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Corte dei Conti, in aumento le frodi sui finanziamenti pubblici

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Si registrano più casi di sviamento di contributi europei, statali e regionali, talvolta con profili corruttivi che rischiano di incidere sugli obblighi dell’Italia verso l’Unione europea.

di Francesca Fontana

Nel cuore di Roma, nella solenne cornice dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2026, la Corte dei conti lancia un messaggio chiaro al Paese: in un tempo di incertezze globali e tensioni geopolitiche, servono rigore, responsabilità e una pubblica amministrazione più efficiente.

Davanti al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e alle più alte cariche dello Stato, il presidente della Corte, Guido Carlino, ha richiamato l’attenzione sui “forti elementi di incertezza del quadro macroeconomico internazionale”, segnato da conflitti e tensioni commerciali. Un contesto che – ha sottolineato – impone di rafforzare il tessuto economico nazionale e proseguire con determinazione nel percorso di modernizzazione.

Al centro dell’intervento, la tenuta dei conti pubblici. Disciplina di bilancio e stabilità restano priorità imprescindibili, ma – ha spiegato Carlino – devono conciliarsi con scelte allocative coerenti e con le aspettative di famiglie e imprese. Obiettivo: garantire sostenibilità del debito e solidità del risanamento.

Un passaggio netto è stato dedicato al ruolo costituzionale della Corte: “Non potremo mai venir meno al nostro compito di garanti indipendenti della finanza pubblica contro sprechi, cattiva gestione e danni all’erario”. Parole che arrivano mentre è entrata in vigore la riforma della magistratura contabile, destinata a incidere in modo rilevante sulle funzioni giurisdizionali e di controllo. La Corte assicura piena attuazione della nuova legge, ma auspica correttivi per rafforzare efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa.

Carlino ha poi respinto le critiche legate alla cosiddetta “paura della firma”, rivendicando il valore dei controlli come strumento di tutela delle risorse pubbliche, indispensabili per garantire servizi e diritti ai cittadini.

Sul fronte dello “scudo erariale”, operativo da quasi sei anni, la valutazione è netta: non emergono evidenze di benefici in termini di maggiore celerità ed efficienza della macchina amministrativa. Per la Corte, solo riforme strutturali possono davvero migliorare la funzionalità della pubblica amministrazione.

Preoccupazione anche per l’aumento delle condotte dolose legate alla distrazione di fondi pubblici, inclusi quelli del Pnrr. Si registrano più casi di sviamento di contributi europei, statali e regionali, talvolta con profili corruttivi che rischiano di incidere sugli obblighi dell’Italia verso l’Unione europea.

Il procuratore generale Pio Silvestri ha parlato di oltre 48mila denunce di danno erariale nell’ultimo anno, in crescita rispetto al 2024: un dato che, secondo la magistratura contabile, conferma come le Procure regionali siano percepite come presidio contro ruberie e sprechi.

In chiusura, il ringraziamento del Capo dello Stato alla Corte dei conti per il “ruolo fondamentale” svolto a tutela della Repubblica. Un riconoscimento che suona anche come un monito: in una fase di grandi trasformazioni economiche e istituzionali, trasparenza e responsabilità restano pilastri imprescindibili della vita democratica del Paese.

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