Italia

Il Governo: che Dio benedica l’alta marea!

By 19 Novembre 2019 No Comments

Il ponte dei sospiri, comunque, non perdonerà!

di Giuseppe Cossari e Paolo Buralli Manfredi – Dna Melbourne

Non tutti conoscono la vera storia del “Ponte dei Sospiri”; oggi ci raccontano che si tratta del ponte degli innamorati, ma in realtà si narra che quei sospiri erano gli ultimi sospiri prima della morte. Sì perché, sotto quel ponte vi erano delle galere dove i condannati a morte erano incarcerati e proprio grazie all’alta marea che a Venezia è una routine, quei carcerati aggrappandosi alle sbarre delle loro celle cercavano l’ultimo respiro prima di essere totalmente sommersi dalle acque del mare che, inevitabilmente li faceva annegare!

Questo Governo in questi quindici giorni ha ‘benedetto’ l’alta marea che ha dato modo allo stesso di distrarre la gran parte della popolazione dalla manovra finanziaria che conta una miriade di tasse, dall’ex ILVA, dall’inflazione, dalla disoccupazione, insomma, da tutti quei problemi reali che la gente sente bruciare sulla propria pelle ogni santo giorno della propria vita.


Quel bellissimo Paese chiamato Italia, che tutti ci invidiano, ma che i nostri politici e governanti opportunisti e privi d’ogni senso di unità nazionale, aiutati da un Europa meschina ed incapace anch’essa d’essere unita, stanno portando alla totale distruzione!

Ovviamente parliamo di tutti quei trattati vincolanti che ormai hanno legato le mani ad ogni Paese dell’Unione e che non permettono di fare i giusti investimenti per mettere in sicurezza una Nazione, l’Italia, che ormai conta migliaia di situazioni a rischio catastrofe idrologica, scuole che cadono a pezzi sopra le teste di studenti e professori, boschi lasciati al loro destino, strade prive d’ogni manutenzione, ponti che sono crollati e che crolleranno se non si faranno dei seri controlli e delle azioni di ripristino.

Potremmo andare avanti per giorni a raccontare il totale declino di un paese che possiede più del 75% dei beni culturali ed artistici di tutto il mondo, che è stato l’Impero Romano che ha conquistato tutta Europa e parte dell’Asia, che ha vissuto il Rinascimento che ha dato i natali a personaggi come Leonardo Da Vinci, Michelangelo Buonarroti , Lorenzo il Magnifico, Cristoforo Colombo e anche qui potremmo andare avanti per pagine e pagine ad elencare tutte le nostre eccellenze!

Purtroppo però, oggi assistiamo inermi al totale disastro di una classe politica che da più di vent’anni continua imperterrita a scontrarsi per interessi personali, fregandosene dei propri cittadini e del proprio Paese!

E come menzioniamo nel titolo, il Governo ringrazia Dio per la grande marea che le ha dato la possibilità di sviare dai problemi veri ed irrisolti del Paese per parlare di Venezia, che altro non è che il semplice risultato del normale corso della natura che l’uomo, per mostrare la sua grandezza, sfidò costruendo una città sull’acqua, e che adesso però, la Natura pian piano si riprenderà!

Chiudiamo ricordando a questo Governo che la marea, che ha benedetto, non durerà per sempre e come i condannati, sotto il “Ponte dei Sospiri”la prossima marea, quella della volontà popolare, farà tirare l’ultimo respiro a questo esecutivo che ormai ha dimostrato tutta la sua incapacità e la sua totale inadeguatezza politica!

 E da ultimo va ricordato che in Europa non esiste solo Venezia con il suo livello sotto il mare. In effetti l’Olanda, già dal 2007, ha realizzato un piano anti inondazione costituito da 13 opere idrauliche diverse: tre chiuse, quattro barriere anti-mareggiata e sei dighe. L’opera più complessa è la diga della Schelda Orientale (Oosterscheldekering), con uno sbarramento di nove chilometri che protegge Amsterdam. Il progetto costò 2,5 miliardi di euro, due terzi del costo dell’intero piano. L’altra opera fondamentale è la diga di sbarramento antitempesta di Rotterdam (Maeslantkering), completata nel 1997. La maxi-diga che protegge dalle tempeste il porto olandese di Rotterdam è stata azionata per la prima volta a novembre 2007 per evitare un’inondazione in previsione dell’arrivo della tempesta del mare del Nord. A dimostrazione che voler fare bene corrisponde al ben fare. Alla faccia dei 7 miliardi spesi per un Mose mai attivato!

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