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Divina (LN): Azerbaijan esempio di dialogo e convivenza tra più religioni

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La conferenza sulla Multireligiosità organizzata dal Parlamento della Repubblica dell’Azerbaijan in collaborazione con  l’associazione Italia Azerbaijan: la tolleranza è il punto di partenza per la convivenza di più religioni

azRoma, 12 dicembre“ L’Azerbaijan rappresenta in modo efficace un esempio di Stato laico che lascia ampi spazi ad ogni confessione religiosa, nonostante la base della popolazione sia al 90% di religione musulmana” lo ha affermato il senatore della Lega Nord Sergio Divina, membro Osce per l’Italia e presidente dell’associazione interparlamentare Amici dell’Azerbaijan, a margine della conferenza sulla Multireligiosità organizzata dal Parlamento della Repubblica dell’Azerbaijan in collaborazione con  l’associazione Italia Azerbaijan, presidente Paola Casagrande, e quella interparlamentare dello stesso Divina,  che si è tenuta il 10 dicembre a Roma presso il centro Congressi Fontana di Trevi. “In questo momento storico, pervaso da tensioni religiose e improvvise impennate di fondamentalismi che mettono a soqquadro il medio oriente, – continua Divina, – l’Azerbaijan costituisce un’isola felice ed un esempio di dialogo e civile convivenza tra le più svariate religioni perché la politica ha saputo attuare una netta divisione con la religione. Ognuno in piena libertà può onorare il proprio credo religioso, con la possibilità di usufruire di fondi statali per la costruzione dei propri templi, che siano moschee, sinagoghe o chiese. Una lezione di civiltà che tutti i Paesi in zona euroasiatica dovrebbero imparare senza dimenticare che tolleranza non vuol dire che per paura di urtare la sensibilità di minoranze bisogna rinunciare alla propria identità. Cosa che sempre più spesso sta accadendo in Italia”. La conferenza voluta fortemente dal Parlamento dell’Azerbaijan ha avuto il patrocinio del Senato della Repubblica ed ha coinvolto paesi europei ed extraeuropei, lo Stato Pontificio ed i principali atenei e centri di studi e di ricerca. “ La nostra politica non ha mai permesso differenze di trattamento tra i residenti di diverse religioni” ha spiegato Simran Hasanov , capo dipartimento dei Musulmani del Caucaso e docente della Facoltà di giurisprudenza dell’Università di Baku, “nella nostra legislazione non esiste un’atto dove si affermi che la religione musulmana, che è il credo prevalente, possa prevaricare altre religioni. Per noi il creatore è unico, e ognuno ha diritto a recepirlo secondo il suo credo” . Va ricordato che l’Azerbaijan è da secoli il crocevia di rotte commerciali. L’essere punto di snodo per i traffici commerciali lo ha reso un paese elastico ed aperto  alle diverse culture, compreso la cultura religiosa. Fu tra i primi paesi al mondo a concedere alle donne il diritto di voto nel 1921, quando ancora in Europa si trattava di un’utopia.    “ Il nostro Paese”, – riferisce Azar Karimli membro del Parlamento della Repubblica dell’Azerbaijan- “ è uno dei quattro al mondo dove convivono più di 600 comunità religiose. Molti hanno cercato di violare questo equilibrio ma la nostra storia e le nostre regole hanno saputo mantenere in piedi la certezza per ognuno di continuare ad esercitare il proprio credo”. L’approccio azero, forte di una storia millenaria che ha visto attraversare il proprio territorio dalle popolazioni più svariate e culturalmente variegate, è la tolleranza e la convinzione che tutte le religioni sono un dono di Dio, entità del bene unica per tutti. Ma di certo la convivenza tra molteplici religioni non ha mai costituito un ostacolo all’Islam, religione prevalente, e nessuno, ebrei o cristiani oppure sciiti,   ha mai preteso  un indebolimento delle simbologie o dei criteri religiosi islamici in nome di un’uguaglianza che di fatto in campo religioso ha una connotazione del tutto personale.

 

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