Mondo

Adolescente sopravvive alla strage in scuola del Pakistan: mi sono finto morto

By 17 Dicembre 2014 No Comments

‘I talebani mi hanno ferito ad entrambe le gambe. Mi sono nascosto sotto un banco per non essere ucciso’ è il racconto agghiacciante di Shahrukh Khan, 16 anni, salvo per miracolo nell’attacco alla scuola di Peshawar dove hanno perso la vita 141 persone.

b1a3ba6d5f52151c65b4f1b373825e4f-U1040990948771VXD--990x556@LaStampa.it

Peshawar, 17 dicembre – Si è salvato la vita fingendo di essere morto mentre accanto a lui si scatenava l’inferno. Un ragazzo di sedici anni,  Shahrukh Khan, si trovava nella scuola di Peshawar in Pakistan quando sei uomini armati hanno fatto irruzione sparando contro chiunque. Si è salvato per miracolo mentre intorno a lui ben 141 persone, tra cui 84 minori, hanno perso la vita a seguito dell’attentato di ieri, 15 dicembre, messo in atto dal Tehreek-e-Taliban, gruppo estremista islamico del Pakistan. Il racconto del sopravvissuto Shahrukh Khan è agghiacciante. Dal letto del reparto del  Lady Reading Hospital dove si trova ricoverato dopo l’eccidio ricorda che era con i suoi compagni di classe presso l’auditorium della scuola per una sessione di orientamento professionale. All’improvviso quattro uomini con uniformi paramilitari hanno fatto irruzione “qualcuno ha gridato di nasconderci sotto i banchi”, ha detto Khan, aggiungendo che gli uomini armati hanno aperto il fuoco al  grido “Allahu akbar” (Dio è grande). Subito dopo uno di loro ha detto “sono tutti sotto i banchi, uccideteli!” “Ho visto un paio di stivaloni neri venire verso di me, sicuramente uno di loro a caccia di studenti nascosti sotto i banchi.”, racconta Khan che aveva un  dolore lancinante perché alcuni colpi mentre fuggiva lo avevano colpito in entrambe le gambe appena sotto il ginocchio. La sua forza è stata riuscire a fingere di essere morto: “Ho piegato la cravatta e l’ho ficcata in bocca per non urlare”. “L’uomo con grandi stivali continuava a cercare gli studenti e gli sparava addosso. Sono rimasto immobile come ho potuto e ho chiuso gli occhi, aspettando il colpo definitivo anche per me”. “Il mio corpo tremava. Ho visto la morte così da vicino e non dimenticherò mai gli stivali neri che mi si avvicinano – mi sentivo come se fosse la morte che si stava avvicinando”. “ Sono stato lì per qualche minuto. Poi ho cercato di alzarmi, ma sono caduto a terra a causa delle mie ferite. Quando finalmente sono riuscito strisciando a raggiungere la stanza accanto, è stato orribile. Ho visto il cadavere del nostro assistente  in fiamme “, racconta Khan. “Era seduto sulla sedia con il sangue che colava dal suo corpo mentre bruciava”. “Quando mi sono svegliato ero sdraiato sul letto d’ospedale”, ha aggiunto. “Tutti i miei 10 compagni di classe e il nostro maestro sono morti, solo io sono sopravvissuto”, conclude, con il terrore ancora negli occhi. Un orrore che non potrà dimenticare mai più.

Lascia un commento