Attualità
La giustizia è una cosa seria, io voto SI
Referendum sulla Giustizia 22/23 marzo 2026. Aldo Moro: “il referendum è il momento in cui il cittadino si fa legislatore”.
di Mara Ferragina
Ho meditato a lungo prima di decidermi a scrivere sul referendum. Un tempo di studio, di analisi del merito della riforma e dei rilievi mossi da quanti ad essa sono contrari ricordando le parole di Aldo Moro:
“il referendum è il momento in cui il cittadino si fa legislatore”.
Esattamente così, il referendum è uno dei momenti più alti della vita democratica di un Paese e, perciò, avrebbe meritato un maggior rispetto e un dibattito di elevato spessore.
Qui non era e non è in gioco la vittoria del campo largo o del campo stretto, desolante livello a cui si è voluto scendere, bensì una battaglia di civiltà a favore di ogni singolo cittadino italiano, degna di quella garanzia di partecipazione informata e consapevole che è propria di un cammino verso una democrazia realmente compiuta
Consentire a ciascuno di esercitare il voto in maniera consapevole avrebbe dovuto essere un diritto/dovere che, invece, è stato ampiamente tradito da chiunque si sia affacciato sui mass media. Con la triste complicità di parolai e propagandisti dell’odio e della contrapposizione, volgare prassi introdotta dall’irrompere dei pentastellati sulla scena politica.

Mara Ferragina – autrice opinionista
Non è stato facile orientarsi in un clima di slogan e figurine da collezionare in novelli album del SI e del NO, eterno spirito da tifoseria sugli spalti.
L’ennesima occasione perduta per un dibattito maturo che preparasse ad un voto consapevole, fosse in un senso o nell’altro.
Scivoloni da entrambi le parti: da un Ministro con citazioni inopportune che si lascia trascinare sul terreno della sterile polemica ad un professore di Storia medievale improvvisatosi giurista temerariamente ed in modo assolutamente inappropriato.
Dalla Bartolozzi che cita i plotoni d’esecuzione ad un patetico Montanari – ignorante o intellettualmente disonesto – con la sua visione monolitica e retorica della Costituzione, calpestando lo spirito stesso dei padri costituenti che con ben altra levatura avevano invece segnato la traccia perchè la Costituzione potesse evolvere, consapevoli che molti princìpi non erano realizzati e perciò segnando la direzione.
Ebbene io non esprimerò il mio voto per far fuori la Schlein e i suoi sodali a sinistra dello schieramento. E non eserciterò il mio diritto a favore di questo Governo perchè più prossimo alle mie idee.
Tantomeno mi recherò alle urne perchè una serie di attorucoli, cantanti e comici si sono prestati a fare da testimonial ad uno spettacolo indecoroso. Non riconosco a queste persone nessuna autorevolezza o superiorità etica che li legittimi ad indicare il percorso.
Fintanto che potrò continuerò a ragionare con la mia testa. Metterò in moto i miei neuroni anzichè sfruttare il diesel degli altri.
Il mio sarà un SI netto perché, leggendo i lavori della Costituente, mi sono convinta che quegli uomini illuminati, anche se di fedi diverse, non avrebbero mai voluto una degenerazione così grave come quella determinata oggi dal sistema correntizio della magistratura.
Voto SI perchè a ciascuno sia garantito quel giusto processo di cui la riforma Vassalli – che ben sapeva che senza la separazione delle carriere il suo Codice p.p. non avrebbe funzionato-costituì il primo passo e che avrebbe dovuto trovare compimento nei lavori della Bicamerale voluta e guidata anche dal Sig. D’ALEMA.
Voto SI perchè non mi spaventa lo spauracchio del sorteggio cui gli organi d’amministrazione della magistratura fanno già ampio ricorso.
Voto SI perchè rispetto profondamente i valori della Costituzione, rigorosa nei principi ma che volutamente non è stata resa rigida nei meccanismi.
In un famoso discorso Calamandrei la definì: “Una polemica contro il presente e un programma per l’avvenire” ben sapendo che molti princìpi non potevano essere subito realizzati e perciò indicando la direzione in cui lo Stato doveva andare.
Una Costituzione da realizzare evolvendosi anche attraverso l’interpretazione.

Voto SI, laicamente e religiosamente, perchè sto dalla parte delle vittime, di quelle 1000 persone che ogni anno vengono indagate e sottoposte ad ingiuste e illegittime pene di detenzione.
E voto SI perché magistratura inquirente e magistratura giudicante non sono e non possono essere sorelle. È un aborto giuridico che non trova diritto di cittadinanza in nessuna democrazia occidentale.
Ho chiarito le mie ragioni, strutturate anche per la mancanza di serie confutazioni a favore del NO ma ciò che più mi preme è l’augurio che ognuno di noi, il 22 e il 23 Marzo, compia il suo dovere e vada a votare.
