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Il mercato globale non è nuovo e non sparirà – The global market is not new and will not disappear

By 2 Luglio 2020 No Comments

di emigrazione e di matrimoni

Il mercato globale non è nuovo e non sparirà

Guardiamo un pò la storia di questo mercato globale senza il quale la nostra vita moderna sarebbe molto più povera, in tutti i sensi

In questo periodo di crisi causata da covid19 molti si lamentano della presenza del mercato globale, perché sicuramente la diffusione del coronavirus è stata accelerata da turisti e soprattutto uomini d’affari tra la Cina e il resto del mondo.

Però, questa è una lettura banale della globalizzazione perché il mercato internazionale non è nuovo, risale a prima della nascita di Cristo ed è un aspetto di vita che non cambierà nel futuro. Semmai la tecnologia moderna ha peggiorato la situazione con i voli internazionali, ma una lettura veloce di pandemie del passato ci racconta altri periodi colpiti da navi cariche che non contenevano solo i prodotti destinati per i mercati di tutto il mondo.


Allora guardiamo un pò la storia di questo mercato globale senza il quale la nostra vita moderna sarebbe molto più povera, in tutti i sensi. Come prova, basta citare solo una cifra sorprendente, il mercato più importante della Ferrari è proprio in Cina, il paese con cui abbiamo rapporti commerciale da oltre due millenni.

Il piatto prediletto

Di tanto in tanto qualcuno fa il discorso sulle origini vere degli spaghetti. Grazie a Marco Polo, c’è chi dice siano cinesi e chi dice siano italiani. È uno di quei temi vicini ai nostri cuori, ma nasconde una verità che pochi conoscono per bene, e la verità è che molte delle nostre tradizioni culinarie hanno origini straniere molto antiche.

Nel 2004 ricercatori dell’Università di Cincinnati hanno annunciato una scoperta sorprendente a Pompei, che ha messo in ombra quel dibattito sul nostro piatto nazionale. Le analisi dei prodotti all’interno di una macelleria dell’epoca romana hanno trovato tracce di carne di giraffa e, ancora più inatteso, di spezie esotiche provenienti dall’Indonesia.

Molti storici ritengono che gli scontri continui tra i Romani e i Parti avessero origine negli scambi commerciali lungo la via della seta. Infatti, sappiamo da tempo che i Romani avevano la seta, un prodotto esclusivamente cinese all’epoca, ma le spezie indonesiane dimostrano chiaramente che la rete commerciale del periodo antico era molto più estesa della semplice Cina, che allora non era ancora un impero.

 Molti di noi pensano a un mondo antico limitato geograficamente, ma dimenticano che Alessandro Magno andò in India e nell’Anabasi di Senofonte c’è il racconto di soldati greci persi nell’impero persiano nel quarto secolo avanti Cristo. Già da questi due fatti avremmo dovuto capire che gli scambi commerciali e intellettuali tra continenti risale a periodi molto più antichi di quel che pensiamo.

Crociate

 La Storia dimostra che i nostri periodi importanti spesso coincidono con i nuovi incontri tra civiltà, e sempre con conseguenze fondamentali per entrambe. Studiamo il periodo delle Crociate per conoscere le avventure e sventure dei crociati cristiani e magari i gesti cavallereschi di Saladino, ma non notiamo che quel periodo ebbe effetti profondi sull’economia e la Cultura di quel che molti considerano il Vecchio Continente.

 Sarebbe facile parlare dell’introduzione di prodotti nuovi per l’alimentazione europea. Iniziamo dallo zucchero che prende il nome dalla parola araba súkkar, come anche le albicocche e altri frutti, alle nuove spezie e metodologie culinarie sconosciute in quelle zone dell’Europa che non avevano avuto un’occupazione araba, come la Sicilia e la Penisola Iberica.

Però, per quanto amiamo la cucina, gli effetti più importanti di questo periodo sono stati nei vari campi culturali e scientifici.

Non solo cibo

 Chiunque abbia studiato il Rinascimento italiano sa che una delle ispirazioni dell’Arte nuova era la scoperta di vecchie opere d’epoca antica, sia romana che greca. Il rispetto degli arabi per questi grandi scrittori era più grande di quello degli stessi europei che li avevano disprezzati e cercato di annullare, come rappresentanti pagani di un passato incompatibile con i dettami del cristianesimo. Se ora sappiamo molto del nostro passato classico è proprio grazie a queste scoperte inattese dei crociati.

 L’altro campo fondamentale che beneficiò delle scoperte nel regno franco mediorientale era ovviamente quello scientifico. Una prova interessante si trova nel processo dei Templari dove uno dei capi d’accusa verso i cavalieri era per i loro rapporti amichevoli con gli arabi. Infatti, tra questi rapporti c’erano quelli con medici arabi per il semplice fatto che i dottori mediorientali avevano i mezzi e la consapevolezza di trattare e guarire ferite e malattie che per i medici europei erano ancora fatali.

