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Italiani nel Mondo

Dal Beat al Cinema e la Televisione: Adriano Celentano – From Beat to the Movies and TV: Adriano Celentano

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di emigrazione e di matrimoni

Dal Beat al Cinema e la Televisione: Adriano Celentano

Mina e Adriano Celentano sono due nomi che moltissimi italiani all’estero conoscono, ma, pur conoscendo qualche loro brano, non si rendono conto della grandezza ed enorme successo che hanno avuto

In quella categoria della Cultura italiana chiamata musica “leggera” ci sono due artisti davvero grandi che, a volte da soli e altre volte insieme, hanno lasciato uno stampo indelebile sull’Italia e non solo perché, ininterrottamente dagli anni ’50 a oggi, hanno avuto successi enormi, sia di critica che di vendite di dischi.

Entrambi hanno avuto il primo successo in classifica nel 1960, Adriano Celentano a 22 anni e Mina a 20, e la loro musica ha formato la colonna sonora della vita non solo dei loro coetanei, ma anche dei loro figli e i loro nipoti.

Mina e Adriano Celentano sono due nomi che moltissimi italiani all’estero conoscono, ma, pur conoscendo qualche loro brano, non si rendono conto della grandezza ed enorme successo che hanno avuto, come anche le controversie, alcune artistiche ed altre di vita personale, che hanno segnato tappe importanti delle loro vite.

Allora vogliamo fornire un brevissimo riassunto della loro vita e carriera in tre articoli, questo dedicato a un futuro orologiaio diventato prima rock star e poi divo cinematografico e televisivo e l’altra con una voce e stile nel cantare che possono essere descritti solo come unici e bellissimi. Il terzo articolo tratterà i loro progetti insieme.

Milano

Per capire l’impatto della musica di Adriano Celentano basta vedere il filmato sotto di uno dei suoi brani più famosi, “Il Ragazzo della via Gluck”. Il pubblico deve sentire solo le prime note per mettersi a cantare spontaneamente. Il filmato fu girato a Berlino durante la sua tournée europea del 1994 in un paese con una fortissima comunità italiana. Quel che colpisce del pubblico è che è composta anche da giovani che non erano ancora nati quando il brano è uscito nel 1966, e , visto che cantavano perfettamente, erano ovviamente di origine italiana.

Il filmato fa vedere anche un altro aspetto della vita di Celentano, quelle frasi alla fine, che saranno trattate sotto, riassumono una vita durante la quale non si è mai tirato indietro dalle cause in cui credeva, partendo dalla protesta all’urbanizzazione che è il tema della canzone.

Il brano descrive la vita di Celentano stesso perché lui era il ragazzo nato in via Gluck di Milano che vide il suo quartiere di periferia trasformato con il catrame ed il cemento. Doveva fare l’orologiaio ma la scoperta della musica beat americana lo ha trasformato in uno dei personaggi più importanti della Cultura italiana moderna.

Partendo da “24.000 baci” del 1960 ha avuto canzoni ai vertici delle classifiche italiane in quasi ogni anno da allora. Ma sarebbe sbagliato pensare a lui con l’etichetta del cantante “beat” o “pop” che imitava gli americani come hanno fatti altri.

Come Carosone, ha utilizzato la base americana per dare un’impronta italiana alla musica, entrambi aprendo la strade per i cantautori che sono seguiti a poter prendere ispirazione dalle fonti più varie, dalle canzoni del francese Georges Brassens per Fabrizio de André alla musica araba con Franco Battiato.

E non ha limitato la sua musica alle solite “canzonette” ma ne ha utilizzate molte per trasmettere messaggi cari al suo cuore.

Cause ed innovazione

Ovviamente una di queste è il brano del filmato, ma non si limita solo a questo. “Il mondo in mi settima” (1967) e “L’albero di trenta piani” (1972) hanno continuato il messaggio ecologico, come “Chi non lavora non fa l’amore”, che creò scandalo al Festival di San Remo del 1970 per i riferimenti agli scioperi che colpivano l’Italia all’epoca.

Celentano non solo alternava temi sociali con canzoni d’amore come “Soli” (1980), ma anche brani divertenti ed ironici come “Il Tangaccio” (1963).

