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Kyenge, giudizio immediato per Calderoli, aveva paragonato il ministro ad un orango

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calderoliLa Procura di Bergamo interviene per le offese contro Cècile Kyenge durante un comizio tenuto dal politico leghista a Treviglio: il ministro non aveva sporto querela ma i magistrati hanno individuato l’aggravante della discriminazione razziale

 Roma, 7 novembre – Anche se il ministro all’Integrazione non aveva presentato querela per le offese ricevute da Roberto Calderoli durante un comizio leghista a Treviglio (Bg), la magistratura locale ha ritenuto di dover procedere d’ufficio per l’aggravante rappresentata in quell’occasione dalla discriminazione razziale. L’episodio risale alla scorsa estate quando il 12 luglio, parlando dal podio, Calderoli aveva paragonato Cecilie Kyenge ad un orango,”Quando vedo la Kyenge non posso non pensare a un orango”, aveva affermato. Calderoli è indagato per diffamazione aggravata dalla discriminazione razziale e i due pm della Procura di Bergamo che si occupano del caso, hanno scelto di non passare attraverso il gup, chiedendo un giudizio immediato, un iter che viene consentito se c’è l’evidenza della prova, nel caso specifico le registrazioni del comizio.

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