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Argentina, protesi al seno non a norma: chiesto maxi risarcimento

By 27 Agosto 2013 No Comments

protesi pip

Quarantuno milioni di euro per 300 donne rimaste coinvolte nello scandalo sanitario mondiale degli impianti prodotti dalla francese ‘Poly Implant Prothèses’ (Pip).

Roma, 27 agosto – Un risarcimento di quarantuno milioni di euro: è la somma richiesta da 300 donne argentine rimaste coinvolte nello scandalo sanitario mondiale delle protesi mammarie difettose prodotte dalla francese ‘Poly Implant Prothèses’ (Pip). Impianti al silicone industriale non a norma che si decompongono con estrema facilità come ha dimostrato l’avvocato nel corso di una conferenza stampa a Buenos Aires.


“A far partire il procedimento è stata la denuncia di trecento donne – spiega il legale Virginia Luna- L’obiettivo è portare avanti una class action, un’azione legale collettiva che includa tutte le vittime argentine che unite possono ottenere il risarcimento per il danno che hanno subìto”. Sono 65 i Paesi in cui sono state vendute le protesi, 7.400 le donne che in totale hanno fatto causa alla Pip. Il principale imputato nel processo, apertosi nell’aprile scorso, è Jean-Claude Mas, 73 anni, il fondatore della società che è in fallimento da marzo 2010. È accusato, con altri quattro dirigenti, di frode aggravata per il materiale scadente utilizzato nelle protesi. Rischia quattro anni di carcere. La sentenza è attesa il 10 dicembre.

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