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Arte & Cultura

Il cinema di raffaello Matarazzo alla CASA DEL CINEMA

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A cinquant’anni dalla morte di Raffaello Matarazzo (17 maggio 1966) e a quarant’anni dalla retrospettiva sul regista con i libri dal titolo “Raffaello Matarazzo. Materiali” (volume primo e volume secondo) curati da Adriano Aprà, Carlo Freccero, Aldo Grasso, Sergio G. Germani, Mimmo Lombezzi, Patrizia Pistagnesi, Tatti Sanguineti all’interno della rassegna Momenti del cinema Italiano Contemporaneo svoltasi a Savona nel 1976, la Cineteca Nazionale torna a far vedere il suo cinema.

Come ha scritto Germani, Matarazzo «si specializzò dapprima in vivaci commedie e successivamente in melodrammi sentimentali, di cui negli anni Cinquanta diventò il principale esponente, sviluppando e insieme tradendo l’impronta del Neorealismo postbellico. Spinto dal desiderio di raggiungere la comunicazione con il pubblico e al contempo dalla paura di perderla, seppe tradurre questa sua fragilità psicologica in autentica allucinazione formale». Sette film da proposti dalla Cineteca Nazionale per comprendere dunque la modernità del suo cinema, anticipatore del neorealismo (Treno popolare, 1933), capace di raccontare alcuni episodi della nostra Storia senza essere didascalico (Paolo e Francesca, 1950), ma anche i problemi della nostra quotidianità (Giorno di nozze, 1942), arrivando a colorare il tutto con tinte ineguagliate di melodramma (il dittico I figli di nessuno, 1951, L’angelo bianco, 1955, ma anche Chi è senza peccato…, 1952) e di erotismo (l’anomalo folgorante La nave delle donne maledette, 1953).

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