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Ambiente & Turismo

Annata storica per la vendemmia in Basilicata. Meno vino ma eccezionale la qualità. Super l’aglianico.

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Il caldo torrido dell’estate e la mancanza di piogge per oltre cinque mesi hanno migliorato la qualità dell’uva e si prevede un aglianico pregiato.

di Nicola Lacerenza

 

Quest’anno, dalle colline del Vulture Alto Bradano, cuore della produzione del vino in Basilicata, arriverà un aglianico di qualità superiore alle precedenti annate. Le alte temperature registrate durante l’estate e la prolungata siccità  hanno messo a dura prova l’agricoltura regionale e, di conseguenza, ne hanno risentito i vigneti sparsi compatti sulle alture del Vulture, che producono rinomati aglianico. E’ stato previsto che la produzione di uva sarà inferiore del 30%-40% rispetto agli anni passati. Tuttavia, gli esperti annunziano un elevato miglioramento della qualità del vino . Ciò é dovuto al fatto che la maggioranza delle viti sono “anziane”, molte risalgono a decine e decine di anni fa, e la loro longevità le hanno rese più resistenti al caldo.

“Le radici delle viti più vecchie – spiega un viticultore impegnato nella vendemmia – penetrano in profondità e riescono a raggiungere la falda acquifera, alla quale attingono , e la mancanza d’acqua non procura alcun danno. Per queste viti il caldo e la mancanza di acqua significano solo acini rigogliosi e altamente zuccherini che poi danno vita all’aglianico del Vulture, un vino dal sapore deciso e tannico, che diventerà ancora più corposo di quanto già non lo fosse. Insomma – conclude il viticultore – una grande annata per gli amanti del rosso.” «Ora bisogna bere, ora bisogna darsi alla pazza gioia», ha scritto il poeta latino Quinto Orazio Flacco, celebre per la sua arte poetica e per l’amore per il vino, originario di Venosa, il paese lucano dove si produce la maggior quantità di aglianico del Vulture. E, secondo la leggenda, sembra che fosse  proprio il vino la principale musa ispiratrice quando componeva le sue poesie. Vien da pensare: chissà quali grandi capolavori Orazio avrebbe potuto scrivere con una bottiglia di “Aglianico del Vulture gran riserva 2017” sul tavolo. Purtroppo o per fortuna, con i “se” e con i “ma” la storia non si fa. Non resta che attendere la fine della vendemmia. E al momento di stappare le prime bottiglie, non sarà per nulla fuori luogo brindare in onore di Orazio.

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