Diritti umaniItalia

Banca Apulia condannata al risarcimento del danno per vendita di azioni Veneto Banca

By 7 Giugno 2020 No Comments

 Lidu internazionale: al via un tavolo di confronto per spingere verso la riforma della normativa a tutela dei cittadini

Emanata la prima sentenza in Italia di condanna di Banca Apulia al risarcimento del danno per la vendita di azioni Veneto Banca.

La sentenza arriva dal Tribunale di Brindisi ma è di forte impatto sul territorio abruzzese dato il notevole numero di cittadini coinvolti in questa triste vicenda di risparmio tradito.

Il 26 maggio 2020, infatti, il Giudice di prime cure dott.ssa Marra ha pronunziato quella che, a quanto consta, costituisce la prima sentenza in Italia con la quale non solo è stata dichiarata la risoluzione dei contratti di acquisto dei titoli Veneto Banca ma l’Istituto di credito che ha venduto detti titoli, nella fattispecie Banca Apulia (successivamente incorporata per fusione ad Intesa San Paolo s.p.a.) è stata condannata al risarcimento del danno in favore del risparmiatore di € 81.649,75, oltre interessi. Dopo le pronunzie favorevoli dell’Arbitro per le Controversie Finanziarie, è finalmente giunta una sentenza, come tale immediatamente esecutiva ed in base alla quale, quindi, dovranno essere restituite al risparmiatore le somme dallo stesso investite.


“Si tratta di una sentenza storica, destinata a fare giurisprudenza, la quale costituirà, indubbiamente, un precedente utile a tutto il popolo dei risparmiatori coinvolti nella vicenda Veneto Banca. Abbiamo, infatti, ottenuto il riconoscimento integrale della nostra linea difensiva” – afferma l’avv. Emilio Graziuso, il quale ha difeso nel processo civile il cittadino ingannato.

“Siamo impegnati da quasi venti anni nella tutela dei risparmiatori coinvolti nelle tristi vicende di risparmio tradito dallo scandalo della allora Banca 121 alla vendita di titoli Parmalat, Cirio, Cerruti, Argentina, Giacomelli, ed ora nelle controversie riguardanti i risparmiatori della Veneto Banca e della Banca Popolare di Bari in diverse regioni d’Italia, in particolare Abruzzo, Molise e Puglia” – conclude Graziuso.

Ma procediamo con ordine.

Nel periodo compreso tra il 10 giugno 2010 ed il 30 giugno 2013, il consumatore aveva acquistato presso l’allora Banca Apulia, della quale era cliente, azioni della Veneto Banca prospettati, a quanto sostenuto in giudizio dal risparmiatore, come titoli sicuri e senza rischio alcuno per il capitale.

Solo successivamente, a seguito delle note vicende di cronaca che hanno coinvolto la Veneto Banca, il risparmiatore si è reso conto della natura, dei rischi e della pericolosità dell’investimento posto in essere e che, pertanto, il valore delle azioni in suo possesso era pressoché azzerato.

Vani sono stati i tentativi di addivenire ad un componimento bonario della controversia e nel 2017, il risparmiatore ha promosso il processo conclusosi vittoriosamente con la sentenza del 26 maggio 2020, con la quale è stata riconosciuta la violazione da parte della Banca intermediaria della normativa di settore ed in particolare degli obblighi di informazione sulla stessa gravanti con conseguente diritto al risarcimento del danno di € 81.649,75, oltre interessi, per responsabilità da contatto sociale.

“Questo storico risultato – spiega Massimo Bomba, Presidente della LIDU Abruzzo e Molise – Lega Internazionale per i Diritti dell’Uomo – è motivo di grande soddisfazione per la nostra associazione che, nei giorni scorsi, aveva istituito anche un Osservatorio sui fenomeni dell’usura, estorsione e sovraindebitamento per tutelare i cittadini abruzzesi e molisani in difficoltà a causa della crisi economica causata dalla pandemia. Per la prima volta, oggi, grazie alla stretta collaborazione tra la LIDU Abruzzo-Molise e l’Associazione Nazionale “Dalla Parte dei Consumatori”, è stato riconosciuto in sede giudiziale il risarcimento integrale del danno patito al cittadino per la violazione degli obblighi informativi e per la responsabilità della Banca per la vendita delle azioni Veneto Banca”.

Grazie a questo risultato – continua il Presidente Bomba – potenzieremo il ruolo del nostro “Osservatorio LIDU” collaborando fin da subito con le Istituzioni, le associazioni per la tutela dei cittadini presenti sul territorio. Nei prossimi giorni, infatti, abbiamo fissato un tavolo di confronto con l’”Associazione Nazionale Dalla Parte dei Consumatori” per spingere verso una riforma della normativa che tuteli il cittadino e metta al centro l’uomo per evitare che queste vicende si possano trasformare in veri e propri drammi familiari”.


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