di rottura, o come si preferisce dire oggigiorno, a moment of lockdown.


Come se la Storia volesse ricordarci quanto la scienza ha compreso nel 1796, con l’invenzione dei Vaccini: rendere una persona malata diventa, paradossalmente, l’unico modo di prevenire malattie future.

Oppure ricordare che solo dopo la Seconda Guerra mondiale, in periodo di crisi, l’umanita’ ha deciso, in stato di necessita’, che si dovesse sviluppare l’intelligenza artificiale, il computer.

Tali paragoni, all’apparenza irrispettosi verso l’attuale pandemia da COVID-19, hanno il pregio di farci riflettere del come, nel lungo evolversi dei secoli, la civilta’ umana abbia sempre saputo ottenere un risultato positivo, dalle e nelle avversita’, fossero esse umane o sovrannaturali. Cio’ a conferma che   tutte le vicissitudini umane   producono a distanza risultati positivi e di concreta utilita’ per le generazioni future.

L’attuale pandemia da COVID-19 avra’ certamente un andamento stagionale e intermittente ad ondate stagionali almeno fino al 2021, come autorevolmente confermato da molti scienziati e virologi che ne stanno studiando ed analizzando, gia’ da molto tempo, ogni peculiarita’ strutturale ed epidemiologica.

Tale andamento richiedera’ una specifica preparazione dell’habitat sociale in forme di quarantena ad intermittenza, nel breve periodo, accompagnate da una serie di misure preventive che si intrecceranno, piu’ spesso, ad un profondo ed assai diverso adattamento sociale. Il nostro cambiamento negli stili di vita, nella riprogrammazione delle nostre piu’ comuni attivita’, provochera’ una sorta di collettiva empatizzazione modulata e personalizzata, oltreche’ a velocita’ separate, di riassunzione dei concetti principali esistenziali in cui s’innesta e si identifica il valore etico stesso della vita umana.

Il naturale ed istintivo stop introspettivo ci aiutera’ ad elaborare nuove strategie relazionali e ad affrontare, in futuro, analoghe ed improvvise emergenzialita’ sanitarie, oltreche’   di vita quotidiana, senza che esse possano sorprenderci nuovamente e trovarci impreparati e radicalmente indifesi.

D’altro canto, non v’e’ dubbio che, in assenza di reali e immaginifiche guerre stellari o nucleari, la minaccia alle popolazioni non possa che materializzarsi, nella nostra epoca, a causa di microscopiche singole catene polimeriche di DNA, chiamate   VIRUS o batteri specifici o anche vettori micro-radioattivi trasformati direttamente in possibili vettori di armi letali.

Tale destrutturazione non puo’ che interessare ed investire con immediatezza, AB INITIO, la Struttura Sanitaria Mondiale e, nel dettaglio piu’ vicino a noi, quella italiana.

La presenza   sempre piu’ soffocante di tali eventualita’, dovra’ servire da stimolo intelligente e fattivo nel perseguire finalita’ di trasformazione dell’attuale Sistema Sanitario Nazionale, rendendolo, in primis, orientabile ed orientato a questi tipi di fenomenologie cliniche, che potrebbero e dovrebbero Garantirsi un momento di comprovata priorita’ sociale, nell’animo e nella mente del Legislatore.

Potrebbe  apparire  disarmante  e disincentivante descrivere  o proporre oggi un  elencazione delle  storture piu’ macroscopiche rilevabili nel nostro SSN: dal rapporto  Pubblico/Privato  con i relativi costi gestionali, all’analisi, su base  scientifica e con dati e parametri oggettivi, della reale necessita’ e ridistribuzione  dei  PL per  specialita’, dalla necessita’ applicativa  di percorsi sanitari e protocolli appropriati  secondo  criteri di rapida  VRQ = Verifica e Revisione di Qualita’, peraltro  scarsamente  utilizzati finora.

Parrebbe riduttivo indicare oggi, senza un reale rispetto della tempistica, le vere necessita’, in termini di formazione e presenza, di tutto il Personale Sanitario occorrente, nei Presidi di continuita’ assistenziale ed in quelli d’urgenza, ovvero una piu’ equa distribuzione delle risorse e delle strumentazioni piu’ efficaci su tutto il territorio Nazionale.

Appare piu’ logico indicare in prospettiva immediata, quali opportune modifiche inserire in un quadro piu’ ampio e necessariamente articolato – anche con la revisione del titolo V° della Costituzione per la parte concernente il riequilibrio dei poteri gestionali in campo sanitario tra Stato ed enti Regionali.

Iniziando ad  esempio dal  quanto mai necessario riposizionamento  strutturale  degli  accessi  ai Pronti Soccorso Ospedalieri, dalla   istituzione di apposite sezioni di Terapia intensiva e Sub  intensiva, dalle  aree di osservazione primaria (pretriage) in ambienti assolutamente asettici con personale ed attrezzature del tipo  AREE  anti-contagio, come nei migliori laboratori di ricerca, ovvero come nelle sale operatorie chirurgiche e /o nei reparti di grandi ustionati, ove e’ assicurata  una  Asepsi  totale ed obbligatoria.

Tale disposizione si attuerebbe con lo sdoppiamento in due aree di P.S.  differenziando e distanziando quello piu’ comune, dall’altro  accesso  a patologie  da  contagio: quest’ ultimo accesso  infine  condurrebbe  a vere strutture di ricovero in osservazione, per pazienti  pauci infetti, per  quelli che necessitano di Assistenza domiciliare Vigilata – e che oggi  scontano la quarantena nel proprio domicilio – con  stanze  asettiche  e mantenendo una stretta  osservanza   di  protocolli  operativi  e norme ristrette  ed  ineludibili  di percorsi ed ambientazioni protette.

Necessario istituire   un migliore e maggiore raccordo operativo con i Distretti Sanitari, le Strutture sanitarie territoriali, dotandole anche di minime attrezzature emergenziali, DPI –Dispositivi Protezione Individuali, Case di cura per anziani a norma, Case di cura Convenzionate e Private.

Un controllo piu’ attento sulla prevenzione vaccinale, un possibile utilizzo permanente dei   DPI nei luoghi ove si svolgono servizi pubblici essenziali.

A monte delle necessarie e rivedibili proposte elencate diventa fondamentalmente prioritario accertare quanto ed in che misura, la gravita’, l’evolversi e l’espansione di tali fenomeni a frequenza ciclica, possano  sostenere e dar vita a scelte epocali, per norme e contenuti, che il legislatore intenderà assumere.

Esse si adattano a produrre una riformulazione di base del rapporto Stato-Regioni in questo  settore, tentando di riequilibrare il disavanzo dell’offerta sanitaria, oggi presente e marcatamente sintomatico, nelle  21 Regioni Italiane, con un livello egualitario di normative e protocolli, sotto la diretta supervisione di un Ente Centrale.

Contestualmente e’ prevista una serie di forti investimenti in strutture ed attrezzature Sanitarie, per affrontare le ulteriori e piu’ specifiche sfide epocali  minime  che  ci  attendono  nell’incontro  con il nostro  futuro,  dietro l’angolo: il  DOMANI.


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