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Ambiente & Turismo

Isola di Pantelleria: gli ambientalisti a difesa e valorizzazione dell’asino pantesco

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L’asino pantesco è una razza di asino originaria dell’Isola, nota già nel I secolo a.C. e molto diffusa fino a pochi decenni fa, ma giunta ormai alla quasi totale estinzione.

“Siamo venuti a conoscenza grazie al puntuale intervento di Michela Silvia, responsabile per Ecoitaliasolidale  di Pantelleria e delle isole Minori della Sicilia che sarebbe intenzione da parte dell’Assessore alla cultura /spettacolo /turismo/ politiche sociali /comunicazione  del Comune di Pantelleria, di organizzare “eventi culturali”,  con arrangiamento musicale,  in località Punta Spadillo, sito in cui vi è il museo vulcanologico, oltre alla  residenza di tre esemplari di asino Pantesco, da pochi giorni, arrivati dopo anni di assenza, nuovamente  sull’isola”.

“Proprio in questo momento gli asini si stanno lentamente abituando al loro habitat e pertanto ogni azione di disturbo potrebbe compromettere il programma di reinserimento nel territorio pantesco, soprattutto se vi è la volontà di creare giochi di luce innaturali e musica ad alto volume”.

E’ quanto dichiarano in una nota Giovanni Fabra, Responsabile di Ecoitaliasolidale per la Sicilia, Piergiorgio Benvenuti, Presidente Nazionale di Ecoitaliasolidale e il Prof. Ennio La Malfa, uno dei padri dell’ambientalismo in Italia e fondatore dell’Accademia Kronos.

L’asino pantesco è una razza di asino originaria dell’Isola, nota già nel I secolo a.C. e molto diffusa fino a pochi decenni fa, ma giunta ormai alla quasi totale estinzione.

Si sta investendo tanto impegno affinché i tradizionali asini panteschi si possano abituare alla loro nuova dimora,  grazie all’ attenzione costante del Parco Nazionale Isola di Pantelleria, del Corpo Forestale, di Michela Silvia e di tutti coloro che si stanno occupando  di sviluppare alcuni eventi e progetti che valorizzeranno queste  “antiche” realtà pantesche.  

Tutelarli significa tenerli lontani da ogni fonte di disturbo, da ogni genere di inquinamento, soprattutto acustico e non a caso è stata scelta proprio quella residenza. Per questo –proseguono gli ambientalisti- riteniamo inopportuno programmare l’utilizzo di quella parte dell’Isola per eventi che potrebbero causare disturbo a questi animali così “preziosi” per i panteschi, ma anche per i tanti turisti che avranno il piacere di poter osservare finalmente dal vivo i tre esemplari, rarissimi, e che finalmente sono tornati nel proprio territorio di origine. Peraltro una volta ambientate, le tre asinelle saranno messe nelle condizioni di dare alla luce i piccoli continuando il progetto del Demanio Forestale per la salvaguardia della razza asinina pantesca, iscritta al Registro nazionale delle razze equine.

Sicuramente vi saranno altri siti –concludono gli esponenti ambientalisti- dove proporre eventi, luoghi che andrebbero non solo promossi e fatti conoscere al turista da parte dell’amministrazione, ma anche maggiormente curati per garantire la conservazione della straordinaria bellezza ambientale, naturalistica e paesaggistica dell’Isola di Pantelleria.