Chiediamoci perchè fuggono – Let’s ask ourselves why they run away

By 31 Marzo 2019Diritti umani

di emigrazione e di matrimoni

Chiediamoci perchè fuggono

L’Africa è un continente che, almeno in teoria, dovrebbe essere ricco, ma per motivi legati non solo alle politiche dei loro governanti, ma anche per via di decisioni prese in uffici governativi in altri continenti, non riesce a trovare la stabilità necessaria per poter superare le crisi create da guerre e disastri naturali.

di Gianni Pezzano

Da decenni, i giornali e i servizi giornalistici, prima la televisione e ora anche via internet e particolarmente i social media, sono pieni di immagini di gente che scappa da disastri. In molti di questi casi i servizi si concentrano sui disagi che creano nei paesi di destinazione e pochi degli utenti si chiedono cosa spinge milioni di persone a lasciare i paesi di nascita per affrontare sfide e rischi che noi nei paesi avanzati stentiamo a capire.

Un continente in particolare è stato soggetto a guerre, colpi di Stato e altri scontri che spesso nemmeno vengono nominati nella stampa occidentale e quindi ci meravigliamo dei barconi che sfidano le acque, del traffico di gente che fin troppo spesso capisce benissimo che rischia di non arrivare a destinazione, come hanno dimostrato alcuni carabinieri italiani parlando delle lettere alle famiglie che spesso trovano sui corpi di non ce l’ha fatta.


L’Africa è un continente che, almeno in teoria, dovrebbe essere ricco, ma per motivi legati non solo alle politiche dei loro governanti, ma anche per via di decisioni prese in uffici governativi in altri continenti, non riesce a trovare la stabilità necessaria per poter superare le crisi create da guerre e disastri naturali.

Burundi

Negli ultimi giorni guardando sui social media alla ricerca di   notizie e per avere scambi con utenti da altri paesi, abbiamo ricevuto una domanda di amicizia da un gruppo nel paese africano di Burundi. Dopo uno scambio amichevole di battute in francese ci hanno offerto di inviare informazioni sulle loro occupazioni in quel paese e, malgrado il linguaggio asciutto e formale, la lettura di alcuni passaggi del documento ci ha fatto venire i brividi perché rivela realtà orrende che si possono intuire solo vedendo chi fugge, ma non sappiamo niente di quel che è veramente accaduto.

L’A.P.S.H., L’Association pour la promotion de la promotion de la Santé Umaine (l’Associazione per la promozione delle Salute Umana) del paese lavora con gli orfani, gli svantaggiati e le altre vittime dei disastri che hanno colpito quel piccolo paese africano. Nel leggere una parte della loro presentazione si capisce   di più la piaga che affligge non solo il Burundi ma molti paesi africani da troppo tempo.

Un paragrafo riferisce: “In seguito alle guerre etniche-socio-politiche nel Burundi, in seguito al flagello del HIV/AIDS che fa scomparire molte famiglie, in seguito alla mancanza di terre coltivabili che causano carestie delle famiglie, in seguito al cambiamento delle condizioni climatiche che a volte causano carestie, così i bambini lasciano le loro famiglie per andare nella città e scoprire come vivere.”

La Bibbia Cristiana parla dei “Quattro Cavalieri dell’Apocalisse”,   e in queste poche righe si può immaginare il secondo Cavaliere che rappresenta la Guerra, il terzo Cavaliere della Carestia/Giustizia Sociale e il quarto Cavaliere che rappresenta la Morte. L’Unico che manca è il primo Cavaliere che rappresenta l’Anti-Cristo che annuncia l’arrivo dell’Apocalisse, ma non dubitiamo che per molta gente in Africa l’Apocalisse in qualche forma sia già arrivata.

Aiuti

L’opuscolo dell’A.P.S.H. parla di   aiuti che dati non solo agli orfani del loro paese, ma anche alle vedove e le altre vittime colpite fisicamente dalle guerre, scontri e le condizioni locali. Forniscono cibo, indumenti, protezione   e medicine per chi ne ha bisogno e cercano di aiutare chi vuole fare una vita nuova.

I loro aiuti vanno anche alla famiglie che stanno ancora insieme e non consiste solo in aiuti materiali, cibo ecc., ma soprattutto nell’aiuto più importante che si possa dare ai più giovani, perché è sempre la chiave per un futuro migliore, l’educazione, perché noi occidentali spesso dimentichiamo che se una famiglia non riesce a dare da mangiare ai figli, la scuola è semplicemente impossibile.

L’educazione della popolazione a lungo termine è l’unico mezzo efficace per aiutare i paesi a uscire dalle loro crisi.

Naturalmente le vittime non si limitano solo ai più giovani, ma anche a coloro che spesso hanno visto più di un disastro e che sanno che tutto continuerà in modo sempre più crudele.


Gli anziani occidentali sono abituati a programmare la vecchiaia, magari con investimenti, con le pensioni pagate da anni di lavoro e in città serene e comode. Come fa la gente in Africa a programmare un futuro, di qualsiasi tipo, se non sanno se e quando arriverà la prossima guerra, carestie o epidemia causate da condizioni sanitarie atroci?

Occidentali

Mentre noi occidentali guardiamo le immagini dei barconi e magari di una delle guerre che occasionalmente vediamo sui nostri schermi televisivi, spesso non ci rendiamo conto che le armi utilizzate per queste guerre, civili e non, sono state fornite dai nostri governi per proteggere risorse naturali importanti, provenienti proprio da quei paesi africani e destinati per le nostre industrie, a partire dall’elettronica, che ormai è fondamentale per la qualità della nostra vita.

