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Ambiente & Turismo

Il filo invisibile di Tuscolo: dove la terra vulcanica incontra il Mediterraneo

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Radici linguistiche, scambi commerciali e sapori condivisi sfidano i millenni per regalarci un bagaglio culturale che  ha trovato soddisfazione durante la visita guidata speciale all’interno del Parco Archeologico Culturale di Tuscolo, un appuntamento inserito nel ricco calendario de “Gli itinerari del Museumgrandtour”.

 di Alessio Zedda

Tuscolo è l’approdo storico delle tribù che diedero origine alla Civiltà Occidentale, sono state loro ad ordire la trama del tenace, seppure invisibile, filo che lega Tusculum al Mediterraneo e al Medio Oriente. Radici linguistiche, scambi commerciali e sapori condivisi sfidano i millenni per regalarci un bagaglio culturale che  ha trovato soddisfazione durante la visita guidata speciale all’interno del Parco Archeologico Culturale di Tuscolo, un appuntamento inserito nel ricco calendario de “Gli itinerari del Museumgrandtour”.

L’iniziativa, promossa e gestita dalla XI Comunità Montana – Castelli Romani e Prenestini (ente proprietario dello splendido Parco), è stata magistralmente condotta sul campo da Iperico Servizi per la Cultura, offrendo ai visitatori una chiave di lettura profonda e inedita dell’antica città romana. La chiave di lettura offerta dall’evento ha accompagnato il gruppo di visitatori lungo un percorso costruito su tre pilastri: olio d’oliva, vino e grano. Una triade economica, ma anche culturale, che ha fatto la fortuna di un’intera organizzazione sociale.

L’olio d’oliva è stato il grande protagonista della visita, un viaggio a ritroso vissuto passeggiando sul basolato che collega l’Anfiteatro alle Terme per poi immergersi nella suggestiva atmosfera del Teatro Romano, un foro cittadino molto esteso, testimone di una città viva e importante, al crocevia delle tre principali arterie del sistema viario antico: Labicana, Appia e Latina (l’attuale Anagnina).

La straordinaria rete di commercializzazione che partiva da queste colline vulcaniche per raggiungere i mercati dell’Urbe e del resto dell’Impero, ha trasformato l’oro verde tuscolano in un simbolo di status e benessere. Oltre i confini del Lazio antico, Tusculum è il crocevia dei legami storici con le origini indoeuropee (e nello specifico caucasiche) che collegano la nostra lingua moderna e il latino arcaico a migrazioni e contatti culturali preistorici. Un sigillo filologico che ha fatto da apripista alla complessa organizzazione sociale dell’antica città romana.

La narrazione ha preso vita, mostrando come la stratificazione sociale, i diritti di cittadinanza e le dinamiche di potere della comunità tuscolana fossero strettamente interconnessi con il controllo delle risorse agricole e delle grandi vie di comunicazione. La chiusura sulle gradinate marmoree del Teatro Romano con una degustazione dell’olio d’oliva attualmente prodotto sulle colline che circondano il sito archeologico ha impreziosito la scoperta di un territorio che vuole farsi raccontare, confermando l’importanza di una sinergia vincente tra istituzioni lungimiranti e professionisti della cultura.

Grazie alla Comunità Montana – Castelli Romani e Prenestini e alla competenza scientifica di Iperico – Servizi per la Cultura, il Parco Archeologico Culturale di Tuscolo si conferma come un’area archeologica di immenso pregio, ma anche come un laboratorio vivo di memoria e divulgazione. I “viaggiatori” del Museumgrandtour sono tornati a casa con la consapevolezza che ogni pietra di Tuscolo, ogni ulivo secolare che affonda le radici nella terra vulcanica, ha ancora storie immense da raccontare a chi sa metterci in ascolto.

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