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Attualità

Federica Rizzo (FI) candidata al Comune di Roma: il premio Sciacca rimette al centro il futuro dei giovani 

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Federica Rizzo (FI) candidata al Comune di Roma: il premio Sciacca rimette al centro il futuro dei giovani 

Dobbiamo ripartire dalla progettualità per gli adolescenti ed i giovani a cominciare dalle periferie. Le iniziative come il premio internazionale Giuseppe Sciacca evidenziano le fragilità che possono e devono trasformarsi in opportunità per un futuro costruttivo e pieno di valori morali 

“Spesso si sente dire a commento di un fatto di cronaca commesso da un minore: è nato nel posto sbagliato. Dove per posto sbagliato si intende una qualsiasi periferia di un qualunque posto. Ecco vedere oggi tre ragazzi in carico al Dipartimento Giustizia Minorile del Ministero della Giustizia premiati nell’ambito del prestigioso premio internazionale Giuseppe Sciacca nella sezione “Cultura della Pace e Tutela dei Minori” al fianco ed alla pari con veri angeli di bontà, mi ha fatto bene al cuore, quello di una mamma di due figli che vorrebbe che tutti nascessero nel posto giusto e con eguali possibilità di crescita”. Così Federica Rizzo giovane madre ed imprenditrice del turismo, candidata per passione civile al Comune di Roma nelle liste di Forza Italia, dopo aver assistito al Premio Sciacca che l’11 settembre è stato celebrato in Campidoglio ormai alla sua XIX edizione. 

Il premio, che ha riconosciuto quale Vincitore Assoluto il giovanissimo scienziato Laurent Hans Alexander Simons per aver conseguito con lode, a soli 11 anni, la laurea in fisica presso la Facoltà di Anversa, è indetto dalla Fondazione “Giuseppe Sciacca”, che dal suo esordio persegue finalità di solidarietà sociale con lo scopo di tutelare, valorizzare e salvaguardare minori, anziani diversamente abili ed indigenti di ogni parte del mondo. Per questo altissimo profilo da molti anni la Fondazione in accordo con la Giustizia minorile ha inteso valorizzare coloro che, colpiti da condanne penali, si riaffacciano al mondo grazie ai percorsi rieducativi elaborati dalle dirigenze ministeriali. Una fra tutti la dott.ssa Serenella Pesarin che durante i lunghi anni di lavoro come dirigente generale della Giustizia Minorile, è riuscita a restituire dignità e speranza a molti ragazzi segnati dal dolore e vittime essi stessi di incultura e pregiudizi. 

“Andando in giro per Roma per la campagna elettorale – spiega Federica Rizzo – sto scoprendo realtà che non conoscevo a fondo e mi sono resa conto che c’è uno scollamento strutturale tra la Roma del centro e le periferie romane, tra chi ha troppo e chi al contrario vive con fatica realtà difficili sia per il lavoro che per i supporti alle famiglie quasi inesistenti in troppe zone della Capitale”.  

“Dobbiamo riconoscere che per alcuni non si fa abbastanza – continua la Rizzo – ed il premio cui ho assistito oggi ci racconta in modo eloquente che basta poco per rimettere sulla giusta strada chi ha perso la rotta, o peggio non ha mai avuto un indirizzo da seguire. I giovani in particolare hanno bisogno di essere impegnati quotidianamente in attività che li possano allontanare da un futuro spesso “troppo ovvio”, o peggio dato per scontato”. 

“Nelle periferie romane esistono impianti sportivi abbandonati, piscine in disuso, strutture in stato di semi-abbandono, il degrado regna sovrano. Come presidente di un comparto di sindacato (sport turismo cultura e spettacolo), ritengo che lo sport, insieme ad altre attività, dovrebbe essere una delle risorse essenziali su cui puntare. Fondamentale é incentivare la nascita di centri di aggregazione, impegnare i giovani delle periferie in attività costruttive che li possano aiutare a scoprire le loro attitudini, e a porsi degli obiettivi da perseguire e realizzare, per far sì che non prendano strade sbagliate o per evitare che cadano nella rete delle dipendenze da droghe o altro”. 

“Il Premio Sciacca è sicuramente una delle attività premiali che evidenziano i percorsi di eccellenza verso cui dobbiamo stimolare i nostri ragazzi. A Roma è davvero necessario ripartire dalle periferie e supportare la crescita fisica e morale dei giovani” conclude Federica Rizzo.