E il pubblico ha imparato presto che, nel corso degli anni, la sua musica cambiava continuamente. Ogni album era diverso per stile e per contenuti, a volta per rendere omaggio ai cantanti che lo avevano ispirato, come “I miei Americani” del 1984, o semplicemente per divertirsi con “Deus” del 1981.

E in questa ricerca di cose diverse si è deciso ad inventare una propria lingua per alcune canzoni che all’orecchio inesperto poteva sembrare l’inglese, ma non lo era affatto. In questo modo ha creato quel che persino gli esperti musicali americani hanno riconosciuto come il primo brano rap della Storia, “Prisencolinensinainciusol” del 1972, ben dieci anni prima dei primi cantanti rap negli Stati Uniti, che vediamo sotto, accompagnato da Raffaella Carrà che balla insieme a lui.

Ma la vita di Celentano non è soltanto la musica, era attratto da un altro genere culturale importante.

Non solo musica

Pur non sapendo chi fosse, il pubblico internazionale del cinema ha conosciuto Adriano Celentano ne “La Dolce Vita” di Fellini. È lui che canta “Ready Teddy” all’inizio del film in una scena che Fellini ha creato apposta per lui. Però, il suo carattere, come descritto nella canzone ironica “L’Attore” (1968) non gli consentiva di fare solo la comparsa come nei primi film degli anni ‘60.

Così, partendo con “Uno Strano Tipo” del 1963, nel quale in effetti interpreta se stesso, ha avuto una carriera cinematografica dove ha fatto l’attore, scritto colonne sonore e ha fatto persino il regista. Ha vinto premi importanti come migliore attore per “Serafino (1968), “Bluff” (1976) e “Mani di velluto” (1979) e “Yuppi du” (1975), scritto, interpretato e diretto da lui, con nomination per la Palma d’Oro al Festival del Cinema di Cannes del 1975.

Nel suo penultimo film “Joan Lui” del 1985, scritto, interpretato e diretto da lui, Celentano in effetti interpreta Gesù Cristo tornato nel mondo come cantante rock. Anche se l’idea era più che lecita, Celentano ha mostrato tutta la sua volontà di trasmettere messaggi che lui considera importanti come anche la sua tendenza a strafare con le sue idee.

Il film ha avuto una buon successo ma non ai livelli che lui avrebbe voluto. Alcune scene sono fatte davvero bene e queste non fanno altro che fare rimpiangere la mancanza di un regista forte, capace di limitare le esagerazioni di altre scene.

I suoi film, come la sua musica hanno avuto grande successo anno dopo anno per decenni, però, come per la sua musica, lui non ha potuto resistere ad altre tentazioni.

TV e controversie

Negli anni che sono seguiti ha trovato un altro palco per presentare le sue idee e, come molte sue canzoni e film come “Joan Lui”, non ha potuto resistere alle “prediche” che hanno portato ai commenti alla fine del primo filmato sopra.

Celentano non era un novellino in televisione. Già dall’inizio della carriera è stato ospite regolare dei programmi di varietà più popolari. Basta guadare il brillante programma estivo della Rai, “Techetechete” per vedere le sue apparizioni da solista, oppure con altri cantanti, soubrette, ecc, per capire che lui era, ed è ancora, un vero “showman”, utilizzando l’aggettivo inglese.

Però, con i suoi programmi “Rockpolitic” del 2005 e “Rock Economy” del 2012, dove i nomi già fanno capire che lui è il centro dell’attenzione, Celentano ha utilizzato il piccolo schermo per esprimere i suoi pensieri su molti temi d’attualità, compresa la politica italiana. Alla fine del primo filmato Celentano utilizza le parole e frasi “Predicatore”, “Uomo di regime”, “di destra”, “o di sinistra”, che sono state tutte utilizzate per descriverlo in questa sua tendenza.

Infatti, questo modo di presentare e fare commenti su temi ha portato a un neologismo, il “celentanese” che è persino entrato nel vocabolario della lingua italiana della Treccani descritto proprio come “il linguaggio tipico di Adriano Celentano”

Questo fatto da solo dimostra l’impatto profondo di Adriano Celentano sulla Cultura italiana e non solo in campo di musica solo apparentemente “leggera”.

Patrimonio

E l’ultimo filmato, la bella canzone “L’emozione non ha voce” del 2012, dimostra come anche a una certa età è capace di emozionare il suo pubblico.