Per proteggere il lavoro di operai in Europa, America e altri paesi, i governi cercano di assicurarsi la fornitura di materie prime importanti e il costo in vite umane perse e in ondate di profughi non è altro che un effetto collaterale di questi interessi non solo nazionali, ma anche di molte società multinazionali.

Assistenza

Raccontare di aiuti a questa gente come fa l’A.P.S.H., non può fare molto per cambiare le strategie economiche e politiche dei nostri governi, però, possiamo aiutare chi cerca di dare assistenza alle vittime delle guerre e i disastri, che producono come conseguenza i profughi che cercano una vita migliore in Europa e altri paesi.

Il futuro del continente è nei suoi bambini e se non aiutiamo gli orfani, che sono le vittime più innocenti di tutte le guerre, come possiamo iniziare a pensare che i paesi del continente troveranno la strada per costruire paesi nuovi?

Per contribuire in supporto alle attività dell’A.P.S.H. qui di seguito i riferimenti:


L’A.P.S.H. (Burundi) sito web www.apshburundi.org, email: [email protected], numero telefono: +25 779366347.

di emigrazione e di matrimoni

Let’s ask ourselves why they run away

Africa is a continent that should be rich, at least in theory, but for reasons tied not only to their governments’ policies but also to decisions made in the offices of other governments in other continents, it cannot find the stability needed to overcome the crises created by wars and natural disasters.

By Gianni Pezzano

For decades newspapers and news services, first television and now also via the internet and especially the social media, have been full of images of people running away from disasters. In many of these cases the services concentrate on the discomfort they create in the countries of destination and few viewers ask themselves what pushes millions of people to leave their countries of birth to face challenges and risks that we in advanced countries struggle to understand.

One continent in particular has been subject to wars, coups d’état and other conflicts that often are not even mentioned in the western press and therefore we are amazed by the barges that challenge the waves and by the traffic of humans that all too often understand that they risk not reaching their destination, as has been shown by some Italian Carabinieri when they speak of the letters to the families that they often find on the bodies of those who did not make it.

Africa is a continent that should be rich, at least in theory, but for reasons tied not only to their governments’ policies but also to decisions made in the offices of other governments in other continents, it cannot find the stability needed to overcome the crises created by wars and natural disasters.


Burundi

Recently looking through the social media in search of news and discussions with users from other countries, we received a request for friendship from a group in the African country of Burundi. After a friendly exchange in French they offered to send us information about their work in that country. Despite the dry and formal language, reading some passages in the leaflet made us shudder because it revealed a horrendous reality that we can only sense when we see those who run away but we know nothing of what really happened.

The A.P.S.H. (L’Association pour la promotion de la promotion de la Santé Umaine / Association for the promotion of Human Health) in the country works with orphans, the disadvantaged and other victims of the disasters that struck that small African country. After reading part of their presentation we understood more of the scourge that afflicts not only Burundi but many African countries for too long.

One paragraph states: “Following the ethnic-socio-political wars in Burundi, following the curse of HIV/AIDS that makes many families disappear, following the lack of arable land that causes famine for the families, following the climatic changes that at times cause famine, so that children leave their families to go to the cities and discovers how to live”.

The Christian Bible talks of the “Four Horsemen of the Apocalypse” and in these few lines we can imagine the second Horseman who represents War, the third Horseman of Famine/Social Justice and the fourth Horseman who represents Death. The only one missing is the first Horseman who represents the Anti-Christ who announces the arrival of the Apocalypse but we do not doubt that for many in Africa the Apocalypse in some form has already arrived

Help

A.P.S.H.’s leaflet speaks of the help they give not only to the country’s orphans but also to the widows and other victims of the wars, clashes and local conditions. They supply food, clothing, protection and medicine for those in need and they try to help those who want to look for a new life.

Their help also goes to the families that are still together and this does not consist only of material help, food, etc, but especially the most important help that we can give the youngest because it is always the key to a better future, education because we Westerners often forget that if a family cannot give the children food then school is simply impossible.


Long term educating the population is the only efficient means to help countries to come out of their crises.

Naturally the victims are not only the youngest but also those who often have seen more than one disaster and who know that everything will continue in increasingly cruel ways.

Elderly Westerners are used to planning for old age, maybe with investments, with pensions paid by many years of work and in serene comfortable cities. But how can the people of Africa plan a future, of any type, if they d not know if and when the next war, famine or epidemic caused by atrocious health condition will come?

Westerners

As we Westerners watch the images of the barges and maybe one of the wars that we occasionally see on our screens, often we do not understand that the arms used in these wars were supplied by our governments to protect important natural resources that come from these very countries and destined for our industries, beginning with electronics, that are now essential for our quality of life.

In order to protect the jobs of workers in Europe, America and other countries, the governments try to ensure the supply of these important raw materials and the cost in human lives lost and the waves of refugees is nothing but the side effect of these interests that are not only of national governments but also of many multinational companies.

Assistance

Telling the story of helping these people, as A.P.S.H. does, cannot do much to change the economic politics and strategies of our governments, however, we can help those who try to give assistance to the victims of the wars and disasters that produce as a consequence the refugees who try to find a better life in Europe and other countries.

The continent’s future is in its children and if we do not help the orphans who are always the most innocent victims of all wars, how can we begin to think that the continent’s countries will find the road to build new countries?

To give a contribution to A.P.S.H.’s activities these are the contact details:

A.P.S.H. (Burundi) website www.apshburundi.org, email: [email protected], telephone number: +25 779366347.

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