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Guerra in Medio Oriente, boom di richieste per i bunker: parla il costruttore di rifugi antiatomici Ron Hubbard

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Da quando il conflitto si è intensificato, le richieste di rifugi sotterranei sono aumentate in modo vertiginoso, sia da parte di clienti americani sia dall’estero.

di Francesca Fontana

A quasi due settimane dall’inizio della nuova escalation militare in Medio Oriente, c’è un settore che sta vivendo un vero e proprio boom: quello dei bunker antiatomici. Il telefono di Ron Hubbard, presidente della società texana Atlas Survival Shelters, continua a squillare senza sosta. Da quando il conflitto si è intensificato, le richieste di rifugi sotterranei sono aumentate in modo vertiginoso, sia da parte di clienti americani sia dall’estero.

La paura è quella che accompagna ogni grande crisi internazionale: l’idea che, nel giro di poco tempo, la situazione possa precipitare. Raid aerei, possibili ricadute nucleari o scenari di guerra più ampi spingono sempre più persone a prepararsi al peggio. E così cresce la domanda di strutture progettate per resistere a esplosioni, radiazioni e lunghi periodi di isolamento sottoterra.

Secondo Hubbard, l’incremento più evidente delle richieste arriva dai Paesi del Golfo. Dopo gli attacchi condotti dagli Stati Uniti e da Israele contro obiettivi in Iran e la risposta di Teheran con lanci di missili in diverse aree della regione, molti clienti di Bahrein, Qatar, Kuwait ed Emirati Arabi Uniti hanno iniziato a informarsi sui sistemi di protezione sotterranei.

È stato registrato un forte aumento della domanda proprio dopo l’inizio della guerra con l’Iran e molti contatti stanno arrivando dai Paesi del Golfo.

“Ironicamente – afferma Hubbard – abbiamo aperto i nostri uffici a Dubai il 26 febbraio, 48 ore prima dell’inizio della guerra. Quindi il nostro tempismo è stato perfetto”.

I bunker prodotti dall’azienda coprono una vasta fascia di prezzi e soluzioni. Il modello più semplice è pensato per essere installato in giardino: un rifugio sotterraneo in grado di ospitare fino a quattro persone per circa una settimana, offrendo protezione dalle onde d’urto delle esplosioni e dalle radiazioni. Il costo di partenza è intorno ai cinquemila dollari.

Ma per chi può permetterselo esistono soluzioni molto più sofisticate. Alcuni bunker sono progettati per garantire la sopravvivenza per periodi molto lunghi, anche per anni. In questi casi il prezzo può salire fino a diversi milioni di dollari, a seconda delle scorte di cibo, dei sistemi energetici, delle riserve d’acqua e delle tecnologie installate.

La crescente tensione internazionale sta alimentando preoccupazioni anche negli Stati Uniti. Con i missili iraniani che hanno colpito obiettivi americani in Medio Oriente e con il clima di instabilità che si riflette anche sul fronte interno, sempre più cittadini cercano informazioni su come proteggersi. Hubbard racconta che, in una recente mattina, un cliente della Florida lo ha contattato per chiedere un rifugio capace di ospitare dieci persone.

L’identità della maggior parte degli acquirenti resta riservata. L’azienda mantiene infatti un rigoroso accordo di confidenzialità con molti clienti. Tuttavia alcuni nomi sono diventati pubblici nel tempo. Tra coloro che hanno ammesso di aver acquistato un bunker figurano il controverso influencer Andrew Tate e lo YouTuber e filantropo MrBeast.

Hubbard ricorda anche altre collaborazioni con personaggi molto noti. Nel 2021, ad esempio, ha partecipato a un programma televisivo insieme all’imprenditrice Kim Kardashian, durante il quale è stato realizzato un bunker per la sua proprietà in California. Con molte figure di primo piano – spiega – “sono vincolato da un obbligo di riservatezza (…), ma posso parlare di quelli che sono stati resi pubblici, (…) ad esempio il famoso bunker di Mark Zuckerberg”.

All’interno, questi rifugi possono assomigliare a veri e propri appartamenti sotterranei. A seconda del budget disponibile, gli spazi includono soggiorno con televisione, camera da letto, cucina attrezzata, lavanderia e bagno. In alcune versioni sono previsti anche ambienti destinati allo stoccaggio delle armi.

Strutture pensate non solo per resistere alle emergenze, ma per rendere la permanenza sottoterra il più possibile simile alla vita quotidiana. In un mondo segnato da conflitti e tensioni geopolitiche crescenti, la sicurezza, per molti, sembra ormai passare anche da qui: qualche metro sotto terra.

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