Qualche lettore avrà notato che non ho nominato molte canzoni o film di Celentano. Difatti, questa scelta è intenzionale perché lo scopo dell’articolo non era di fare elenchi lunghissimi di titoli, sarebbe controproducente.

Adriano Celentano non è mai stato semplicemente un cantante o attore. Purtroppo, a parte il pubblico europeo, lui è poco conosciuto oltreoceano, ma non tanto per via della lingua.

Sin dall’inizio della carriera ha sentito la chiamata delle sirene americane, ma la sua paura di volare ha fatto sì che rimanesse in Italia ed Europa. Però, il primo filmato dimostra chiaramente che in concerto è davvero una forza della natura e senza dubbio se avesse fatto il viaggio oltre l’Atlantico sarebbe diventato uno dei cantanti più popolari del mondo.

Il lettore all’estero che vuole ascoltare le sue canzoni deve solo rivolgersi a YouTube per scoprire il tesoro musicale che Celentano ha lasciato come patrimonio culturale, non solo per lui ma anche del paese. Ne vale davvero la pena.

Nel prossimo articolo parleremo di Mina e la sua carriera altrettanto spettacolare e controversa per finire con un articolo delle avventure musicali dei due artisti insieme che continuano a dare il loro contributo fondamentale alla Cultura italiana.

di emigrazione e di matrimoni

From Beat to the Movies and TV: Adriano Celentano

Mina and Adriano Celentano are two names that many Italians overseas know but, even though they recognize some of the songs, they do not realize the breadth and huge success they had had

In that category of Italian Culture called “musica leggera” (light or “pop” music) there are two truly great artists who, sometimes alone and other times together, have left an indelible stamp on Italy and not only because continuously they have had huge success from the ‘50s to the present day, both critically and in record sales.

Both had their first hit on the charts in 1960, Adriano Celentano at 22 and Mina at 18 and their music has provided the sound track not only the lives of their peers’ but also those of their children and grandchildren.

Mina and Adriano Celentano are two names that many Italians overseas know but, even though they recognize some of the songs, they do not realize the breadth and huge success they had had, and also the controversies, some artistic and others in private lives, that marked major stages of their lives.

So we want to give readers a brief summary of their lives and careers in three articles, this one dedicated to a budding watchmaker who first became a rock star and then a film and TV star and the second with a voice and singing style that can only be described as unique and beautiful. The third article will deal with the projects together.

Milan

To understand the impact of Celentano’s music we only have to watch the video below of one of his most famous tracks, “Il Ragazzo della via Gluck” (The boy from via Gluck). The audience only has to hear the first notes to start singing spontaneously. The video was filmed in Berlin during his European tour in 1994, in a country with a large Italain community. What is striking about the audience is that it is also composed of young people who had not yet been born when the song came out in 1966 and, since they sing it perfectly, they were obviously of Italian origin. 

The video also lets us see another aspect of Celentano’s life, that of the phrases at the end which will be dealt with below, that summarize a life during which he never pulled back from causes he believed in, starting from protesting urbanization that is the theme of the song.

The song describes Celentano’s life because he was the boy born in Milan’s via Gluck who saw his outlying suburb transformed with tar and cement. He was to become a watchmaker but the discovery of American beat music transformed him into one of the major figures of modern Italian Culture.

Starting from “24,000 baci” (24,000 kisses) in 1960 he has had songs at the top of the Italian charts almost every year since then. But it would be wrong to think of him only with the label of a “beat” or “pop” singer who copied the Americans as others did.

Like Carosone he took an American base to give the category an Italian imprint to the music and both paved the way for the cantautori who went on to be able to take inspiration from the most varied sources, from the French singer Georges Brassens for Fabrizio de André to Arabic music with Franco Battiato.

And he did not limit his songs to the usual “ditties” but wanted to use many of them to convey messages that are close to his heart.

Causes and Innovation

Obviously one of them was the song in the video but it was not limited only to this song. “Il Mondo in mi settima” (The world of Seventh E, 1967) and “L’albero di trenta piani” (The thirty story tree, 1973) continued the ecological message, as wel as “Chi non lavora non fa l’Amore” (Who doesn’t work doesn’t make love) which caused scandal at the 1970 San Remo Song Festival with the references to the strikes that were affecting Italy at the time.

