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Bankitalia, il lavoro dei giovani e la sfida dell’IA

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L’Italia si trova davanti a una sfida decisiva: aumentare la produttività e rafforzare la crescita in un contesto internazionale sempre più instabile.

Di Francesca Fontana

L’Italia si trova davanti a una sfida decisiva: aumentare la produttività e rafforzare la crescita in un contesto internazionale sempre più instabile. È il messaggio lanciato dal Governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta nelle Considerazioni finali del 2026, segnate dal peso dei conflitti internazionali, dall’emergenza energetica e dalla necessità di accelerare innovazione e investimenti.

Secondo Panetta, dopo anni di crescita modesta, il Paese deve affrontare con decisione le debolezze strutturali che da tempo frenano l’economia: scarsa innovazione, bassi livelli di capitale umano e forte dipendenza energetica. Secondo Panetta serve una strategia di lungo periodo capace di ridurre il debito pubblico, liberare risorse per lo sviluppo. La fiducia delle famiglie scende,  e porterà ben presto anche al calo dei consumi.

Dal 2019, sottolinea, l’economia italiana tenuto bene, ma il rischio è quello di perdere competitività in uno scenario mondiale profondamente cambiato. L’attenzione si concentra soprattutto sulla concorrenza internazionale e sulla trasformazione tecnologica. “Solo investendo e innovando saranno valorizzati i punti di forza italiani”, avverte Panetta, indicando nella meccanica, nella farmaceutica e nelle produzioni di qualità alcuni dei settori strategici del sistema produttivo nazionale.

I dati istati ci parlano di occupazione in crescita al 63,1%, ma con l’occupazione cresce anche l’inflazione che è arrivata al 3,2%, con un pil al palo a +0,3% nell’ultimo trimestre.

Il quadro rimane fragile secondo Panetta.

Un ampio capitolo del discorso del governatore è stato dedicato all’intelligenza artificiale e in particolare all’impatto che avrà sul lavoro dei giovani. Per il Governatore, un Paese moderno deve saper valorizzare competenze e merito, trattenere i talenti e creare nuove opportunità di lavoro qualificato. L’obiettivo è trasformare la transizione tecnologica in una stagione di crescita, occupazione e fiducia.

La sfida più importante riguarda però l’intelligenza artificiale. Panetta invita imprese e istituzioni ad accelerare sull’adozione delle nuove tecnologie, evitando gli errori compiuti negli anni Novanta con il ritardo accumulato nell’utilizzo delle tecnologie informatiche. Secondo Bankitalia, una diffusione rapida e capillare dell’intelligenza artificiale potrebbe aumentare la produttività del lavoro di oltre un punto percentuale all’anno.

“Il contenuto del lavoro cambierà  – spiega il governatore della Banca centrale – anche se non è ancora possibile prevederne pienamente gli sviluppi”, ma “la transizione non sarà priva di costi” e conclude “i benefici potrebbero concentrarsi su chi possiede competenze elevate”.

Insieme alla transizione digitale ci dovranno essere investimenti nella formazione e nella riqualificazione professionale. I lavoratori più esposti ai cambiamenti tecnologici dovranno essere sostenuti per non produrre esclusione sociale.

Guerra e dazi hanno comportato un deterioramento del quadro macroeconomico.

Il blocco dello stretto di Hormuz, snodo strategico per il commercio mondiale di petrolio e gas, ha provocato forti rincari delle materie prime energetiche e nuove tensioni sui mercati.

Secondo le stime illustrate da Panetta, negli scenari peggiori un prolungamento del conflitto potrebbe sottrarre un punto percentuale alla crescita europea nel biennio 2026-2027. L’inflazione potrebbe superare il 6%, alimentata dall’aumento dei costi energetici e dalla trasmissione dello shock ai diversi settori produttivi.

In Europa e in Asia, più dipendenti dalle importazioni energetiche, i prezzi del gas sono tornati a crescere. Diversa la situazione negli Stati Uniti, dove la maggiore produzione interna limita l’impatto della crisi internazionale sui prezzi domestici.

Preoccupazioni condivise anche dal mondo economico e finanziario. Il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, definisce Panetta “una figura di equilibrio istituzionale” e sottolinea come la sicurezza energetica sia ormai una questione di giustizia sociale oltre che economica. “Le guerre si combattono sui fronti militari ma presentano il conto nelle tasche dei cittadini”, osserva Sileoni, evidenziando i rischi per famiglie, imprese e investitori.

Anche Confesercenti lancia l’allarme sugli effetti dell’aumento dei prezzi dell’energia e chiede misure urgenti per sostenere consumi e piccole imprese. Secondo l’associazione, il rialzo dell’inflazione e l’eventuale aumento dei tassi d’interesse potrebbero aggravare ulteriormente il rallentamento economico. Restano invece positivi i dati sull’occupazione, con il numero degli occupati ai massimi storici, anche se preoccupa il calo nella fascia più giovane della popolazione.

Dal settore bancario arriva poi il richiamo alla necessità di una risposta europea più forte. Il presidente dell’Abi Antonio Patuelli sostiene che l’Europa debba adottare strumenti straordinari e nuovi investimenti comuni, anche attraverso forme di debito pubblico europeo finalizzate alla crescita e alla sicurezza economica del continente.

Sul fronte politico, il ministro per gli Affari europei Tommaso Foti rivendica invece i risultati raggiunti dal Pnrr. Secondo il Governo, il Piano nazionale di ripresa e resilienza sta contribuendo concretamente alla crescita degli investimenti e al miglioramento della pubblica amministrazione. Un percorso che, secondo Bankitalia, rappresenta una delle principali discontinuità positive degli ultimi anni.

Il messaggio finale di Panetta è chiaro: l’Italia possiede risorse, competenze e solidità finanziaria per affrontare le sfide globali, ma deve agire rapidamente. Innovazione, investimenti, formazione e produttività saranno le chiavi per evitare il declino e costruire una nuova stagione di sviluppo. In un mondo sempre più frammentato, conclude il Governatore, il futuro del Paese dipenderà dalla capacità di trasformare il cambiamento tecnologico in crescita, lavoro e coesione sociale. E lancia l’ennesimo appello all’Europa: in un quadro di tale instabilità serve unità  e un’azione rapida da parte dell’Unione.

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