 Chissà quanti di quelli che dicono che gli arabi hanno dato pochi contributi alla nostra cultura e scienza sanno che i numeri che utilizziamo oggigiorno ci arrivarono tramite gli arabi, e che furono introdotti in Europa dal matematico italiano Leonardo Fibonacci a cavallo del ‘200 e il ‘300 d.C.. L’introduzione di questi numeri, come anche l’algebra, un’altra parola araba, insieme ad altri concetti importanti, hanno dato un contributo essenziale allo sviluppo delle scienze matematiche che hanno creato il nostro mondo moderno.

 Le nostre industrie moderne della porcellana non hanno origine in Europa, bensì in Cina dove per secoli le famiglie aristocratiche europee commissionavano i loro servizi di piatti e tazze. Nel corso del sedicesimo e diciassettesimo secolo milioni di pezzi di porcellana venivano importati ogni anno dalla Cina, a un costo enorme per il Vecchio Continente. Tanti erano i soldi spesi per questi acquisti che in Olanda, Inghilterra, Italia ed altri paesi europei, imprenditori locali iniziarono a produrre i servizi e i prodotti che ora conosciamo come parte del nostro patrimonio artistico. Un patrimonio che sarebbe stato impossibile senza questo commercio antico.

Quando ci si lamenta dei cinesi e degli altri paesi asiatici che ora copiano i nostri prodotti, ricordiamoci che siamo stati proprio noi europei i primi a copiare i loro prodotti e non solo la ceramica, ma anche la seta che abbiamo importato in Europa per creare una nuova industria importante per noi.

Americhe e colonie

 Naturalmente un altro periodo importantissimo per l’introduzione di prodotti dall’estero fu quello che seguì la scoperta delle Americhe. Potrei riempire pagine dei prodotti introdotti dal Nuovo Mondo che cambiarono per sempre la cucina e le industrie europee. Basterebbe chiedere che cucina avremmo senza il mais, la patata e il pomodoro per capire l’impatto enorme dell’antico commercio mondiale sul nostro stile di vita.

L’introduzione del tabacco e del cioccolato ebbe un effetto enorme prima nello stile di vita degli aristocratici e dei ricchissimi per poi scendere nei vari strati della società europea fino anche ai più poveri. Un caso divenne tragico, la patata era considerata il nuovo cibo per i poveri e in Irlanda ci volle poco tempo perché diventasse la base della loro alimentazione e poi, tra il 1850 e il 1852 per via di una malattia che colpì la coltivazione di questo tubero, diventò la causa di una grave carestia che colpì l’isola. Una percentuale enorme della popolazione morì di fame o fu costretta a emigrare nelle Americhe.

Senza dimenticare l’oro, l’argento e i gioielli che resero ricchissimi i potenti fino al petrolio e i minerali che aiutarono loro ad ingrandire le loro industrie al punto che le ex potenze coloniali sono ancora tra i paesi più ricchi del mondo.

 Infine il colonialismo fece un ulteriore passo con l’introduzione di altri prodotti dalle colonie. Per dare un esempio divertente, il famoso Worcestershire Sauce considerato icona della moderna cucina inglese, e ora utilizzato spesso anche in Italia, fu il risultato di un tentativo fallito di copiare la ricetta di una salsa originariamente prodotta in India.

 Ogni volta che andiamo al supermercato vediamo sempre prodotti nuovi, spesso il risultato dei cambiamenti della demografia italiana a causa dei nuovi immigrati. Però, dovremmo ricordarci e capire che nuovi prodotti e cambiamenti non sono una novità, succedono da millenni e hanno sempre fatto parte della nostra Storia e tradizione sin da prima della nascita dell’Impero Romano.

Allora, se ci viene mai in mente di dire “fermiamo la globalizzazione”, dobbiamo solo ricordare che all’epoca romana Plinio il Vecchio si lamentava di quanto oro romano finiva nelle casse dei regni indiani. I suoi concittadini non gli diedero retta e nemmeno noi dobbiamo farlo.

La nostra Cultura è ricchissima grazie a questi prodotti e concetti introdotti dall’estero nel passato, continuare ad essere aperti a idee nuove non fa altro che rendere il nostro futuro ancora più ricco.

 

di emigrazione e di matrimoni

The global market is not new and will not disappear

Let us take a look at a little of the history of this global market without which our modern would be much poorer, in every sense

During this period of crisis caused by covid19 many people complain about the global market because the spread of the coronavirus was surely accelerated by tourists and especially businessmen and women between China and the rest of the world.

However, this is a trivial reading of globalization because the worldwide market is not new, it goes back to before the birth of Christ and is an aspect of life that will not change in the future. In anything, modern technology worsened the situation with fast international flights but a quick reading of past pandemics would show other periods hit by cargo from ships that did not contain only the products destined for markets around the world.

So, let us take a look at a little of the history of this global market without which our modern would be much poorer, in every sense. As proof, we only have to quote a surprising figure, Ferrari’s most important market is in China, a country with which we have had commercial relations for more than two thousand years.

The favourite dish

Every so often someone starts a discussion about the true origins of spaghetti. Thanks to Marco Polo some say they were Chinese and others says they were Italian. This is a matter close to our hearts but it hides a truth that few know well and the truth is that many of our culinary traditions have very ancient foreign origins.

