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Egitto, ‘la giornata della collera’: venerdì di sangue nel Paese.

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EgittoSpari sulla folla e manifestanti che si buttano dal ponte: è guerra civile. 

Roma, 16 giugno – Un venerdì di sangue e collera. Centinaia i morti, che neanche la giornata dedicata alla preghiera è riuscita a fermare. In Egitto è guerra civile. Spari sulla folla e manifestanti che si buttano dal ponte: è questa l’immagine di un Paese in piena rivoluzione dove, al momento, niente sembra fermare la rabbia e le proteste di manifestanti pro Morsi e dei ribelli. Dopo gli scontri di Ferragosto, le forze dell’ordine hanno chiuso il ponte ‘6 ottobre’, una delle principali arterie della città. Ma i Fratelli musulmani sono tornati in piazza per quella che è stata definita “la giornata della collera”. La reazione della polizia non si è fatta attendere. I militari hanno sparato sulla folla e il bilancio delle vittime è altissimo.
Secondo l’Allenanza pro Morsi, 80 manifestanti appartenenti ai Fratelli musulmani sarebbero stati uccisi Al Cairo, in piazza Ramses. Mentre sul web fanno il giro le immagini delle fosse comuni e dei cadaveri trovati negli accampamenti dei sostenitori pro-Morsi nella Capitale, così come le prove delle torture attribuite ai Fratelli musulmani.
Un Paese ad altissima tensione, dunque, in cui la Farnesina sconsiglia ogni viaggio. La dimensione della situazione di caos e panico che si vive Al Cairo e non solo, è stata documentata dall’inviata di Mediaset, Gabriella Simoni, che ha ripreso le immagini di alcuni dimostranti, assediati dalla polizia che ha aperto il fuoco su un ponte nella zona di Ramses, che si sono lanciati nel vuoto. Ma le vittime si contano anche in altre città del Paese. Allerta a Hurgada. Bruciate e razziate 40 chiese.

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