Italia

E’ morto Giacomo Battaglia, artista eclettico di Reggio Calabria

By 1 Aprile 2019 No Comments

54 anni e tanta capacità di far ridere, ma anche di commuovere. Con Giacomo Battaglia la città dello Stretto perde un vero artista che ha saputo narrare la ‘calabresità’ fra il serio ed il faceto

di T. Primozich

Difficile dare questa ‘notizia’, terribile dover dire che è morto un caro amico. Unico per doti artistiche ed umane Giacomo Battaglia si è spento oggi dopo una lunga malattia. Lʼattore calabrese, nato il 27 gennaio del 1965,  aveva solo 54 anni ed era noto per il sodalizio con l’amico ed attore Gigi Miseferi,  protagonisti in un duo esilarante nella compagnia del Bagaglino per anni, supportati dal sapiente trucco del grande Gino Zamprioli. Poi l’amore per il calcio e per la Reggina con frequenti sketch in “Quelli che il calcio” come inviati per le partite della squadra di Reggio Calabria. Ma soprattutto il fuoco sacro dell’arte a tutto tondo che lo aveva reso protagonista nel portare la ‘calabresità’ in ogni ambito del suo impegno artistico. Non ebbe esitazioni ad interpretare ruoli difficili e controversi, come quello del parroco in ‘Liberarsi.Figli di una rivoluzione minore’ di Salvatore Romano, storia per il cinema che racconta la rivolta di Reggio Calabria degli anni ’70.


L’amore per la sua terra d’origine era al primo posto nel suo impegno di artista. E’ stato protagonista, tra l’altro,  di ‘Quel che resta’, una rivisitazione cinematografica del dramma del terremoto tra Messina e Reggio Calabria del 1908, così come de ‘ La moglie del sarto’ di Massimo Scaglione, sempre ambientato nella sua amata terra. Giacomo, artista eclettico e pieno di sfumature, sapeva amare, ed in questo amore il primo posto era per la Calabria. Il suo grande successo nel Bagaglino dove aveva saputo affermarsi  con gag ed imitazioni, celebre quella di Bruno Vespa, lo regalava in ogni occasione al pubblico calabrese in tandem con Gigi Miseferi. La sua breve vita è stata un grande esempio per ognuno, la sua ironia e la capacità di sdrammatizzare i falsi miti che ingessano una tra le più belle regioni del nostro paese, sono l’esempio tangibile di come l’arte e la cultura possono realizzare risultati inimmaginabili. Soprannominato Zorro, ha lasciato un segno indelebile in chi ha avuto la fortuna di conoscerlo, ma anche un segnale di cambiamento per le nuove generazioni di calabresi, perché solo la risata e la colta ironia può vincere contro stereotipi legati al malaffare e all’insipienza.

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