I 28 Stati membri aboliscono i pesticidi che uccidono le api

Anche la petizione di Avaaz ha consentito il divieto totale dei pesticidi ammazza-api, un impegno che dura da sette anni ed ha raccolto oltre 5milioni di firme e prodotto documentazione scientifica ed azioni di protesta pacifica come il flashmob di Bruxelles

di Tiziana Primozich


La Commissione Europea ha raccolto qualche giorno fa il parere favorevole dei 28 Stati Membri sulla messa al bando dei pericolosi pesticidi neonicotinoidi perché nocivi per le api. L’impiego dei principi attivi (imidacloprid, clothianidin e thiamethoxam), che è molto diffuso in agricoltura, sarà consentito solo in serra. E’ questa la notizia che il team di Avaaz sta facendo circolare sul web dopo sette anni di lotta di una delle comunità in difesa dei diritti umani più presente nel mondo virtuale.

“Questa vittoria è ENORME.” – si legge sulla piattaforma Avaaz –  “Non solo è un punto di svolta globale per salvare le api — mette al bando alcuni dei più comuni insetticidi al mondo, spingendo il settore agroalimentare a sviluppare nuovi modelli di agricoltura, non basati su sostanze tossiche! In questa lotta abbiamo affrontato le più grandi multinazionali al mondo, usando tutti gli strumenti a nostra disposizione – da una petizione da 5 milioni di firme, a un finanziamento dal basso per nuove ricerche scientifiche, fino ad inseguire i ministri mentre si imbarcavano in aeroporto”.


Per contrastare le decine di studi finanziati dalle multinazionali dell’agrochimico, quasi 150mila avaaziani in tutto il mondo hanno donato più di 2 milioni e mezzo  di euro per la ricerca e le campagne per le api. Sono stati finanziati studi scientifici indipendenti e fondamentali condotti dai maggiori esperti, facendoli arrivare ai decisori chiave prima del voto. Infine l’EFSA, il comitato scientifico ufficiale dell’UE, ha dichiarato pubblicamente il suo sostegno al divieto.
Il culmine della campagna, condotta in modo capillare utilizzando anche Facebook e Twitter in Germania, Svezia, Francia, Italia, Regno Unito, Irlanda, Lussemburgo, Austria, Slovenia, Spagna, Grecia, Polonia, Paesi Bassi,  si  è svolto in Belgio con un flashmob il 27 aprile davanti le sedi di Commissione e Consiglio Ue a Bruxelles, dove insieme a centinaia di persone campeggiava un’ape gigantesca per chiedere un piano di salvaguardia per le api a rischio estinzione. Tra i sostenitori della lotta della community Avaaz anche PAN, Greenpeace, Friends of the Earth e SumOfUs, insieme ad agricoltori, ricercatori e politici.

“Ma ora non possiamo adagiarci sugli allori: ora dobbiamo portare questa vittoria negli Stati Uniti e in Canada, dove quest’anno saranno proposti divieti simili.” – sostiene con forza Avaaz –  “E anche qui in Europa dobbiamo rimanere allerta: Bayer e Syngenta hanno una pericolosa battaglia legale in corso alla Corte di Giustizia Europea! Dobbiamo continuare a lottare in tutto il mondo se vogliamo proteggere la terra dalla desertificazione e la preziosa biodiversità del pianeta dal collasso”.
Anche la Coldiretti, evidenziando la necessità che controlli e norme si estendano anche a prodotti stranieri importati in Europa,   si unisce fattivamente  alla salvaguardia dell’esistenza delle api, ricordando che Albert Einstein sosteneva che: “Se l’ape scomparisse dalla faccia della terra, all’uomo non resterebbero che quattro anni di vita”.

Lascia un commento