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Aids verso la cura: due pazienti sottoposti a trapianto di midollo non hanno più bisogno di cure

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AidsLa  notizia arriva  dall’International Aids Society Conference tenutasi a Kuala Lumpur.

Roma, 4 luglio – Ancora un passo avanti nella lotta contro l’Aids. L’ultima notizia viene dall’International Aids Society Conference tenutasi a Kuala Lumpur, in Malesia,  dove alcuni ricercatori del Brigham and Women’s Hospital (Bwh) di Boston, coordinati dal dottor Timothy Henrich, hanno riportano i casi di due pazienti con virus Hiv sottoposti al trapianto di midollo osseo che non hanno più bisogno di ricevere farmaci antiretrovirali e nei quali la malattia sembra ‘svanita’ dal loro sangue.

“Uno dei pazienti ha trascorso già quasi quattro mesi senza prendere farmaci – affermano i medici – e senza alcun segno del ritorno del virus”. Il gruppo avverte comunque che è troppo presto per parlare di una cura definitiva, in quanto il virus potrebbe tornare in qualsiasi momento. I due pazienti lottavano da circa 30 anni con il virus ed avevano sviluppato un linfoma che ha richiesto il trapianto del midollo.
I due casi, denominati ‘i pazienti Boston’, si aggiungono a quello di Timothy Brown, conosciuto come il “paziente di Berlino” e giudicato ‘guarito’ dall’Hiv dopo un trapianto di midollo osseo nel 2007. Ci sono però due differenze importanti tra i casi. Per Brown erano state utilizzate cellule staminali provenienti da un donatore con una mutazione genetica rara, nota come CCR5 delta 32, che rende le persone resistenti al virus Hiv, mentre nei pazienti di Boston sono state trapiantate cellule senza questa mutazione. A seguito dell’operazione non è stato riscontrato l’Hiv nel sangue: in un caso per due anni e nell’altro per quattro anni. Ambedue hanno smesso di prendere farmaci antiretrovirali quest’anno uno da quattro mesi e l’altro da sette settimane. Il caso di Boston può aprire nuove strade per la lotta contro l’Hiv un virus che oggi colpisce 34 milioni di persone in tutto il mondo.
Kevin Frost, capo Fondazione per la ricerca sull’Aids, riporta:  “Questi risultati forniscono chiaramente nuove importanti informazioni che potrebbero anche modificare le attuali considerazioni sul virus e sulla terapia genica. Anche se il trapianto di cellule staminali non è una valida opzione per le persone con Hiv su vasta scala – aggiunge – a causa dei costi e della complessità, questi nuovi casi potrebbero aiutare a sviluppare nuovi approcci per il trattamento anti Hiv” ed aggiunge che questa scoperta “significa che l’Hiv non è più una condanna a morte”.  (Fonte:  http://www.italiasalute.it)

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