Italia

Il reddito di cittadinanza è orfano di possibilità di lavoro

By 9 Gennaio 2020 No Comments

Il racconto di Salvatore C. senza fissa dimora e senza lavoro. La povertà in Italia non è una scelta, ma un dramma per 5 milioni di persone

Ha scritto alla nostra redazione Salvatore, chiedendo anche solo un aiuto morale. Originario di Ischia e figlio famiglia povera, ha da sempre ‘sbarcato il lunario’. Ragazzino intelligente tanto da scrivere ad Eugenio Scalfari a soli 14 anni, si era poi iscritto al liceo Classico. Ma la sorte, ed anche i problemi di famiglia, non lo hanno aiutato. Comincia a lavorare presto ritirandosi da scuola, e nel corso degli anni si cimenta in tanti mestieri diversi senza riuscire a trovare una sua dimensione. Oggi ha 36 anni e vive in case di accoglienza per lo più religiose. Ha richiesto ed ottenuto il reddito di cittadinanza in agosto. Ma da allora nessuna proposta di lavoro. E quindi ci chiediamo, a che pro questo reddito di cittadinanza se non è utile poi a restituire dignità lavorativa ai più sfortunati del nostro Paese? E quanti sono nelle tragiche condizioni di Salvatore?

Il reddito di cittadinanza agevola, per modo di dire,  la vita di 2,3 milioni di persone, sono questi i numeri aggiornati al 6 dicembre dall’Osservatorio Inps sul Reddito di cittadinanza.  Ma a parte regalare una somma minima, nel caso di Salvatore circa 500 euro al mese, considerata anche la sua impossibilità a chiudere un qualsivoglia contratto di affitto poiché carente di contratto di lavoro, ad oggi non ha quasi mai risolto il vero dramma che coinvolge gli stessi numeri che ne usufruiscono: il bisogno di un lavoro stabile! Una sorta di agonia che non fa che peggiorare la dignità umana dei cittadini italiani che, più che 4 soldi al mese, anelano il lavoro, come dichiarato dalla nostra Costituzione tra i diritti inalienabili. Qui di seguito la lettera pervenuta alla nostra redazione da parte di Salvatore C., con la richiesta, nella zona di pertinenza in cui alloggia ( Prato), di solidarietà ed aiuto per un lavoro certo. Quello che avrebbe dovuto fare lo Stato con il reddito di cittadinanza!

 


Cara Anna Maria,

ci siamo incontrati il 31 dicembre dell’ormai scorso anno, in occasione della cena per il Capodanno offerta presso la Mensa Caritas “Don Siro Butelli” di Pistoia. Mi permetto di darti del “tu”, ma solo questa volta, per rendere questa mail ancora più sincera, come se la scrivessi a una persona amica.

Ero seduto ad un tavolo distante, e non ho avuto modo di conversare con te al fine di conoscerti e comprendenti meglio umanamente. Tuttavia mi ha colpito positivamente il fatto che invitavi tutti a darti del “tu” e a chiamarti Anna Maria, ed è anche per questo che adopero questo registro. Ti ringrazio di avermi fornito il tuo biglietto da visita con i tuoi recapiti.

Mi trovo da lungo tempo in una dimensione di esclusione sociale, mi è capitato, mi sta capitando di usufruire di luoghi di accoglienza. Non sono affetto da alcuna forma di dipendenza, non ho vizi.

I miei familiari, presso cui sono stato fino a circa sei mesi fa, hanno delle difficoltà abitative a loro volta.

Nel mio ambiente di origine ho incontrato delle difficoltà ad inserirmi soddisfacentemente nel tessuto sociale, e con un lavoro, anche perché avevo interrotto gli studi poco prima del Diploma. Ho tuttavia ripreso gli studi a settembre 2018 ottenendo il Diploma di Tecnico Afm (fino ad alcuni anni fa: Ragioneria) a luglio di quest’ anno con 86/100. 

Sono ritornato in Toscana, Regione che frequento da anni, per migliorare e potermi inserire in questa Società difficile, sperando che quanto prima possa trovare la mia strada. Ho ottenuto una Residenza come senza-fissa dimora in Via Della Casa Comunale 941 a Prato, anche grazie alla sensibilità e volontà di attenzione nei miei confronti del dott. Simone Faggi, attualmente capo di Gabinetto dell’Ufficio del Sindaco di Prato. Ho da poco iniziato un percorso con i Servizi Sociali di Prato.

Non mi dilungo oltre, lascio in allegato fogli di presentazione di persone che mi hanno conosciuto. Ho altri fogli di referenze/presentazione che gradiro’ mostrarti personalmente. Ti chiedo un appuntamento quanto prima possibile. Spero tu prenda in considerazione la mia situazione, e secondo quello che è in tuo potere, ti chiedo un aiuto per inserirmi socialmente e con un lavoro: attualmente percepisco il Redddito di cittadinanza che mi sostiene in parte, ma non mi permette di avere una condizione abitativa soddisfacente. È presente la mia scheda conoscitiva presso l’Albergo Popolare di Pistoia dove ho alloggiato. 

Grazie anticipatamente per quanto vorrai e potrai fare per me! Buon Anno 2020 di vero cuore!!


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