In 2004 researchers from Cincinnati University announced a surprising discovery in Pompeii that overshadowed that debate about our national dish. The analysis of the contents of a butcher shop from Roman times found traces of giraffe meat and, even more unexpected, of exotic spices originating from Indonesia.

Many historians retain that the continuous clashes between the Romans and the Parthians had their origins in the commercial exchanges along the Silk Road. In fact, we have known for some time that the Romans had silk, a product that was exclusively Chinese at the time, but the Indonesian spices clearly showed that the commercial network in ancient times was much wider than simply China that at the time was not yet an empire.

 Many of us think of the ancient world as limited geographically but we forget that Alexander the Great went to India and that in the “Anabasis” Xenophon told the story of Greek soldiers lost in the Persian Empire in the fourth century before Christ. Just these two facts should have made us understand that the commercial and intellectual exchanges between continents go back to much more ancient periods than what we think.

Crusades

History shows us that our most important periods coincide with new encounters between civilizations and always with major consequences for both these ancient powers. We study the period of the Crusades to know the adventures and misadventures of the Christian Crusaders and maybe the acts of chivalry by Saladin but we do not notice that that period had deep effects on the economy and the Culture of what many consider the Old Continent.

 It would be easy to talk about the products that were new to European cuisine. Let us start with sugar that talks its name from the Arab word sùkkar, as well as apricots and other fruits, new spices and methods of cooking that were unknown in those parts of Europe that had not had Arab occupation such as Sicily and the Iberian Peninsula.

However, as much as we love cooking, the most important effects of this period were in the various fields of Culture and science.

Not only food

Whoever has studied Italy’s Renaissance knows that one of the inspirations for the new Art was the discovery of ancient works, both Roman and Greek. The respect of the Arabs for these great writers was greater than that of the Europeans themselves who despised them and tried to cancel them as pagan representatives of a past that was incompatible with the dictates of Christianity. If we now know much about our classical past it is precisely because of these unexpected discoveries during the Crusades.

 The other field that benefitted from the discoveries of the Christian kingdom in the Middle East was obviously science. One interesting proof is found in the trial of the Knights Templar in which one of the major accusations against the knights was their friendly relations with the Arabs. In fact, some of these relations were with Arab doctors for the simple fact that the doctors of the Middle East had the means and the knowledge to treat and heal wounds and diseases that were still fatal for European doctors.

 Who knows how many of those who say that the Arabs have given few contributions to our Culture and science know that the numbers we use today came to us through the Arabs and that they were introduced into Europe by the Italian mathematician Leonardo Fibonacci between the 12th and the 13th century? The introduction of these numbers, as well as algebra, another Arab word, together with other major concepts, gave an enormous contribution to the development of the mathematical sciences that created our modern world.

Our modern porcelain industries did not originate in Europe but in China where for centuries Europe’s aristocratic families commissioned their services of porcelain plates and cups. During the 16th and the 17th centuries millions of pieces were imported every year from China. So much money was spent for these purchases that in Holland, England, Italy and other European countries entrepreneurs began to produce the services and products that we now know as part of our artistic heritage. A heritage that would have been impossible without this ancient trade.

When we complain about the Chinese and other Asian countries that now copy our products let us remember we were the first to copy their products and not only ceramics but also silk that we used to imported into Europe to create a new industry that is important for us.

The Americas and the colonies

 Naturally another period that was very important for the introduction of foreign products was the one that followed the discovery of the Americas. I could fill pages with the products introduced from the New World that once again changed forever Europe’s cuisine and industries. We would only have to ask what cuisine would we have without corn, potatoes and tomatoes to understand the huge impact of ancient global trade to our lifestyle.

 The introduction of tobacco and chocolate has a huge impact, first on the lifestyle of the aristocrats and the very rich to then descend down the various layers of European society even down to the poorest. One case became a tragedy. The potato was considered the new food for the poor, in Ireland it took little time for the potato to become the staple for their diet and then between 1850 and 1852, due to a blight that struck the cultivation of the tuber, it became the cause of a serious famine that struck the island. A huge percentage of the population died from hunger or was forced to migrate to the Americas.

Without forgetting the gold, silver and jewels that made the powerful in Europe very rich, up to the oil and the minerals that helped them to expand their industries to the pint that the former colonial powers are still some of the world’s richest countries.

Finally, colonialism took another step with the introduction of other products from the colonies. To give an enjoyable example, the famous Worcestershire Sauce which is considered an icon of modern English cuisine, and is now used often in Italy. was the result of a failed attempt to copy a sauce that had its origins in India, a former British colony.

 Every time we go to the supermarket we see new products, often the result of changes in Italy’s demography due to the new migrants. However, we should remember and understand that new products and changes are not new to the country, they have been occurring for thousands of years old and have always played a role in our history and tradition even before the birth of the Roman Empire.

So, if we ever think of saying “Let’s stop globalization”, we only have to remember that in Roman times Pliny the Elder complained about how much Roman gold ended up in the coffers of the Indian kingdoms. His fellow citizens did not heed him and neither should we.

Our Culture is extremely rich thanks to these products and concepts introduced in the past from overseas, continuing to be open to new ideas only makes our future even richer.


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