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Australia, immigrati in rivolta all’isola di Nauru

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20130721_EST_NW01_0027Appena sopra la Nuova Guinea l’isola ospita 550 migranti nel centro di detenzione gestito dal governo australiano teatro,  la notte del 19 luglio scorso, di un incendio doloso di gravi proporzioni.

Roma, 23 luglio – Una rivolta di immigrati ha causato gravi danni al centro di detenzione gestito dal governo australiano sull’isola di Nauru la notte tra il 19 e 20 di luglio scorsi. Nauru è la più piccola repubblica del mondo, nell’Oceano Pacifico appena sopra la Nuova Guinea e ospita il centro di detenzione dove attualmente ci sono 550 immigrati, in gran parte iraniani, che hanno fatto richiesta di asilo politico in Australia. I rivoltosi hanno dato fuoco alla struttura distruggendola e solo l’intervento della polizia coadiuvata da residenti, armati di machete e altre armi improvvisate, ha potuto placare quello che appare come un disastro di gravi proporzioni: quasi tutte le strutture del centro di detenzione sono state incendiate e al momento non sono utilizzabili. 071210nauru2Si tratta di un centro che il governo australiano aveva smesso di utilizzare dal 2007 ma da circa un anno ha ricominciato l’attività e a Nauru vengono dirottati  gli immigrati che fanno richiesta di asilo politico una volta arrivati in Australia: si tratta soprattutto di iraniani, tamil dello Sri Lanka, iracheni e pakistani. Amnesty International ha definito il centro di detenzione in termini di diritti umani ‘una catastrofe umanitaria’ e già nel 2003 alcuni gruppi di immigrati fecero uno sciopero della fame per protestare contro le condizioni di detenzione. nauruDi recente in seguito ad  un accordo bilaterale tra Kevin Rudd, premier australiano, e il governo della Papua Nuova Guinea, tutte le domande di asilo provenienti da Nauru sono state bloccate e d’ora in poi tutti gli immigrati che arriveranno in Australia via mare saranno inviati in Nuova Guinea, senza avere la possibilità di fare richiesta d’asilo in Australia. Peter O’Neill, il primo ministro della Papua Nuova Guinea, specifica che le procedure per i richiedenti asilo politico devono essere “smaltite nel più breve tempo possibile”. Gli immigrati che saranno trasferiti in Papua Nuova Guinea potranno frequentare corsi di formazione e i bambini potranno andare a scuola. L’Esercito della Salvezza, un’organizzazione umanitaria di origine religiosa, si occuperà del cibo e dell’assistenza sanitaria.

 

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