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App di monitoraggio per Covid-19, l’esempio dell’Australia

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Il governo australiano ha invitato milioni di cittadini a scaricare l’app di tracciamento dei contatti per il coronavirus in maniera volontaria.

Il primo ministro Scott Morrison ha affermato che un ampio utilizzo sarebbe il “biglietto” per riprendere la vita normale il più presto possibile. Tre milioni di persone hanno scaricato l’app COVIDSafe dal suo lancio di domenica sera, e per la massima efficacia, circa il 40% della popolazione dovrebbe scaricarla.

“Vorrei paragonarlo al fatto che se vuoi uscire fuori quando il sole splende, devi mettere la crema solare.”, ha detto il Primo Ministro.

L’Australia è riuscita a tenere bassa la curva del virus, ed il governo prevede di espandere lo screening per Covid-19 dopo aver assicurato mercoledì altri 10 milioni di kit di test.

La nazione ha circa 6.700 casi e solo 88 le persone decedute.

Come funziona l’app?

L’app COVIDSafe chiede agli utenti di indicare la loro fascia d’età, un numero di cellulare, un codice postale e un nome, che può essere anche uno pseudonimo.

Utilizza un segnale wireless Bluetooth per scambiare una “stretta di mano digitale” con un altro utente quando i due si trovano entro 1,5 m di distanza. L’app registra quindi questo contatto e lo crittografa.

Gli utenti a quel punto verranno avvisati se hanno avuto più di 15 minuti di contatto ravvicinato con un altro utente che risulta positivo.

Tra le preoccupazioni sulla privacy di chi avrà accesso ai dati memorizzati dell’app, il governo ha dichiarato che solo le autorità sanitarie statali sono qualificate a monitorare i cittadini.

I dati saranno archiviati in Australia e il ministro della sanità ha dichiarato che “nemmeno un ordine del tribunale” consentirebbe ad altre autorità, compreso la polizia, ad accedervi.

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