Connect with us

Diritti umani

È morto improvvisamente a Rouen, a 73 anni,  Gino Strada

Pubblicato

il

Tempo di lettura: 2 minuti

Una vita tra Kurdistan, Afghanistan, Etiopia, Bosnia, Pakistan, Perù, dove ha aperto ospedali nei punti più impensabili ed inospitali, spesso sotto le bombe.

E’ andato via improvvisamente per arresto cardiaco Gino Strada, fondatore di Emergency. Quel bisturi strumento di Dio, seppur in mano ad un “ateo” come si definiva,  quel cuore,  che aveva guardando con coraggio ed amore negli occhi di bimbi che voleva ad ogni costo salvare , non ha retto più.

Aveva settantatré anni Gino Strada, eppure aveva già vissuto innumerevoli vite. Quelle vite che sfiorano coloro i quali sono sempre a contatto con la morte.

Nella sfida costante che è il triage nei luoghi di guerra dove che si voglia o no il lavoro è sempre un’emergenza. Dove a volte sei costretto a scegliere chi salvare ed ogni volta muori insieme a chi non puoi aiutare.

Una vita lontana dagli affetti familiari, ma non per questo meno intensa e salda, ricca di condivisione di ideali e lavoro con moglie e figlia.

Una vita di incomprensione nei confronti della guerra, inutile e dolorosa, incivile e inumana. Un concetto che esprime bene nel suo libro “Buskashì. Viaggio dentro la Guerra”.

“La buskashì  è un gioco afghano nel quale due squadre si contendono la carcassa di una capra decapitata. È violento, senza regole. L’unica cosa che conta è il possesso della carcassa, o almeno di quello che ne resta al termine della gara.” Ecco cos’è la guerra, un tragico gioco a cui partecipano i protagonisti di un conflitto, in cui al posto della capra ci sono i popoli.

Una vita di incomprensione verso chi è portatore di morte. Prova a capirla ed a raccontarla nei suoi libri ed enigmatica, in Pappagalli Verdi , è la descrizione di un cecchino.

“Quella del cecchino è una guerra strana. Il suo lavoro non produce centinaia di vittime, la sua arma è semplice, un fucile di precisione: un colpo, un morto. C’è qualcosa nella guerra del cecchino che fa più orrore delle bombe. Attraverso il binocolo del fucile, il bambino biondo lo si può vedere grande grande, come se fosse lì accanto. Lo si può vedere giocare, fare smorfie nel rotolarsi sulla neve fresca. è lui il nemico, anche se la sua sola arma è quel pezzo di legno che usa come slitta […] Mi sembra incredibile: è una donna. Una donna che spara ad un bambino di sei anni? Perchè? -Tra vent’anni ne avrebbe avuti ventisei -, è la risposta che l’interprete traduce. Il freddo diventa più intenso, fa freddo dentro.”

Quel freddo dentro, quella sua volontà di essere contro la guerra fa nascere  nel 1994 Emergency, l’associazione umanitaria internazionale per la riabilitazione delle vittime della guerra e delle mine antiuomo.

Sei milioni di pazienti in sedici paesi nel mondo costituiscono i numeri della sua vittoria sulla guerra, che sa bene non avrà fine. “Non credere una parola, quando diranno che hanno sconfitto il terrorismo. […] Non credere una parola, ogni volta che cercheranno di spiegarti come sarà bella la guerra futura, tecnologica, selettiva, umanitaria. Sarà solo un altro carico di morte e di miserie umane.”

Oggi 13 agosto 2021 il freddo diventa più intenso, fa freddo dentro.