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Giorno del Ricordo: 80 anni dopo gli eccidi nelle foibe, una ferita mai rimarginata

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Numerose le iniziative messe in atto già dai primi di febbraio, che culmineranno domani 10 febbraio, per ricordare gli eccidi degli italiani giuliano dalmati nelle foibe e l’esodo che vide oltre 350mila nostri concittadini costretti ad abbandonare la propria terra al termine del secondo conflitto mondiale.

Il primo febbraio su invito di Marino Micich direttore dell’Archivio Museo Storico di Fiume, il candidato alla Presidenza della Regione Lazio, Francesco Rocca ha fatto tappa presso il Quartiere Giuliano Dalmata con accurata visita del Museo Storico di via Antonio Cippico 10 e dei luoghi-simbolo della tragedia che ha colpito i nostri connazionali del Confine Orientale durante la seconda guerra mondiale, con il conseguente esodo che ha coinvolto il territorio laziale nel quale sono riparati circa 16.000 giuliano-dalmati dopo il 1945. Durante l’incontro sono intervenute le Associazioni presenti sul territorio romano e laziale e gli abitanti del quartiere, oltre ad alcuni figli e nipoti di esuli. Al termine della visita il candidato Rocca ha posto una corona di fiori sul monumento dedicato di via Laurentina.

Marino Micich ha colto l’occasione per ricordare a Francesco Rocca l’importanza di rendere il quartiere giuliano dalmata “un museo diffuso” per poter accogliere persone che siano interessate alla storia dell’esodo, come i 1.500 studenti che l’archivio accoglie ogni anno. Una storia che è venuta a galla con fatica nel corso degli anni e che solo nel 2004 ha raggiunto il riconoscimento del 10 febbraio come giornata dedicata al ricordo di quei tragici fatti storici che videro più di 350mila italiani costretti all’esodo, per non cadere nelle mani dei comunisti titini che al termine della guerra, una volta che Fiume, Istria e Dalmazia furono consegnate al dittatore Jugoslavo, attuarono una vera persecuzione degli italiani, con eccidi di massa nelle foibe di quei territori, profonde aperture delle alture carsiche, all’interno delle quali civili, donne e bambini furono gettati ancora vivi.

Una crudeltà indicibile che culminò con episodi come il sacrificio di Norma Cossetto che pagò con la tortura e con la morte la sua italianità e la cui storia andrà in onda su Rai3 questa sera alle 21.20 con il film “Rosso Istria” per la regia di Maximiliano Hernando Bruno, con Selene Gandini, Franco Nero e Geraldine Chaplin.

Il 10 febbraio sempre su Rai3 alle 21.20 il docufilm “Io ricordo – La terra dei miei padri” ideato e diretto dal regista Michelangelo Gratton e prodotto da Clelia Iemma e Beatrice Palladini Iemma per la D4 srl in collaborazione con Rai Documentari, un prodotto dove si intrecciano testimonianze, a cominciare da quella dell’Ammiraglio Romano Sauro, nipote diretto dell’eroe istriano e nazionale Nazario Sauro. “Ad un certo punto della vita accade che i figli ti domandano da dove provieni, quali sono le origini del tuo cognome – spiega il regista Gratton – e così che alle domande di mio figlio ho ritenuto che fosse giunto il momento di ricordare e fare in modo che questo ricordo resti impresso nella memoria di chiunque si domanderà che ne è stato della numerosa popolazione italiana dell’Istria e della Dalmazia. Nasce così ‘Io ricordo – La terra dei miei padri’, un modo per raccontare le radici che ci legano alla terra d’origine e che ci hanno reso italiani per sempre”.

 

Il docufilm ripercorre in una crociera in barca a vela la storia millenaria dei territori dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia, dalle origini romane fino alla tragedia delle foibe e dell’esodo. Un viaggio che fa tappa nelle città di Fiume, Pola, Parenzo, Rovigno e Lussinpiccolo per poi proseguire nei luoghi simbolo del dramma delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata, come il Magazzino 26 di Trieste, il villaggio Santa Domenica, il campo profughi di Padriciano e il villaggio giuliano-dalmata di Roma. La narrazione, arricchita dal contributo di storici come Giordano Bruno Guerri, Gianni Oliva e Marino Micich, si basa sulle testimonianze di molti esuli e delle loro famiglie ma anche su quelle degli italiani che scelsero di non abbandonare le terre dei padri e che oggi continuano a mantenere vive le tradizioni e la cultura italiane delle terre del confine orientale attraverso le attività delle loro Comunità.

Inoltre iniziative territoriali di vario genere grazie ad una risoluzione presentata dal gruppo di Fratelli d’Italia in commissione, primo firmatario il capogruppo Alessandro Amorese, per impegnare il Governo ad incrementare le iniziative nelle scuole e al di fuori per trasmettere e conservare la memoria della storia e della tragedia dei nostri confini orientali con seminari di studio e incontri nelle scuole con la partecipazione di testimoni dell’esodo e appartenenti ad associazioni di esuli istriano-giuliano-dalmati, nonché la diffusione di opere artistiche, cinematografiche, teatrali e letterarie e la creazione ed il sostegno di un ‘Treno del Ricordo’ con una mostra itinerante che attraversi regioni e città sulla scia dei treni che hanno trasportato gli esuli in tutta la penisola.

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