Celentano did not only alternate social issues with love songs such as “Soli” (Alone, 1980) but he also had funny and ironic songs such as “Il Tangaccio” (1963).

And the public soon learnt that his music changed continually over the years. Every album was different in style and contents, sometimes paying homage to singers who inspired him, such as “I miei Americani “(My Americans, 1984) or simply for fun with “Deus” in 1980.

And in this quest to do different things he decided to invent his own language for some songs that could have seemed like English to the inexperienced ear but it was not at all. In this way he created what even American experts have recognized as the first rap song in history with the 1972 “Prisencolinensinainciusol”, a good ten years before the first rap singers in the United States, that we see in the clip below accompanied by Raffaella Carrà who is dancing with him.

But Celentano’s life was not just music, he was attracted to another major genre of Culture.

Not just music

While not knowing who he was the international movie audience got to know Adriano Celentano in Fellini’s “La Dolce Vita”. It is he who sings “Ready Teddy” at the start of the film in a scene that Fellini created specifically for him. However, his character, as he described in the 1968 ironic song “L’Attore” (The Actor, 1968) did not let him only make appearances as he did in his first films in the ‘60s.

And so, starting from “Uno Strano Tipo” (The Strange Type, 1963) in which he effectively plays himself, he had a film career in which he was an actor, wrote scores and scripts, and even directed. He won major awards as best actor for “Serafino” (1968), “Bluff” (1976) and “Mani di velluto” (Velvet Hands, 1979) and “Yuppi du”, written, acted and directed by him, was nominated for the Palme d’Or at the 1975 Cannes Film Festival.

In his penultimate film, “Joan Lui” (1985), written, acted and directed by him, Celentano in effect plays Jesus Christ come back to Earth as a rock star. Although the idea was more than valid, Celentano showed all his desire to pass on messages that he considers important and also his tendency to overdo his ideas.

The film had a measure of success but not to the levels he would have wanted with the concept. Some scenes were truly well done but these only make us regret the lack of a strong director who could have limited the exaggerations of other scenes.

His films, like his music, had great success year after year for decades but, like his music, he could not resist other temptations.

TV and controversies

In the years that followed he found another stage to present his ideas and, like his songs and films like “Joan Lui”, he could not resist the “preaching” that led to the comments at the end of the first video above.

Celentano was not new to TV. At the start of his career he had already been a regular guest of the most popular variety programmes. We only have to watch RAI’s brilliant summer programme “Techetechte” to see his appearances, on his own or with other singers, soubrettes etc., to understand that he was, and still is, a true showman.

However, with his 2005 programme “Rockpolitic” and “Rock Economy” in 2012 where the names already make it clear that he is the centre of attention, Celentano used the medium to express his thoughts on many current issues, including Italain politics. At the end of the first video Celentano uses the words and phrases “Predicatore” (Preacher), “Uomo di regime” (Man of the regime), “di destra” (of the right), “o di sinistra” (or the left), which were all used to describe him and his tendency.

Indeed, this way of presenting and making comments on issues led to the neologism, “celentanese”, which has even entered into the Vocabulary of the Italian Language of the prestigious Treccani Encyclopaedia and defined as “the typical language of Adriano Celentano”.

This fact alone shows Adriano Celentano’s profound impact on Italian Culture and not only on music that is only apparently “light”.

Patrimony

The final video, the beautiful 2012 song “L’emozione non ha voce” (Emotion does not have a voice) shows how, even at a certain age, he is capable of moving his audience.

Some readers would have noticed that I have not mentioned many of Celentano’s songs or films. In fact, this choice was deliberate because the intention of the article was not to make very long lists of titles, this would be counterproductive.

Adriano Celentano has never been only a singer or an actor. Unfortunately, apart from the European public, he is little known in other continents but not so much because of the language.

From the start of his career he heard the call of the sirens in America but his fear of flying ensured he would stay in Italy and Europe. But the first video clearly shows that in concert he is truly a force of nature and, without a doubt, if he had travelled across the Atlantic he would have become one of the world’s most popular singers.

Readers overseas who want to listen to his songs only have to go to YouTube to discover the musical treasure trove that Celentano has left as a Cultural Heritage, not only his own but also of the country. It is truly worth the effort.

In the next article we will talk about Mina and her career that was just as spectacular and controversial and we will finish with an article about their musical adventures together that continue their fundamental contribution to Italian Culture.

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