Federanziani, appello a Matteo Renzi per un nuovo fondo per non autosufficienza

By 9 giugno 2015Italia

Le persone non autosufficienti superano ormai i 2 milioni di unità. Godono di una indennità di accompagnamento di 508 euro al mese e di interventi sociali largamente insufficienti a coprire i costi dell’assistenza


 

federanzianiRoma, 9 giugno – “Come cittadini italiani seguiamo fiduciosi i tanti sforzi e le iniziative promosse da Governo e Parlamento, finalizzate al risanamento dei conti pubblici, alla stabilizzazione finanziaria, al rilancio economico del Paese. Abbiamo, soprattutto, apprezzato le recenti misure per il rilancio dell’occupazione e di sostegno alle famiglie con basso reddito, come pure il suo impegno personale per l’assistenza ai malati di Sla. Ci auguriamo che a partire da tutto questo prenda corpo in Italia ed in Europa una necessaria, forte e determinata azione che alleggerisca il carico fiscale sulle pensioni, sulle prime case, sui consumi delle famiglie, che rilanci l’occupazione in particolare per i giovani e le fasce deboli del mercato del lavoro, che affronti, altresì, il crescente disagio sociale in un forte e rinnovato sistema di welfare”. E’ questo l’incipit del testo dell’appello inviato al presidente del Consiglio da Senior Italia, federazione della terza età che, con più  di 3,5 milioni di aderenti e oltre 3.500 centri diffusi sul territorio nazionale, si propone lo scopo di tutelare i diritti degli anziani aiutandoli a migliorare la qualità della loro vita. “Secondo l’ più del 23 per cento delle famiglie vive un disagio economico e ben 10 milioni di italiani non arrivano o fanno fatica ad arrivare alla fine del mese” – continua il comunicato diramato dalla Federazione, presieduta da , che puntualmente sottopone all’opinione pubblica e alle autorità preposte le principali problematiche che riguardano il mondo della terza età. – “Tra questi si conta un numero crescente di anziani, in particolare nella fascia di età in cui malattie croniche e degenerative moltiplicano gli stati di dipendenza e di non autosufficienza, nonché le tante famiglie con figli colpiti da gravi forme di disabilità. Le persone non autosufficienti superano ormai i 2 milioni di unità. Godono di una indennità di accompagnamento di 508 euro al mese e di interventi sociali largamente insufficienti a coprire i costi dell’assistenza. La non autosufficienza è ormai tra le prime cause di impoverimento delle nostre famiglie. Questo perché l’Italia non si è dotata di un adeguato fondo per fronteggiare questi pesanti e crescenti bisogni assistenziali. Ad eccezione delle Province di Trento e Bolzano, che hanno adottato misure legislative chiare e garantiscono, sul modello tedesco e dei sistemi di welfare più avanzati in Europa, assegni di cura rapportati alla gravità del bisogno assistenziale con quattro livelli che vanno da 510 a 1800 euro mensili, nelle restanti regioni il complesso di prestazioni e servizi è generalmente inadeguato”. “E non è accettabile che per fondamentali diritti quali un’adeguata assistenza ed una vita dignitosa per le persone non autosufficienti (articolo 38, comma 1 della Costituzione), si continuino a tollerare trattamenti differenziati sulla base della residenza anagrafica. Per tutte queste ragioni chiediamo a Lei, alle forze che sostengono il Governo ed all’intero Parlamento di avviare da subito un processo, anche graduale, che porti all’istituzione di un nuovo Fondo per la Non Autosufficienza che possa garantire in tutto il Paese un sostegno più adeguato alle famiglie che assistono i loro anziani non autosufficienti o i figli gravemente disabili, con indennità rapportate al bisogno assistenziale, fino a 1.800 euro al mese per i casi più gravi. Chiediamo a Lei, soprattutto, misure urgenti e concrete che diano alle famiglie italiane un segno tangibile della volontà del suo Governo di fare uscire il Paese dalla crisi attraverso un percorso virtuoso che porti sviluppo, ma anche giustizia, equità e solidarietà verso i più deboli”. Prioritariamente impegnata nella difesa del diritto alla salute sancito dall’articolo 32 della Costituzione Italiana, ha creato un organismo nazionale preposto a questo scopo specifico, la Corte di Giustizia Popolare per il Diritto alla Salute. Impegnata in un lavoro costante per il miglioramento del Sistema Sanitario, la Corte riunisce medici e pazienti nella prima “società scientifica del popolo” allo scopo di individuare le criticità del Sistema Sanitario e promuovere soluzioni in armonia con la sua sostenibilità. dalle campagne di sensibilizzazione e comunicazione, alle attività di studio e ricerca del in Cifre, fino ai progetti formativi e l’impegno nella solidarietà. Attraverso la realizzazione di ricerche, studi, convegni e il patrocinio di opere divulgative, Oltre a promuovere sul territorio nazionale, attraverso i suoi centri capillarmente diffusi,  attività e momenti di aggregazione.

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