Social Network

Attualità

La guerra cyber dell’Iran e la corsa europea alla sovranità digitale- Iran’s Cyber War and the Race for European Digital Sovereignty

Pubblicato

-

Tempo di lettura: 7 minuti
di emigrazione e di matrimoni

La guerra cyber dell’Iran e la corsa europea alla sovranità digitale

Guerra ibrida, supremazia digitale e la sfida dell’Europa per proteggere il proprio futuro tecnologico

di Prof. Gabriele Pao-Pei Andreoli – Presidente, Institute for Advanced Studies and Cooperation (IASC)

Il prossimo grande conflitto geopolitico potrebbe non iniziare con missili o truppe, ma con il silenzioso collasso di una rete, di un data center o di un’infrastruttura cloud. Nel panorama digitale globale, operazioni cyber legate ad attori statali — tra cui gruppi informatici associati all’Iran — stanno sempre più prendendo di mira aziende, istituzioni e infrastrutture critiche. Questi attacchi raramente occupano le prime pagine, ma fanno parte di una guerra invisibile crescente, in cui interruzione dei sistemi, manipolazione delle informazioni e dipendenza tecnologica diventano strumenti di potere geopolitico.

Il campo di battaglia invisibile dell’era digitale

Nel XXI secolo la sovranità non è più definita solo dal territorio, dalla forza militare o dalle risorse economiche. Sempre più è determinata dal controllo delle infrastrutture digitali.

Data center, piattaforme cloud, sistemi satellitari e architetture di intelligenza artificiale sostengono oggi mercati finanziari, sistemi sanitari, logistica, amministrazioni pubbliche e sicurezza nazionale. Quando queste infrastrutture diventano vulnerabili, l’intera società diventa vulnerabile.

La guerra cyber sfrutta esattamente queste fragilità. Invece di distruggere infrastrutture fisiche, gli attaccanti mirano a interrompere servizi, sottrarre informazioni sensibili e minare la fiducia nei sistemi digitali.

Le crescenti capacità cyber dell’Iran illustrano questa trasformazione strategica. Attraverso una combinazione di unità informatiche legate allo Stato e gruppi hacker affiliati, Teheran ha ampliato la propria capacità di condurre operazioni digitali in grado di destabilizzare sistemi e infrastrutture in diverse regioni del mondo.

Questa è l’essenza della guerra ibrida: conflitti condotti attraverso tecnologia, pressione economica e manipolazione dell’informazione piuttosto che tramite scontri militari convenzionali.

Il risveglio strategico dell’Europa

Per l’Europa questi sviluppi evidenziano una sfida strutturale.

Nonostante l’eccellenza scientifica e i solidi quadri normativi, gran parte delle infrastrutture digitali utilizzate nel continente dipende ancora da ecosistemi tecnologici e fornitori cloud con sede al di fuori dell’Unione Europea.

Questa dipendenza ha alimentato il dibattito sulla sovranità digitale europea e su quella che molti analisti definiscono una nuova competizione globale per la supremazia digitale.

Controllare le infrastrutture digitali significa sempre più controllare dati, conoscenza, economia e persino influenza politica.

Per questo motivo l’Unione Europea ha iniziato a investire nella creazione di infrastrutture digitali sovrane, sistemi di cybersecurity e piattaforme tecnologiche condivise capaci di rafforzare la resilienza e ridurre le dipendenze strategiche.

L’obiettivo non è l’isolamento tecnologico, ma l’autonomia strategica: la capacità delle società europee di mantenere il controllo sui sistemi digitali che sostengono le loro economie e istituzioni democratiche.

L’Italia e l’architettura della sovranità digitale europea

In questo scenario in evoluzione, l’Italia sta emergendo come uno degli attori chiave della trasformazione digitale europea.

Serafino Sorrenti, responsabile della segreteria tecnica del Dipartimento per la Trasformazione Digitale del Governo italiano, è stato recentemente nominato Vicepresidente esecutivo del consorzio europeo EDIC (European Digital Infrastructure Consortium), iniziativa volta a sviluppare infrastrutture cloud sovrane a livello europeo.

Questa nomina colloca l’Italia al centro di uno dei progetti più ambiziosi per rafforzare l’autonomia tecnologica del continente.

Il progetto EDIC mira a creare infrastrutture digitali interoperabili e sicure in grado di garantire sovranità dei dati, resilienza cyber e indipendenza tecnologica per istituzioni e imprese europee.

In un’epoca sempre più caratterizzata da conflitti cyber e competizione tecnologica globale, queste infrastrutture costituiranno la spina dorsale della resilienza strategica europea.

Architetture digitali e futuro della sovranità

La sovranità digitale non riguarda solo le infrastrutture, ma anche l’architettura stessa dei sistemi digitali.

Il modo in cui vengono progettati gli ecosistemi digitali — dalla governance dei dati alle architetture dell’intelligenza artificiale fino alla sicurezza delle reti — determinerà chi controllerà l’informazione e come le società potranno difendersi da manipolazioni e attacchi cyber.

Su questi temi lavorano da anni istituzioni di ricerca interdisciplinare che operano all’intersezione tra tecnologia, governance e cooperazione internazionale. L’Institute for Advanced Studies and Cooperation (IASC) promuove da tempo studi e iniziative sul rapporto tra sovranità digitale, sicurezza tecnologica e architetture digitali resilienti, anche alla luce delle trasformazioni generate dall’intelligenza artificiale e dalle tecnologie quantistiche.

Con l’aumento della potenza e dell’interconnessione dei sistemi digitali, la loro governance determinerà sempre più l’equilibrio tra sicurezza, libertà e potere tecnologico.

La responsabilità strategica dell’Europa.

I conflitti invisibili dell’era digitale sono già iniziati.

