Arte & Cultura
Il sacrificio di Hegel: filosofia e cristianesimo al centro del convegno a Roma
Presentato il volume di Joseph Cohen in Senato con l’intervento di Mauro Cascio all’Istituto di Santa Maria in Aquiro.
Il 19 marzo 2026, presso la Sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro a Roma, si è svolto il convegno “Il sacrificio di Hegel”, promosso su iniziativa del senatore Maurizio Gasparri e organizzato in collaborazione con Italia Protagonista. L’incontro ha rappresentato un momento di approfondimento dedicato al pensiero di Hegel, al rapporto tra filosofia e religione e alla rilettura contemporanea dell’idealismo tedesco, a partire dal volume del filosofo Joseph Cohen, recentemente pubblicato in italiano.
Dopo i saluti istituzionali, trasmessi dal promotore dell’iniziativa impossibilitato a partecipare, l’introduzione è stata affidata a Giovanna Canzano, che ha sottolineato l’importanza di promuovere occasioni di dibattito culturale in contesti istituzionali. L’obiettivo, è stato evidenziato, è offrire spazi di riflessione in una società in cui la discussione pubblica tende progressivamente a ridursi, rendendo sempre più necessario il contributo della filosofia come strumento di interpretazione del presente.
Filosofia e religione: la ricerca della verità
Nel suo intervento introduttivo, Mauro Cascio ha posto al centro il rapporto tra filosofia e religione, entrambe impegnate, seppur in forme diverse, nella ricerca della verità. Per il cristianesimo, ha osservato, la verità si manifesta come rivelazione incarnata; per la filosofia, invece, essa si configura come percorso razionale, costruzione concettuale e ricerca critica.
Richiamando la tradizione aristotelica dello stupore come origine del pensiero, Cascio ha sottolineato come la filosofia non sia un sapere riservato agli specialisti, ma una dimensione che riguarda ogni individuo chiamato a interrogarsi sul senso dell’esistenza. In questo quadro, il confronto con la religione diventa inevitabile, poiché entrambe contribuiscono alla costruzione di una visione del mondo.
Per chiarire la relazione tra i due ambiti, il relatore ha evocato un noto aneddoto accademico: gli studenti di teologia avrebbero definito la filosofia “domande senza risposta”, mentre gli studenti di filosofia avrebbero replicato definendo la teologia “risposte senza domande”. L’episodio, proposto in chiave ironica, è stato utilizzato per evidenziare la necessità di un dialogo tra pensiero filosofico e tradizione religiosa.
Hegel e la filosofia della religione

Entrando nel merito del tema dell’incontro, Cascio ha richiamato la centralità di Georg Wilhelm Friedrich Hegel, indicato come uno dei principali interpreti della modernità filosofica. Con l’idealismo hegeliano, la filosofia assume il compito di pensare concettualmente la religione, interpretandola come momento dello sviluppo dello spirito nella storia.
Secondo questa prospettiva, le religioni rappresentano tappe di un processo unitario, mentre il cristianesimo non viene inteso come evento statico, ma come realtà in divenire, che si sviluppa progressivamente nella tradizione e nella coscienza storica. La storia, in questa lettura, diventa il palcoscenico in cui i concetti dello spirito si manifestano e prendono forma.
Il richiamo a Hegel è stato inoltre collegato alla necessità di recuperare una visione sistematica del sapere. In un’epoca caratterizzata dalla frammentazione delle discipline, l’idea hegeliana di sistema è stata presentata come modello di correlazione tra i diversi ambiti della conoscenza, non come gerarchia rigida ma come unità dinamica fondata sulla ragione.
Il volume di Joseph Cohen e il rapporto con Derrida
Il convegno è quindi entrato nel vivo con l’intervento di Joseph Cohen, autore del volume “Il sacrificio di Hegel”, che ha illustrato l’origine del lavoro, derivato dalla sua tesi di dottorato discussa nel 2004 sotto la direzione di Jacques Derrida. Il filosofo ha sottolineato la complessità del rapporto tra Hegel e Derrida, spesso interpretato come opposizione radicale, ma in realtà caratterizzato da un confronto più articolato.
Secondo Cohen, la riflessione derridiana non si limita a criticare l’idealismo, ma si confronta con esso in modo profondo, riaprendo il dialogo con la tradizione della metafisica. Il volume presentato si inserisce in questo percorso, proponendo una lettura del pensiero hegeliano centrata sulla nozione di sacrificio e sulla dialettica tra negatività e compimento.
Il filosofo ha inoltre espresso apprezzamento per la traduzione italiana del libro, definendola non soltanto un trasferimento linguistico ma anche una vera interpretazione filosofica, capace di collocare il testo all’interno della ricca tradizione degli studi hegeliani in Italia.
Ebraismo, cristianesimo e dialettica della legge e dell’amore

Exif_JPEG_420
Uno dei nuclei principali dell’intervento di Cohen ha riguardato il rapporto tra ebraismo e cristianesimo nei primi scritti teologici di Hegel. Secondo il filosofo, la comprensione della filosofia hegeliana passa attraverso la tensione tra due modalità fondamentali: da un lato la trascendenza del Dio ebraico e la dimensione della legge, dall’altro l’incarnazione e la centralità dell’amore nel cristianesimo.
Queste due dimensioni, ha spiegato Cohen, non si escludono ma vengono ripensate da Hegel in una relazione dinamica. Il pensatore tedesco non propone una semplice sostituzione del cristianesimo all’ebraismo, ma tenta di ridefinire il rapporto tra le due tradizioni, riconoscendone la differenza e la reciproca necessità.
In questa prospettiva, la filosofia diventa lo spazio in cui legge e amore, giustizia e incarnazione, possono essere pensati insieme, offrendo una nuova interpretazione della storia della religione e della modernità.
Il sacrificio come passaggio alla totalità
Il titolo del volume è stato interpretato come chiave per comprendere il cuore della riflessione proposta. Il sacrificio, nella lettura discussa durante l’incontro, non indica una semplice rinuncia, ma un passaggio attraverso la negatività che consente il raggiungimento della totalità. In questo senso, la morte non rappresenta una conclusione, ma una trasformazione che apre alla pienezza della vita dello spirito.
La dialettica hegeliana, fondata sul superamento della contraddizione, viene così riletta come processo in cui la perdita e la negazione diventano momenti necessari per la realizzazione della libertà e della coscienza.
L’attualità del pensiero hegeliano
Il convegno ha offerto un’occasione di confronto sul ruolo della filosofia contemporanea e sull’attualità del pensiero di Hegel nel dibattito culturale odierno. Attraverso gli interventi di Joseph Cohen e Mauro Cascio, è emersa l’esigenza di recuperare una visione unitaria del sapere, capace di mettere in dialogo filosofia, religione e storia.
In un contesto segnato dalla frammentazione delle discipline e dalla crisi delle grandi narrazioni, la riflessione hegeliana è stata presentata come uno strumento ancora attuale per comprendere le tensioni della modernità. Il confronto tra ebraismo e cristianesimo, tra legge e amore, e la centralità del sacrificio come passaggio dialettico hanno delineato una prospettiva filosofica che invita a ripensare il rapporto tra tradizione e presente.
L’iniziativa si è così conclusa come un momento di approfondimento culturale volto a rilanciare il ruolo della filosofia nel dibattito pubblico, sottolineando come il pensiero di Hegel continui a offrire categorie interpretative capaci di interrogare il nostro tempo e di orientare la ricerca di senso nella contemporaneità.