Così come le generazioni precedenti hanno costruito reti energetiche, infrastrutture di trasporto e telecomunicazioni, oggi è necessario investire in architetture digitali sicure capaci di proteggere le società democratiche nell’era della guerra ibrida. La sovranità digitale non significa isolamento tecnologico. Significa garantire che le infrastrutture che sostengono l’economia, le istituzioni e la sicurezza nazionale operino all’interno di sistemi coerenti con i valori democratici e con una reale resilienza strategica. La corsa alla supremazia digitale non è più una discussione teorica. Sta diventando una delle sfide geopolitiche decisive del XXI secolo.

“La sovranità digitale non è semplicemente un obiettivo tecnologico. È il fondamento su cui si costruiranno la sicurezza e la resilienza democratica delle nostre società nei prossimi decenni. In un’epoca segnata da conflitti cyber e guerra ibrida, l’Europa deve investire in architetture digitali sicure capaci di proteggere istituzioni, dati e cittadini.”

Iran’s Cyber War and the Race for European Digital Sovereignty

Hybrid warfare, digital supremacy, and Europe’s struggle to secure its technological future

By Prof. Gabriele Pao-Pei Andreoli – President, Institute for Advanced Studies and Cooperation (IASC)

The next geopolitical conflict may not begin with missiles or troops, but with the silent failure of a network, a data center, or a cloud infrastructure. Across the global digital landscape, cyber operations linked to state actors—including Iranian cyber groups—are increasingly targeting companies, institutions, and critical infrastructure.

These attacks rarely dominate headlines, yet they form part of a growing invisible war, where disruption, manipulation, and technological dependence have become instruments of geopolitical power.

The Invisible Battlefield of the Digital Age

In the twenty-first century, sovereignty is no longer defined solely by territory, military strength, or economic resources. It is increasingly determined by control over digital infrastructure.

Data centers, cloud platforms, satellite systems, and artificial intelligence frameworks now sustain financial systems, healthcare networks, logistics, government services, and national security operations. When these infrastructures become vulnerable, entire societies become vulnerable.

Cyber warfare exploits precisely these weaknesses. Instead of destroying physical assets, attackers aim to disrupt services, steal sensitive information, and undermine trust in digital systems. Iran’s growing cyber capabilities illustrate this strategic transformation.

Through a combination of state-linked cyber units and loosely affiliated hacker groups, Tehran has expanded its capacity to conduct cyber operations capable of destabilizing digital environments across multiple regions.

This is the essence of hybrid warfare: conflict conducted through technology, economic pressure, and information manipulation rather than traditional military confrontation.

Europe’s Strategic Awakening

For Europe, these developments highlight a structural challenge. Despite its scientific excellence and strong regulatory frameworks, much of the digital infrastructure used across the continent still relies on technological ecosystems and cloud providers headquartered outside the European Union.

This dependency has triggered a growing debate about European digital sovereignty—and what many analysts now describe as the emerging competition for digital supremacy.

Control over digital infrastructures increasingly means control over data, knowledge, economic systems, and political influence. Recognizing this reality, the European Union has begun investing in sovereign digital infrastructures, cybersecurity capabilities, and shared technological frameworks designed to strengthen resilience and reduce strategic dependence.

The objective is not technological isolation but strategic autonomy—the ability for European societies to maintain control over the digital systems that sustain their economies and democratic institutions.

Italy and the Architecture of European Digital Sovereignty

Within this evolving landscape, Italy is emerging as a key actor in Europe’s digital transformation. Serafino Sorrenti, head of the technical secretariat of Italy’s Department for Digital Transformation, has recently been appointed Executive Vice President of the European Digital Infrastructure Consortium (EDIC), an initiative designed to develop sovereign cloud infrastructures across the European Union.

This role places Italy at the center of one of the most ambitious projects aimed at strengthening Europe’s technological autonomy. The EDIC initiative seeks to develop interoperable and secure digital infrastructures capable of ensuring data sovereignty, cybersecurity resilience, and technological independence for European institutions and companies.

In an era increasingly shaped by cyber conflict and technological competition, such infrastructures will form the backbone of Europe’s strategic resilience.

Digital Architecture and the Future of Sovereignty

Beyond infrastructure alone, digital sovereignty also concerns the architecture of digital systems. The design of digital ecosystems—how data is governed, how artificial intelligence is deployed, and how networks are secured—will determine who controls information and how societies defend themselves against manipulation and cyber threats.

These questions have been explored for years by interdisciplinary research institutions working at the intersection of technology, governance, and international cooperation.

The Institute for Advanced Studies and Cooperation (IASC) has long emphasized the importance of secure digital architectures and technological governance in the evolving geopolitical landscape, including research on how emerging technologies such as artificial intelligence and quantum computing may reshape global power dynamics. As digital systems grow more powerful and interconnected, their governance will increasingly determine the balance between security, freedom, and technological power.

Europe’s Strategic Responsibility

The invisible conflicts of the digital age are already underway. Just as previous generations invested in energy grids, transportation networks, and telecommunications infrastructure, today’s leaders must invest in secure digital architectures capable of protecting democratic societies in an era of hybrid warfare.

Digital sovereignty does not imply technological isolation. Rather, it means ensuring that the infrastructures underpinning economic life, public administration, and national security operate within frameworks aligned with democratic oversight and strategic resilience.

The race for digital supremacy is no longer theoretical. It is becoming one of the defining geopolitical challenges of the twenty-first century.

“Digital sovereignty is not merely a technological ambition. It is the foundation upon which the security and democratic resilience of our societies will rest in the decades ahead. In an era of cyber conflict and hybrid warfare, Europe must invest in secure digital architectures capable of protecting its institutions, its data, and its citizens.”

Advertisement